Metalli Filati, quando la ruggine incontra il design | CieloTerraDesign
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Metalli Filati, quando la ruggine incontra il design

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Il ferro e le sue tante vite, intervista al creativo cremonese Paolo Mezzadri

“Inizio così la mia storia, una storia nata con pezzi di scarto… immaginando e provando… sbagliando tantissimo… ma mai con metodo”. A parlare è Paolo Mezzadri, artista e designer del ferro, che realizza opere d’arte e d’arredo a partire dal metallo e che al metallo concede tutto: graffi, difetti, asimmetrie e soprattutto ruggine.

Perché se il ferro evoca la nostalgia delle tecniche di lavorazione e dei prodotti di una volta, così lontani dai materiali plastici, dalle tecniche di produzione moderne, quello arrugginito ha l’odore della Storia, della rievocazione di tempi e avvenimenti che hanno lasciato il segno sulle cose così come sulle persone.

Ed è proprio dando spazio all’esigenza di trasformare gli scarti “non conformi”, prodotti dall’azienda di laminati in ferro di famiglia, che Paolo Mezzadri inizia il suo percorso di designer.

Dall’incontro tra ferro, ruggine e polvere nasce Metallifilati, brand con sede a Cremona, ma che vende on line in tutta Italia, che dedica al mondo dell’interior la sua vocazione ad uno stile personalissimo, che, se non fosse per l’unicità di ogni pezzo, di ogni tavolino, mensola o libreria, potrebbe essere accostato all’industrial design. Lo incontriamo per un’intervista.

 

Come arriva al ferro?

Il ferro arriva come lavoro, come elemento giornaliero e contestualizzato nell’ambito delle applicazioni industriali

 

Quali tecniche usa per lavorarlo?

Utilizzo spesso il taglio termico per definire sagome e contorni che vengono poi contaminati da pieghe e saldature

 

C’è il desiderio di riscattare i pezzi di scarto o quella di impiegarli è una scelta indipendente da ragioni, come dire, ecologiche?

Mi piace il percorso dello scarto, che cerco di valorizzare a mio modo. Sento un grande desiderio di comunicare attraverso un materiale che potrebbe sembrare sporco, freddo, pesante, tagliente eppure è così carico di potenzialità e di anima… Per le mie più recenti opere non parto da pezzi di scarto, uso materiale nuovo, non contaminato da altri interventi ed eventuali emozioni

 

Quanto conta il paesaggio nordico, della sua terra, nella realizzazione dei suoi pezzi?

Il paesaggio è sicuramente importante, come lo è anche il silenzio e il tempo, la lentezza che mi permette di osservare, vivere, accogliere l’alba, i campi, la nebbia

 

Le fotografie che realizza delle sue opere sembrano talmente consustanziali alle opere stesse da lasciare immaginare che lei abbia già in mente lo scatto quando disegna e/o realizza. È così?

Scatto perché qualcosa attrae la mia attenzione, non per tecnica, spesso sono in movimento. Ritrovo e ricreo l’immagine della fotografia così scattata molto tempo dopo, spesso quasi per caso

 

Design, arte, artigianato: che cosa crede di avere di ciascuno di questi universi?

Io credo di non conoscere nulla di tutto questo, mi lascio andare e forse davvero non ho nulla. Sicuramente quello che faccio mi dà la possibilità di conoscere di più me stesso, di sperimentare attimi della mia vita e di viverla più nel profondo