Studio Naessi: ecco perché l'arte ha bisogno del design - Cieloterradesign
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Paolo Casicci

26 Ottobre 2020

Studio Naessi: ecco perché l’arte ha bisogno del design

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Le collezioni per EDIT Napoli di Alessandro D’Angeli e Eleonora Carbone: così portiamo gli artisti fuori dalle gallerie

È una bella storia, quella dello studio romano Naessi. Una storia di incontri come quelli che il buon design sa generare unendo fili e vicende lontani. E una storia ancora più interessante perché nata su un terreno a volte scivoloso come quello su cui ogni tanto design e arte si accavallano in modo confuso e che qui invece è percorsa con una direzione progettuale efficace. 

Eleonora Carbone e Alessandro D’Angeli, studio Naessi

Parliamo di due progetti che lo studio di design multidisciplinare formato da Alessandro D’Angeli ed Eleonora Carbone, coppia nel lavoro e nella vita, ha portato alla seconda edizione di EDIT Napoli, unendo i propri nomi a quelli di due artiste, la pittrice ceco-americana Marta Abbott e la decoratrice di tessuti di origine macedone Margarita Aleksievska Sclavi, anima del marchio House of Ita.

Time, Framed, il calendario nato dalla collaborazione tra Naessi e l’artista Marta Abbott

Il primo progetto, realizzato con Abbott, è Time, Framed, un calendario (Time) in dodici fogli di carta Fedrigoni Golden Star K dipinti da Abbott con inchiostri naturali autoprodotti e incorniciato (Framed, appunto) in una struttura essenziale in ottone naturalmente ossidato pensata da Naessi per esaltare le dodici storie dipinte da Abbott attraverso macchie di colore, una per ogni mese del 2021.

Per la collezione firmata con House of Ita, invece, D’Angeli e Carbone hanno fatto da guida e stimolo all’artista spingendo Margarita Aleksievska Sclavi a decorare in chiave figurativa tovaglie da tavola sopra le quali i piatti e i decanter in borosilicato trasparente di Naessi diventano come una lente d’ingrandimento che ne sottolinea e amplifica la bellezza. 

Due progetti sofisticati, il cui valore, oltre che negli oggetti in sé, sta proprio nel metodo che ne è all’origine, design driven. “In entrambe i casi, e con qualche differenza, siamo partiti da una considerazione”, spiegano Alessandro ed Eleonora, “e cioè che il mondo dell’arte con i suoi circuiti ha molto da dare al design, ma forse è più il design che può dare molto all’arte, prendendola per mano”. 

 

Non un’opera da ammirare da lontano, con quel sentimento di distacco che spesso si nutre verso qualcosa che non capiamo a fondo, ma un oggetto domestico, che si può toccare e comprendere nei suoi risvolti creativi e che Naessi aiuta a rendere familiari. Un oggetto che “arriva” pur nella sua complessità grazie al design

Time, Framed è un buon esempio di questa premessa: qui un’opera d’arte complessa – fatta di fogli, uno per ogni mese, dove si creano sovrapposizioni di segni circolari, simboli criptici, presenze di colore e luce – diventa un oggetto di arredo prezioso ed essenziale. Non un’opera da ammirare da lontano, con quel sentimento di distacco che spesso si nutre verso qualcosa che non capiamo a fondo, ma un oggetto domestico, che si può toccare e comprendere nei suoi risvolti creativi e che Naessi aiuta a rendere familiari. Un oggetto che “arriva” pur nella sua complessità e che non a caso è stato presentato non in una galleria d’arte, ma in una fiera del design d’autore. “Abbiamo conosciuto Marta Abbott quest’anno mettendo subito in chiaro una relazione metodologica dove l’artista era libera di far fluire la propria creatività, mentre a noi designer spettava costruire la cornice, non soltanto materiale, e ipotizzare l’approdo finale, che è poi stato appunto un calendario”. 

Superpono – dal latino sovrapporre, che è l’azione da compiere per vedere le opere di House of Ita sotto la lente dei decanter e dei piatti di Naessi – nasce invece dal desiderio di raddoppiare lo storytelling su un oggetto aggiungendo un autore e, dunque, una chiave di lettura a quella di partenza: “In questo caso, abbiamo stimolato Margarita a cimentarsi con qualcosa per lei nuovo, che le facesse cambiare tecnica e approccio. Insomma, l’abbiamo portata lontano dalla comfort zone, come usa dire”.

L’arte può dare molto al design, ma ancora di più può darle il secondo alla prima, portando i designer fuori dalle gallerie. E infatti Time, Framed e Superpono sono stati presentati a una fiera del design d’autore

Portare gli artisti fuori dal proprio perimetro è quanto Naessi si propone di fare ancora, sviluppando questa particolare progettualità che unisce campi diversi dietro la regia del design. “Ci siamo chiesti, mentre lavoravamo con Marta e Margarita, quali fossero i riferimenti che avevamo in testa. Più che nel design di prodotto, li abbiamo trovati nella moda, in alcune operazioni di Maison Margiela o addirittura nei percorsi curatoriali che hanno dato vita a musei a cielo aperto della street art come quello di Tor Marancia a Roma. L’oggetto in sé ci interessa meno: il design ha tanto da dare fuori dal proprio campo, se usato come approccio e mentalità”.