Odo Fioravanti e Marco Ambrosino, il design cambia le carte in tavola - CTD
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Alessandra Grasso

29 marzo 2019

Odo Fioravanti e Marco Ambrosino, il design che cambia le carte a tavola

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Ritornano le ricette che prendono forma dal piatto (e viceversa) nell’esperimento al ristorante 28 Posti, questa volta ispirato al Mago di Oz

Capita, da lettori o da spettatori, di imbattersi in personaggi impegnati a mangiare, ma quante volte succede il contrario, che sia il pubblico a poter mangiare il racconto? Cibo da favola, favola che diventa cibo. E’ l’esperienza che lo chef Marco Ambrosino e il designer Odo Fioravanti portano in tavola con No place like home, il menù che sarà presentato alla settimana milanese del design presso il ristorante 28Posti con piatti liberamente ispirati alla storia de Il Mago di Oz.

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Marco Ambrosino, chef di 28 Posti

Il classico di Frank Baum – divenuto celebre grazie alla versione cinematografica di Victor Fleming del 1939 e che da allora si porta dietro una scia di fan illustri, di collezionisti ossessionati e di registi che si sono passati la staffetta – torna protagonista ancora una volta, anche se in una chiave tutta nuova, che incrocia cucina e design.

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Perilla e alloro, uno dei piatti di Odoardo Fioravanti per No Place Like Home con Marco Ambrosino

Per Fioravanti e Ambrosini, No place like home è la seconda collaborazione dopo il successo di Make a D/Wish per la Milano Design Week 2018, il progetto di una serie di piatti-ricette in cui la ricetta prende forma dal piatto e il piatto prende forma dalla ricetta. Una collaborazione che cuce, nuovamente, due discipline apparentemente lontane fra loro. Ambrosini e Fioravanti sono due creativi, uno chef che porta in tavola piatti disegnati prima su carta e un designer che si circonda dei suoi lavori nutrendosene come fossero alimenti, uniti in questo progetto da una suggestione comune per Il Mago di Oz.

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Design di Odoardo Fioravanti per No Place Like Home

In No place like home i due artisti offriranno la propria interpretazione del testo di Baum attraverso un menù di ricette elaborate ad hoc, puntando a riprodurre la ricchezza e la molteplicità di significati del testo. Non una semplice riproposizione dei momenti cruciali della storia, ma un vero e proprio percorso sensoriale che faccia emergere anche le virtù ricercate dai personaggi. Un “viaggio acido”, come lo definiscono gli ideatori, o nelle parole di Marco Ambrosino “il frutto di un lavoro dove segno e prodotto si confondono e le parole di un racconto visionario si traducono in oggetti da mangiare e in cibo da guardare”.

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Odoardo Fioravanti e Marco Ambrosino

Così, sui tavoli di 28Posti, le portate del menù saranno accompagnate da oggetti di design progettati su misura – dalla cupola color smeraldo le cui escrescenze simulano la città in cui Dorothy incontra il Grande Mago, sino alla casa di legno della protagonista.

La narrazione servita quest’anno sarà arricchita dai disegni dell’architetto, disegnatore e videomaker Luca Ruali.

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L’illustrazione di Luca Ruali per No Place Like Home