Lavazza, il design accende il gusto nell'ex centrale elettrica - CTD
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Virginio Briatore

11 luglio 2018

Lavazza, il design accende il gusto nell’ex centrale elettrica

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Il Bistrot nella Nuvola di Torino, una “mensa” aperta a tutti e con tre isole firmata da Cino Zucchi e Rga studio

Questa è una bella storia, una combinazione virtuosa di visione e talenti. E parte dalla volontà dei committenti di fare un progetto innovativo. All’interno del complesso Nuvola Lavazza, nuovo quartier generale dell’azienda a Torino, inaugurato il 12 aprile 2018, il progetto di Cino Zucchi recupera e valorizza l’edificio monumentale dell’ex centrale elettrica Enel, i cui 4.500 metri quadrati di superficie sono destinati a funzioni di interesse pubblico. Nei lavori di ristrutturazione e nuove destinazioni d’uso ha la priorità il progetto della Ristorazione, che viene alloggiata nella navata laterale dell’edificio storico, sul lato che affaccia verso la piazza giardino.

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Ingresso con le tre lavagne dei menù. Foto Andrea Guermani

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La scala che conduce ai piani della ristorazione.
Foto Andrea Guermani

La consulenza di Adrià

Il progetto prende avvio durante un incontro a Torino, dove Giuseppe Lavazza, con l’intera famiglia, invita per una consulenza esplorativa Ferran Adrià, filosofo del cibo e guru della gastronomia internazionale, da lungo tempo in stretto rapporto di collaborazione con l’azienda. Dopo aver accolto i suggerimenti di Ferran Adrià, nel 2014 si decide di indire una gara alla quale, nel dicembre dello stesso anno, sono invitati cinque studi.

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Le foto che decorano lo spazio raccontano un viaggio nei luoghi del caffè. Foto Andrea Guermani

Eleganza milanese a Torino

A febbraio 2015 i progetti vengono dapprima visionati dal team interno, in collaborazione con quello di Adrià, quindi presentati ufficialmente. Nasce la proposta operativa di attivare una collaborazione tra gli studi CZA e RGA, che avevano presentato i progetti più convincenti e in diversi aspetti quasi complementari. Per l’interior design si avvia quindi una collaborazione tra l’eleganza esperta di un maestro dell’architettura come Cino Zucchi e del suo studio, e l’energia di due giovani architetti, Raffaele Azzarelli e Giuliano Iamele, noti per aver realizzato, con un’attenta scelta dei materiali e una cura artigianale dei dettagli, alcuni dei ristoranti più innovativi della scena milanese.

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Piano soppalcato con al centro il distributore d’acqua da bere. Foto Michele Nastasi

Lay-out innovativo e cucina front cooking

Seguendo un desiderata della famiglia Lavazza, i progettisti di CZA e RGA presentano un lay out di ristorazione collettiva, che supera la consueta distribuzione su un’unica linea e che prevede invece l’originale modulo di una cucina madre e di tre cucine isola, tutte con lavorazione front-cooking. Questa ‘mensa aziendale’ coraggiosa viene sviluppata in collaborazione con Carlin Petrini e Slow Food, seguendo i principi condivisi di ‘Buono, Pulito, e Giusto’ ed è aperta ai collaboratori Lavazza e al pubblico.

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L’isola Via San Tommaso 10.
Foto Andrea Guermani

Biscalchin per la grafica

Nel 2016 si affida all’esperto di cibo, grafico e illustratore Gianluca Biscalchin il progetto di visual identity di quello che viene denominato Bistrot La Centrale. Lo spazio, distribuito su tre livelli per un totale di 950 metri quadrati, è predisposto per ospitare fino a 280 persone e dalla hall situata al piano terra gli ospiti possono raggiungere le aree di consumazione e le ‘isole’ self-service situate al piano primo e da qui raggiungere il secondo piano soppalcato e illuminato dal grande lucernario industriale.

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Un dettaglio del mezzanino, con le carte da parati realizzate da Jannelli&Volpi.Foto Andrea Guermani

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Il piano soppalcato, con il lucernario industriale.
Foto Andrea Guermani

Le possibilità di tre isole

L’innovativo progetto del cibo a filiera corta e stagionale, studiato in collaborazione con Slow Food, è organizzato su tre diverse isole gastronomiche: Murisengo, dal nome del paese del fondatore Luigi Lavazza, è dedicata alla cucina della tradizione italiana. Tierra!, dal nome del primo progetto di caffè sostenibile Lavazza, è dedicata a chi preferisce un’offerta naturale e sana, con molti piatti a base di verdure crude e cotte. Nell’Isola di Via San Tommaso 10, dove si trovava, a Torino, la drogheria del fondatore, viene servito un menù ispirato allo street food.

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Il palazzo per gli uffici visto dal Bistrot. Foto Andrea Guermani

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L’isola Tierra! con vista sul giardino e il museo.
Foto Andrea Guermani

Atmosfera familiare e raffinata

Il progetto di interni vuole preservare le caratteristiche industriali dell’edificio, provando a contaminarle con un’atmosfera familiare e domestica; in questa direzione le pareti di ferro/vetro delle cucine sono bilanciate dal legno degli arredi disposti nelle aree consumazione. I materiali semplici – legno, gres e carte da parati scelti per le finiture – conferiscono alle superfici particolari e sofisticate textures.

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Saletta riservata Giardino.
Foto Andrea Guermani

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Saletta Monferrato.
Foto Andrea Guermani

Arredi d’autore

La luce naturale, catturata dai lucernari esistenti e dalle ampie storiche finestre sul giardino interno, è naturalmente enfatizzata dai toni chiari e tenui di pavimenti e soffitti rendendo così gli spazi ariosi e luminosi. Quasi tutti gli arredi sono disegnati su misura dai progettisti, le sospensioni a lampara che scendono sui tavoli sono disegnate da Matteo Ugolini per Karman, le sedie sono di Jasper Morrison per Vitra.

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Area prospiciente l’isola Murisengo; tavoli e panche sono realizzati su disegno di CZA/RGA. Foto Andrea Guermani

Parati e decor sartoriali

La grafica e i disegni di Gianluca Biscalchin interpretano con talento e allegria l’intero progetto e sono riportati anche sulle carte da parati appositamente realizzate da Jannelli & Volpi. Le salette riservate, prenotabili su richiesta, sono decorate con opere originali dello stesso Biscalchin, tutte legate al territorio e alle architetture del Piemonte.

Vista del salone con le tre isole e della scala che conduce al mezzanino.
Foto Michele Nastasi

Nel segno di Slow Food

La gestione operativa di Bistrot è della società Nuova Ristorazione, di Gianfranco Calzoni. La qualità del cibo è la caratteristica distintiva: fresco, leggero e nutriente secondo i canoni della cucina italiana. I menù sono preparati anche con materie prime di provenienza da Presidi Slow Food, notoriamente attenta alla sostenibilità, al territorio, ai contadini e alla terra. Buon appetito!