OPERÆ a Torino, design etico e da collezione | CieloTerraDesign
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Isabella Clara Sciacca

3 novembre 2017

OPERÆ a Torino, design etico e da collezione

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Intervista all’ideatrice della rassegna Alice Stori Liechtenstein

Il design indipendente si dà appuntamento per l’ottavo anno al Lingotto di Torino, da oggi 3 novembre al 5. Stiamo parlando di Operae Indipendent Design Fair, ovvero il salone internazionale dedicato al design indipendente e da collezione.

Il titolo dell’edizione 2017 è Why design. “Questa nuova edizione di Operæ” spiegano gli organizzatori “vuole proporre una più aperta lettura del design: il design che abbatte le barriere, che confonde i confini; il design che rivendica senza timore il suo ruolo di ponte tra le arti e le scienze. Vogliamo essere una piattaforma per i designer che si esprimono con coraggio, per gli oggetti che hanno il potenziale di divenire ambasciatori del nostro tempo, per i progetti che hanno la forza di ridefinire l’estetica contemporanea”.

Il design, insomma, come lo concepisce Enzo Mari, secondo il quale la qualità di un progetto dipende dal grado, sia pur minimo, di cambiamento culturale che innesca.

Operae vuole perciò essere il punto d’incontro per progettisti esordienti e artigiani, aziende affermate ed emergenti, oltre che trait d’union fra le imprese e le istituzioni e fra i creativi e gli appassionati.

Alla rassegna ci sarà spazio anche per il fashion indipendente e di ricerca, attraverso il progetto Dreamers, che metterà in mostra abiti e accessori rappresentativi della nuova scena contemporanea, di nuove visioni e progettualità, interpretando le tendenze attuali.

Come nella scorsa edizione, anche quest’anno la manifestazione prevede due sezioni – designer e gallerie di design – e vede da un lato i creativi, autori di collezioni in pezzi unici e il loro percorso, dall’altro le realtà che li portano al pubblico.

Nata da un’idea dell’associazione Torino design week e con il sostegno della Regione Piemonte e della Camera di Commercio di Torino, Operae è un progetto di Bold, a cura di Alice Stori Liechtenstein, curatrice ed exhibition designer, fondatrice dello Schloss Hollenegg for Design, un progetto nato per supportare la cultura del design offrendo una piattaforma espositiva e un programma di residenza per designer under 35.

L’abbiamo intervistata per parlare dell’edizione appena inaugurata.

 

Il titolo dell’edizione 2017 è “Why design”, che non è una domanda. È forse una provocazione?

È un’affermazione. In un momento di transizione per il design come è quello che stiamo vivendo è importante porre la questione e dichiarare immediatamente perché il design è rilevante. Non per provocare, ma per raccontare il momento attuale e affrontarne le implicazioni.

 

Cos’è da non perdere nell’edizione 2017?

Innanzitutto la nuova location. Essere al Lingotto significa essere visti dal grande pubblico e segnare una crescita per Operæ. E poi è imperdibile il progetto Piemonte Handmade, in cui dieci designer, presentati da altrettante gallerie, incontrano dieci artigiani piemontesi per realizzare pezzi unici. Gli artigiani piemontesi sono stati selezionati sulla base di un bando lanciato dalla Regione Piemonte in collaborazione con Operæ e hanno collaborato con dei progettisti per realizzare qualcosa di nuovo. Un progetto che continuerà anche dopo la fiera, visto che le collezioni saranno presentate in occasione di diverse mostre personali e collettive, con l’obiettivo di educare al design e creare consapevolezza delle proprie potenzialità e valorizzare il now how locale.

 

Cosa significa portare il design a Torino?

È importante che il design si confronti con le realtà locali e con situazioni diverse, anziché rimanere legato al solo ambito milanese, per rivelare versioni variegate del design.

 

Cosa distingue un certo design artistico, ma di produzione industriale, dall’arte?

Il confine è spesso sottile, ma il design che troviamo in Operæ sempre più va oltre le possibilità della produzione industriale ed è un design da collezione più che di serie.

 

Grazie al progetto di residenze per giovani designer da lei fondato “Schloss Hollenegg for Design” lei ha un osservatorio privilegiato sulle tendenze della progettualità. Quale direzione prende oggi il mondo del design?

La ricerca sul design oggi diventa trasversale, tocca diversi ambiti. C’è molta attenzione sulla ricerca dei materiali, soprattutto i progetti hanno spesso una forte impronta etica, manifestano una grande attenzione per l’impatto ambientale, mostrano una profonda riflessione morale in cui le conseguenze nocive per gli animali e per l’uomo hanno molto peso.