Marcello Coppa al Design Match: il digitale non è un'opzione - CTD
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17 gennaio 2019

Marcello Coppa: il digitale non è un’opzione. E dà un futuro alle imprese

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Il manager che “gellifica” le startup al Design Match: “Tanta creatività nelle startup, ma troppo spesso manca la solidità di business”

L’ultimo report trimestrale di Infocamere registrava in Italia quasi novemila startup: per l’esattezza, 8.897, con un capitale sociale complessivo di 499 milioni di euro. Alta la quota di under 35, poche le donne.  In questo gruppo, soltanto una trentina sono considerabili scale up, ovvero startup realmente innovative. L’aspetto positivo è che in questo sottoinsieme il tasso di sopravvivenza è molto elevato: soltanto il 6 per cento di quelle nate nel 2014, e il 10 per cento di quelle iscritte prima del 2013, ha cessato l’attività.

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Gellify

 

Merito anche del lavoro di aziende (nate curiosamente come startup) come Gellify. Si tratta di una piattaforma di innovazione con sede a Casalecchio di Reno, in Emilia Romagna, che connette start-up business-to-business ad alto contenuto tecnologico con aziende tradizionali per innovare processi, prodotti e modelli di business attraverso investimenti e grazie alle competenze di esperti di prodotti software enterprise e Saas (software come servizio). In poche parole, Gellify prende per mano una realtà giovane e ancora in divenire e la accompagna verso quella rete di opportunità che da uno stadio “gassoso” la trasformino in “solido”, passando appunto per un procedimento di gellificazione (da gel). E quel mondo di opportunità è un mondo popolato di software e algoritmi: un mondo digitale, appunto.

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Gellify

Al prossimo Design Match: Analogici Vs Digitali, insieme a Silvana Angeletti e ad Antonio Aricò che sosterranno le ragioni degli Analogici, a promuovere la causa del digitale ci sarà proprio Marcello Coppa, managing partner dell’azienda bolognese. In particolare, il lavoro di Coppa e Gellify si rivolge al settore manifatturiero, per rendere concreto il potenziale industriale dell’internet delle cose in aziende di ogni dimensione, dando loro la possibilità di competere con corporate e player globali. Gellify, in pratica, seleziona e investe in aziende che siano ancora nella fase di first stage financing , startup “liquide” che attraverso il processo brevettato di gellificazione sviluppano skills, organizzazione e sistemi per raggiungere una fase solida, caratterizzata da alti livelli di autonomia e profittabilità. Il digitale, dunque, come chiave di volta per il successo. E infatti per Coppa “il digitale non è un’opzione”.

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Gellify

Qual è il gesto/comportamento analogico a cui non puoi rinunciare?

“Prendere appunti”.

Ci racconti in cinque righe il tuo lavoro?

“GELLIFY è una piattaforma B2B che fa incontrare la domanda e l’offerta di innovazione. Siamo specializzati nel supporto alle startup software B2B, che chiamiamo gellificazione, e nel supportare le imprese a fare innovazione. Io sono responsabile delle unità di Innovation Advisory e Interactive. La prima si occupa di aiutare le aziende a definire ed implementare la strategia, i processi ed il modello di gestione dell’innovazione. La punta di diamante dell’offerta di GELLIFY per l’innovazione è il company building, cioè fare, insieme ad un cliente, lo startup di una nuova azienda innovativa. La unit Interactive si occupa invece di sviluppare progetti di innovazione attraverso service design ed interaction design”.

Su un totale di 100, quanto conta in un progetto di consolidamento di una startup la componente di dati e algoritmi?

“Direi che l’80 per cento del lavoro è la definizione di processi e di modalità per poter prendere decisioni data-driven”.

Le start up italiane sono in genere più avanti sulla componente creativa o più solide nell’altro aspetto?

“Il panorama è molto variegato, la creatività non manca ma spesso è la solidità di business a mancare”.

Marcello Coppa

Ci racconti in breve il progetto cui sei più affezionato?

“Per una grande banca italiana abbiamo sviluppato un progetto di servizio e marketing basato sulla robotica umanoide. È stata un’esperienza significativa progettare un’interfaccia conversazionale e ne abbiamo tratto un toolkit per progettare l’interazione uomo-robot”.

In che cosa vorresti tornare indietro di anni, nel tuo lavoro?

“Stiamo effettivamente ritornando indietro nella necessità di raccontare e divulgare le innovazioni tecnologiche di oggi, un po’ come si faceva ai tempi dell’avvento dei computer. In questa fase rivedo il fermento di quegli anni, dopo la sbornia della new economy e dei social media”.

In che cosa vorresti essere più avanti di anni, nel tuo lavoro?

“Sarei curioso di vedere gli sviluppi di alcune startup che oggi sono molto hype”.

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