L'installazione di Massimo Bartolini a Palermo per Manifesta | CTD
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25 giugno 2018

Palermo, a Manifesta l’arte è una luminaria siciliana

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L’installazione di Massimo Bartolini riproduce al neon le scritte dei prigionieri dell’Inquisizione

Un’opera site specific pensata per gli spazi di Palazzo Oneto, costruito verso la fine del XVII secolo e che riapre al pubblico per Manifesta 12 a Palermo, dopo un importante restauro. Caudu e Fridu (caldo e freddo) di Massimo Bartolini è un’opera concepita in stretta relazione con la storia e la tradizione della città. Il caldo e il freddo del titolo sono estratti da un graffito ritrovato sulle pareti delle celle di Palazzo Chiaramonte Steri che ospitò dal 1600 al 1782 il tribunale dell’Inquisizione e fa riferimento alle febbri terzane che colpivano i detenuti. Queste scritte, tracciate con mezzi di fortuna e talvolta situate in punti non visibili alle guardie, nel lavoro di Bartolini assumono un ruolo e un aspetto opposto: quello di una scritta al neon rosso, che si staglia sulla parete come un urlo fragoroso che viene dal silenzio, come un’insegna che esplode nella notte.

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Massimo Bartolini, Caudu e fridu a Manifesta

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Massimo Bartolini, Caudu e fridu a Manifesta

In un continuo gioco di opposizioni e ossimori, alla scritta si contrappone la grande installazione che invade gli spazi del salone di Palazzo Oneto: una serie di luminarie tipiche delle feste siciliane, dopo essere state spente e disposte nello spazio come se si ritirassero dopo la festa – quasi a cancellare l’architettura che le ospita – da oggetto pubblico diventano un oggetto privato che, dimenticato il caos delle strade, si offre allo sguardo silenzioso degli spettatori.

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Massimo Bartolini, Caudu e fridu a Manifesta

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Massimo Bartolini, Caudu e fridu a Manifesta

Il silenzio – dice Bartolini – è difficilmente condivisibile, è affare privato, ma l’unica possibilità di sovvertire le sorti tragiche che la nostra irrequietezza di umani promette è nella condivisione pubblica del silenzio”. A dialogare con la caotica e barocca sovrapposizione delle luminarie sono gli elementi che compongono l’apparato decorativo del palazzo: complesse composizioni in stucco sulla tradizione degli oratori del Serpotta e sontuosi affreschi tipici di una abitazione settecentesca.

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Massimo Bartolini, Caudu e fridu a Manifesta

Scrive la curatrice Claudia Gioia: “Massimo Bartolini ci introduce in un ambiente di filigrana, una membrana fragile di luminarie spente attraverso cui intravedere la struttura forte di un interno di Palazzo Oneto. Storia e transitorietà si rincorrono nei chiaroscuri di ombre reciproche così come le domande su chi ha spento le luci e su chi potrà riaccenderle e per quali nuove visioni. Spento e silenzio opposto alla luce calda e rossa da un altrove laterale fatto di memoria riscritta con parole di neon per arrivare a noi dai tempi arbitrari dell’Inquisizione. La quiete a luce spenta, la paura con la luce, un ossimoro che attraversa il progetto di Bartolini, così come il nostro tempo, per un invito a pensare alla luce e alle parole oltre l’apparenza”.

La mostra è realizzata con il supporto di Magazzino Arte Moderna Roma, Massimo De Carlo Milano, Londra, Hong Kong e per Palazzo Oneto si ringrazia Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona.

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Massimo Bartolini, Caudu e fridu a Manifesta