Nendo e Marsotto, lo show-room a Milano di cui parlano tutti - CTD
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Nendo e Marsotto, lo show-room a Milano di cui parlano tutti

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Oki Sato rende leggero il marmo del brand con duecento anni di storia. Un percorso emozionale che vuole diventare spazio culturale

Che cosa chiedere a uno show-room in questi giorni in cui il mondo del design prova a ripartire a Milano? Abbiamo parlato del possibile futuro di fiere, retail e design week con Domitilla Dardi prima e con Andrea Margaritelli poi, raccogliendo le visioni di chi scruta l’orizzonte cercando di dare un senso nuovo a pezzi di passato che, verosimilmente, non potranno tornare uguali a prima della pandemia. Il quadro che ne esce è quello di una scena in cui gli eventi commerciali “analogici”, come li conosciamo finora, dovranno sviluppare un senso nuovo per vincere la sfida con l’alternativa digitale, alimentare connessioni, durare, oltre la finestra temporale della rassegna, potenzialmente tutto l’anno attivando un network di contatti distintivo. Fiere oltre le fiere, insomma, come per la verità dovrebbe già essere.

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Somiglia a qualcosa del genere il nuovo spazio appena inaugurato da Marsotto, marchio con oltre duecento anni di storia, specializzato nella lavorazione del marmo, che in largo Treves a Brera, nel cuore del cuore del design milanese ha affidato nientemeno che a Nendo il progetto di un luogo emozionale che funga da show room ma anche da centro culturale e luogo di incontro per addetti ai lavori, appassionati, designer. Che, in realtà, sono le parole con cui spesso si accompagnano le aperture di questo genere di spazi, ma che stavolta promettono di mantenere la promessa se non altro visto l’impegno non indifferente che ha portato a ingaggiare Oki Sato e il suo team. 

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Spiega Francesco Marsotto, sesta generazione della famiglia veneta del marmo: “Il nostro show room ospiterà mostre, cambierà la propria configurazione più volte, durante l’anno, racconterà la nostra storia, i nostri progetti e quelli di chi lavora con noi. Cercavamo da tempo uno spazio strategico come questo, lo abbiamo trovato l’anno scorso a luglio. Pensare a Nendo, col quale collaboravano già dal 2015, è stato scontato, per l’approccio poetico, leggero e ironico di Oki e della sua squadra. Avremmo dovuto aprire lo spazio per la Design Week saltata ad aprile, il lockdown ci ha dato più tempo per pensarlo, implementarlo, migliorarlo”.  

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Ma come è lo show room di Nendo per Marsotto? Il marmo è l’elemento protagonista e viene plasmato e modellato dal tratto leggero e ironico del progettista già all’ingresso, con la volontà di innescare la partecipazione dello spettatore. “Nella prospettiva che presto sarà realizzata una piccola area verde di fronte allo showroom, una parte della facciata è stata configurata come una morbida scultura incava a muro , improvvisando una seduta, nella speranza che il vicinato si possa accomodare per una piacevole sosta”, racconta Oki Sato.

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Completo di piano terra e sotterranei, lo spazio è stato concepito per esporre mobili in marmo, accessori e campioni di materiali lavorati. Nell’ingresso al primo livello, un divisorio di marmo nasconde velatamente la scala di fronte. Il pannello è costituito da due strati in marmo, di uno spessore di 8 mm con dei punti perforati larghi 65 mm, chiusi da una lastra di vetro. Con soli 8 mm di spessore, la trasparenza e la leggerezza del divisorio ammorbidiscono l’impatto imponente del marmo, invitando lentamente il visitatore verso lo spazio sotterraneo. Mentre il pianterreno esprime l’esperienza fisica dei processi tecnici sofisticati della lavorazione del marmo, il piano sottostante risulta invece strutturato per richiamare l’attenzione del visitatore al fascino del marmo stesso.

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Lo spazio sotterraneo è suddiviso in cinque sale, con cinque espositori di dimensioni diverse. Vista l’esigenza di dover creare e variare in maniera flessibile diversi allestimenti espositivi, nonché di valorizzare il delicato lavoro manuale ed il pregio degli oggetti esposti, sono state inserite perpendicolarmente tre pedane bianche. Inoltre, unendo e smussando il loro angolo interno alla superficie, come la parete cyclorama di uno studio fotografico, è possibile ottenere una morbida diffusione della luce, mentre si oscura la profondità delle pedane in modo da concentrare l’attenzione del visitatore e mettere meglio a fuoco l’oggetto esposto.

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In una piccola sala al piano inferiore è stato installato un espositore circolare per l’inserimento a muro di campioni in marmo e pietra che possono essere presi in mano liberamente. Sotto ai campioni sono stati allineati sgabelli dalle finiture differenti ma della stessa forma per permettere al visitatore di notare i diversi tipi di lavorazione delle superfici. Nella stanza lunga e stretta la cucina di Marsotto, il lungo tavolo da pranzo e la parete a modulo con scaffali di Marsotto edizioni, rendono lo spazio adatto, oltre che ai fini espositivi, anche a colazioni di lavoro, all’organizzazione di catering duranti i vari eventi ed altro ancora.

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Mentre il marmo adorna l’intera facciata dello showroom, le unioni delle lastre si allineano perfettamente a quelle del palazzo esistente, in un gesto attento e bilanciato per dare armonia e al contempo conservare la sua presenza nel contesto urbanistico.