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Le sedie più originali al Salone, mettetevi comodi

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Giochi di incastri e versatilità sono l’ultima tendenza in fatto di sedute

Massima flessibilità e senso dell’umorismo caratterizzano i progetti dei nuovi creativi così come delle illustri firme del design, che puntano su arredi dinamici. La struttura diventa versatile e asseconda l’esigenza o la fantasia di chi utilizza l’arredo, facendo sì che l’acquirente sia parte attiva e creativa a sua volta.

Si chiama Heureka la sedia che si monta senza l’uso di trapano, viti, chiodi o adesivi. Realizzata dal giovanissimo designer Timo Spelleken, nuovo talento fresco di laurea, la sedia è stata progettata in modo da essere trasportabile, smontata, in un pacco piatto dal minimo ingombro, per poi essere montata in pochi secondi senza l’utilizzo di nessun attrezzo o collante. Al loro posto gli elementi di legno di faggio – seduta e spalliera- facilmente fanno scivolare la struttura di metallo delle gambe e del supporto dello schienale all’interno di scanalature, per poi andarsi a collocare nella posizione definitiva.

Una tecnica questa, oggetto di sperimentazione anche per un colosso come Ikea, indiscusso padre del flat pack, ovvero del pacco piatto nel quale è possibile ridurre qualsiasi arredo smontato per essere trasportato a casa. Il brand svedese ha, infatti, appena portato a termine una linea di arredi che si montano con un gioco di incastri, che non richiede l’intervento di strumenti, ma solo l’utilizzo di uno speciale tassello.

Il giovanissimo designer ha pensato al progetto con l’obiettivo di creare un arredo facilmente trasportabile e salvaspazio, tanto che addirittura 60 pezzi smontati possono essere spediti in soli due pallet dalle misure standard.

Presentata all’ultima Milano design week, la sedia Heureka ha un design moderno e minimale, accentuato dalla struttura di acciaio inossidabile bianco, a cui i piedini ricoperti di gomma colorata danno una nota di colore e si propone come un elemento di arredo dinamico, resistente, salvaspazio, perfetto per entrare a far parte dei must dei millennials urbani.

Si passa dai giovani talenti ai grandi nomi quando si parla della sgabello Swish Stool, realizzato dallo studio Carlo Ratti per Cassina utilizzando processi digitali. Una seduta multiforme, che è possibile modellare secondo le suggestioni che le simmetrie delle bacchette di legno suggeriscono, componendo le forme più diverse fino a chiudersi completamente.

Mostrata al Cassina 9.0, ovvero alla celebrazione per il novantesimo anniversario del noto brand, tenutasi durante la Milano design week, lo sgabello rappresenta un modo innovativo di progettare. Il designer Carlo Ratti, che con Cassina collabora dal 2013, definisce il metodo sperimentato nella realizzazione dello Swish Stool “programmazione implicita” e prevede l’utilizzo sia del design digitale che di metodi di fabbricazione per confezionare un prodotto che può prendere diverse forme prestabilite.

Un elaborato sistema di giunti e cardini disegnati uno ad uno consente ai 27 elementi di legno smussato di assumere diverse posizioni e, di conseguenza, allo sgabello di prendere diverse forme: da un piano si passa ad una posizione a pettine appoggiata alla parete. “Lo sgabello è stato il punto di arrivo di una ricerca molto interessante per noi” ha dichiarato Ratti “abbiamo iniziato a lavorare su un progetto di auto-assemblaggio e sulla programmazione implicita- ovvero la possibilità di un oggetto di assumere configurazioni, predeterminate, cinetiche- già qualche anno fa. Come possiamo utilizzare la geometria controllata matematicamente per insegnare ad un dato materiale come comportarsi?” questa la sfida a cui lo Swish Stool risponde.

Non poteva mancare all’ultima Milano design week anche la sedia che Philippe Starck firma per Driade, che mostra una soluzione tecnica ma soprattutto estetica.

Ispirata alla seduta utilizzata come strumento di tortura durante l’inquisizione spagnola, la collezione Torquemada si compone di tavolo, sedia, poltrona e sgabello e prende nome da Tomàs de Torquemada, religioso al servizio del grande inquisitore durante il quindicesimo secolo. La spalliera è sostenuta da anelli di metallo a contrasto sul legno bianco della struttura, che hanno l’aspetto di manette.

Una semplice costruzione di legno con uno schienale incurvato e gambe posteriori allungate verso l’esterno cambiano completamente aspetto grazie ad un originale set di manette di acciaio inossidabile lucidato a specchio, che collega la base alle gambe posteriori.

Disponibili sia in quercia naturale, bianco opaco, giallo, lavanda e laccato rosa, tutti i pezzi della collezione sono acquistabili anche con la struttura in quercia scavata, che Starck e Driade hanno voluto per “sottolineare l’autenticità di questi arredi realizzati a mano.”

La collezione Torquemada fa parte di un progetto di design più ampio in cui Driade ha invitato i creativi a ideare dei prodotti pensando al tema della “rivoluzione”.