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13 marzo 2018

L’onda di Hokusai nascosta dietro La forma dell’acqua

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Un architetto e la sua scenografia da Oscar per il film di del Toro

Un architetto da premio Oscar. Dietro il successo de La forma dell’acqua, il film di Guillermo del Toro vincitore di quattro statuette, ci sono anche le scenografie, gli interni dimessi e decadenti che la protagonista Elisa divide con il coinquilino Giles. E dietro a quelle scenografie, vincitori a loro volta di una statuetta, c’è tutto il mestiere, e forse l’arte, di Paul Austerberry, production designer canadese con una laurea in architettura alla Carleton University, nel 1989. Prima dell’Oscar, Austerberry e i suoi collaboratori, i set designer Jeffrey A. Melvin e Shane Vieau, si erano peraltro già aggiudicati un Bafta.

 

La sceneggiatura di Del Toro richiedeva un appartamento fatiscente, che lasciasse allo stesso tempo intravedere i segni di un passato importante, costruito com’è sopra a un vecchio cinema. La storia è ambientata nel 1962, il cinema risale ai primi del Novecento. Austerberry è partito dividendo innanzitutto lo spazio in due parti, una per ciascun personaggio, in modo da connotare l’ambiente secondo i caratteri di Elisa e di Giles. Del Toro ha immaginato lo spazio in pre-produzione come si può vedere in questo twitt con gli schizzi dell’illustratore Guy Davis.

Austerberry ricrea lo spazio fatiscente che ispira l’atmosfera del film, seminando nell’ambiente i danni di un incendio. Su un muro appaiono anche i segni dell’acqua usata per spegnerlo. Anche le assi del pavimento sono danneggiate, lasciando intravedere che cosa c’è sotto, il che permette alla luce proveniente dal cinema, al piano di sotto, di filtrare attraverso le fessure, intercettando uno spazio superiore decadente e uno inferiore ancora vitale.

L’arte di Austerberry ha portato lo scenografo a inventare un’altra soluzione: l’utilizzo della celebre onda di Hokusai per il decoro di una parete che del Toro voleva blu. L’onda, però, il motivo orientale più famoso in Occidente, non viene però imposta allo spettatore: Austerberry ne lascia tracce che bisogna indagare. Come è possibile vedere in queste immagini, il murale con l’onda è stato progressivamente scrostato fino a diventare praticamente invisibile: “Devi cercarlo”, ha detto lo stesso Austerberry.

Della scenografia di Austerberry e della sua realizzazione, Del Toro ha scritto nel libro The Shape of Water: Creating a Fairy Tale for Troubled Times pubblicato da Insight Editions.