Mani, un baedeker per il made in Italy | CieloTerraDesign
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Mani, un baedeker per il made in Italy

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Il volume di Italian Stories per celebrare gli artigiani e l’artigianato

Di Italian Stories ci siamo già occupati. Torniamo a scrivere del portale che sta cambiando l’approccio al turismo di qualità perché è appena uscito Mani. Il volume, realizzato in crowdfunding sulla piattaforma Kickstarter, raccoglie alcune delle storie più belle di artigiani che, con Italian Stories, hanno aperto le proprie botteghe ai viaggiatori di tutto il mondo. Servivano 9 mila euro per impaginare, stampare e distribuire Mani: ne sono arrivati 11 mila, segno che la formula di Italian Stories ha convinto il web ancora una volta.

Ma facciamo un passo indietro. Due anni fa, gli architetti trentini Eleonora Odorizzi e Andrea Miserocchi hanno un’intuizione: censire una per una le eccellenze del made in Italy e proporre ai maestri artigiani di aprirsi a un pubblico nuovo, fatto non di acquirenti di prodotti, ma di viaggiatori. La scommessa è che quel pubblico nuovo raccolga a sua volta l’invito a pianificare qualcosa di diverso da un week end tradizionale (albergo o bed&breakfast e borgo storico o città d’arte), ma una vacanza, breve o lunga, che rappresenti una vera e propria esperienza: un laboratorio, o semplicemente una visita, presso una bottega artigiana alla scoperta di uno dei mestieri che hanno fatto grande il made in Italy. Da due anni, artigiani e viaggiatori si incontrano su Italian Stories cambiando, insieme, l’idea stessa di turismo: dall’andare a vedere all’andare a fare. Quello che gli addetti ai lavori chiamano turismo esperienziale. Librai e tipografi, pellettieri e ceramisti, sarti e biciclettai. Dal Piemonte alla Sicilia, decine di botteghe sono aperte alla curiosità dei viaggiatori più avvertiti. Che da oggi, con Mani, hanno a disposizione anche un baedeker.

“Quando abbiamo lanciato il network Italian Stories” scrivono Odorizzi e Miserocchi nella prefazione del volume, “ci siamo posti l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’enorme patrimonio costituito dalla grande quantità di artigiani eccellenti presenti in tutta Italia, per far sì che chiunque potesse entrare in contatto personalmente con ognuno di loro. Crediamo che questa ricchezza vada preservata e tutelata. Grazie ai fotografi che collaborano con Italian Stories, stiamo anche creando un affascinante archivio del saper fare italiano. Ma il digitale è per sua natura così effimero che ci è sembrato necessario dare una forma più tangibile, almeno a una parte di questi scatti, per godere di tutta la bellezza che trasmettono”.

Nel volume trovano spazio, tra le altre, le storie di Amato Bontempo, ceramista a Francavilla a Mare, di Lucia D’Amato, la “signora della lana” di Pergine Valsugana, di Giuseppe Traverso, cartaio a Mele. “L’obiettivo non è solo conservare la conoscenza e il saper fare, ma anche creare nuove relazioni tra manifattura, artigianato e turismo. Il momento dell’incontro e il lavoro con gli artigiani ha un valore sociale e ricreativo. In questo senso, il focus dell’operazione non è tanto sul prodotto, quanto sul processo creativo e sull’occasione d’incontro e di condivisione della conoscenza. Visitare il laboratorio con l’artigiano, ascoltarne la storia, vedere coi propri occhi come nascono le creazioni per cui la manifattura italiana è famosa nel mondo, è un’esperienza da non perdere. È un modo nuovo di viaggiare, che permette di conoscere un Paese in modo approfondito”.

Mani è allora “un numero zero di un libro con storie di persone che amano il proprio lavoro, per far appassionare e far crescere l’attenzione verso questo patrimonio comune. Una collezione di storie differenti, ognuna delle quali è un tributo alla diversità e alla bellezza dell’Italia e degli italiani. È un viaggio emozionale che chiunque dovrebbe intraprendere, anche solo sfogliando questo libro, alla ricerca dell’Italia più vera”.