terracotta con design contemporaneo
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la terracotta che verrà dal passato

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La linea materica di piatti e bowl in terracotta realizzata da Fragile

Passeggiando per le vie del Pigneto, quartiere in voga a Roma per il fiorire di attività artigianali e artistiche, oltre che per il moltiplicarsi di locali notturni, ci si imbatte nella bottega di Fragile. La si incontra quasi per sbaglio, dal momento che si trova in una via secondaria, lontana dal pazza folla hipster della zona e visto che nessuna insegna indica la bottega, contrassegnata solo da una piccola, discreta vetrina.

Ma questo basta per fermarsi e, senza neanche accorgersene, essere già dentro.

In appena 18 mq di laboratorio Lorenza Fontana e Matteo Vitali producono e vendono ceramiche esclusive. Piatti e ciotole consistenti, di terracotta spessa, dall’aspetto solido; tazze dalle superfici ruvide e dal design robusto, quasi grezzo, sono in realtà frutto di un attento lavoro.

Dapprima c’è la scelta della creta, poi vengono i biscotti, cioè gli oggetti di terracotta sottoposti alla prima cottura, che può essere una semplice argilla rossa fino ad una semi-refrattaria bianca o colorata. I biscotti vengono, poi, modellati in tre modi: a stampo, a lastre assemblate e a tornio.

Anche la decorazione, eseguita interamente all’interno del laboratorio, avviene in tre modi: a pennello, ad immersione oppure a spruzzo. In ogni caso si adoperano prevalentemente smalti apiombici per uso alimentare.

Il prodotto, anche se dipinto, mantiene una forte identità, rimanda alla tradizione e a tempi antichi ma è straordinariamente contemporaneo. I materiali non nascondono la loro origine, ma mostrano orgogliosamente la loro natura e le loro raffinatissime imperfezioni, vengono dalla terra e tornano alla terra, visto che sono, naturalmente, a impatto zero.

In un mondo sempre più liquido e più virtuale in cui i rapporti umani, così come i prodotti, si fanno rarefatti diventa necessario affidarsi al concreto e le terrecotte di Fragile con il loro design materico e “antico” ci rassicurano sulla loro solidità e durata nel tempo.

Forme e lavorazioni che ricordano il Rinascimento, ma che vengono rielaborate con gusto nuovo. Tradizionali superfici monocromatiche vengono “macchiate” ad arte, terrecotte apparentemente rustiche e concrete sposano la simmetria e l’eleganza dell’estetica giapponese.

Non è un caso, infatti, se gli artigiani di Fragile si occupano di Raku, tecnica di cottura della tradizione giapponese, che prevede l’impiego di un forno apposito da utilizzare en plein air.

Togliendo l’oggetto incandescente dal forno e inserendolo in un contenitore con diversi materiali, quali segatura e foglie, grazie alla riduzione di ossigeno, si può ottenere una varietà effetti cromatici difficilmente riproducibili, come riflessi metallici e cavillature.

Fragile nasce da un progetto ben preciso che intende fare dell’artigianalità un prodotto per tutti e non solo a vantaggio di una ristretta élite. Restituire il bello al quotidiano e restituirlo al popolo è poi sicuramente la via per ridare linfa alla microeconomia locale.