New York, il nuovo grattacielo è una piramide | CieloTerraDesign
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Paolo Casicci

25 aprile 2016

New York, il nuovo grattacielo è una piramide

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Così il Via West 57 di Studio Big rivoluziona lo skyline della Grande Mela

Quando il progetto del Via West 57, il primo grattacielo a corte di New York, fu svelato sotto forma di rendering, la città si divise. Da un lato il partito di chi vive come una minaccia qualsiasi novità allo skyline della Grande Mela. Dall’altro quello dei curiosi, addetti ai lavori e non, aperti alle idee di un giovane architetto venuto dall’Europa – Danimarca, per l’esattezza – con una carica innovativa come non se ne vedevano da anni.

Oggi che il Via West 57 ha aperto i battenti, e spalancato le porte dei suoi oltre 700 tra appartamenti, negozi e spazi per lo sport e al tempo libero, è chiara una cosa: la voglia di sperimentare non è la sola dote per la quale Bjarke Ingels, 42 anni il prossimo ottobre, passerà alla storia dell’architettura con il suo Studio Big. L’altra è la disinvoltura con cui l’architetto critica il protagonismo dei colleghi archistar, sebbene lui stesso non sia ormai estraneo alla famiglia. “In un grattacielo la forma è importante, ma quando è arbitraria perde d’interesse”, ha detto, per esempio, in un’intervista al Council on Tall Buildings and Urban Habitat, l’organo di New York cui spetta l’ultima parola sull’urbanistica verticale della metropoli. In quella stessa occasione Ingels ha aggiunto senza giri di parole che, spesso, gli architetti si distinguono per la loro “incompetenza qualificata”: cioè, hanno la risposta al problema “prima ancora di sentire la domanda”. Insomma, mancano di empatia. Quell’empatia che invece è la terza – e forse decisiva – virtù di questo talento, noto prima ancora che per i progetti americani per avere partecipato a ridefinire in chiave sociale e avveniristica la periferia della capitale danese con un’oasi di cemento e verde a dieci minuti di metropolitana dal centro.

Ma perché il Via 57 West è così importante per la storia della Grande Mela e, forse, non solo di quella? Perché, per la prima volta, porta un’idea europea di grattacielo a New York. Il Via 57 West non è infatti il solito spillo conficcato nel cuore di Manhattan come, per esempio, il recentissimo 432 Park di Rafael Viñoly (il più alto della città con i suoi 426 metri, se si escludono le guglie dello One World Trade Center e dell’Empire State Building). O come uno dei due colossi che hanno rimpiazzato le torri gemelle (uno è proprio lo One World Center, l’altro, a cura di Studio Big, sarà una coraggiosa variazione sul tema del grattacielo classico, che potete vedere qui). Nel caso del Via West 57 la sfida al cielo è portata con una struttura a piramide alta “solo” 140 metri che sviluppa quell’idea di comunità già sperimentata con successo a Copenaghen. Inoltre, lo spazio al centro si apre su un’area commerciale che, a sua volta, conduce ad aree aperte al pubblico dove praticare sport. Il tutto con una vista spettacolare sull’Hudson, a una manciata di minuti a piedi da uno degli accessi alla High Line, l’ex sopraelevata riconvertita a promenade verde e diventata da qualche anno l’ennesima nuova attrazione della Grande Mela.

Ingels definisce la sua creatura “un ibrido tra il modello europeo e il tradizionale grattacielo di Manhattan. Un modello che unisce i vantaggi di entrambi: la compattezza e l’efficienza di un edificio a corte e l’ariosità e la vista di un grattacielo”.

Adesso non resta che vedere come reagirà all’impatto di Big, più che New York, l’architettura.