Palermo, guida agli ultimi giorni di Manifesta - CTD
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20 ottobre 2018

Manifesta 12, guida agli eventi imperdibili a due settimane dalla chiusura

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La Biennale di Palermo agli sgoccioli. Da Palazzo Butera a Videomobile,  ecco a cosa non rinunciare

di Alessandra Grasso

Si conclude il 4 novembre Manifesta 12, la Biennale d’arte internazionale di Palermo. I bilanci sulla rassegna sono già stati fatti dagli addetti ai lavori, ma restano ancora due settimane per chi non è riuscito a visitare questo contenitore di eventi di grande successo in cui spesso la bellezza dei palazzi è prevalsa sugli allestimenti stessi. Ecco una guida alle mostre imperdibili ancora aperte fino alla chiusura dell’evento e ai loro “luoghi contenitori” straordinari.

Palazzo Butera

Palazzo Butera, il complesso monumentale nel quartiere storico della Kalsa, ospita l’opera che è stata la più gettonata come sfondo per i selfie dei visitatori. Parliamo di Theatre of the Sun. David Burns e Austin Young hanno creato una carta da parati costituita da uno sfondo degradè su cui si stagliano le stampe di fiori e frutti che possono essere rintracciati negli spazi pubblici di Palermo. L’opera fa parte del progetto più ampio Endless Orchard, ovvero la mappatura delle piante da frutto presenti in diverse città del mondo che diventa qui una nuova chiave di lettura del pianeta. Gli artisti, attraverso un elemento puramente ornamentale che si sposa perfettamente con i soffitti di Palazzo Butera, ricorrono a qualcosa di estremamente semplice come la frutta per rappresentare un concetto complesso: la multiculturalità della Sicilia. L’Isola, nei secoli, ha visto migrare sul proprio suolo popoli diversi, ognuno dei quali portava con sé un bagaglio ricco di conoscenze e colture che venivano trapiantate nel terreno. Ogni nuovo conquistatore portava con sé anche nuovi frutti, semi che viaggiavano per il mondo, e così a Palermo è possibile trovare vicino alle piante autoctone altre che provengono da luoghi lontani. La frutta diventa, in quest’opera, quasi un soggetto politico, emblema di una forma di integrazione silenziosa che ha messo radici profonde. Accanto a questi speciali parati, Palazzo Butera ospita installazioni impegnate di artisti come Uriel Orlow, Renato Leotta e Maria Thereza Alves, tutte da scoprire.

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Theatre of the Sun. David Burns e Austin Young

Palazzo Forcella de Seta

Poco distante da Palazzo Butera è d’obbligo la sosta a Palazzo Forcella de Seta. Di proprietà dell’Associazione dei Costruttori Edili di Palermo e Provincia, che lo hanno recuperato e messo in sicurezza, l’edificio in stile neogotico ospita l’installazione The Soul of Salt di Patricia Kaersenhout. Fra le tarsie immaginifiche che trasformano pavimenti e pareti del palazzo in un tripudio di colori, si staglia una montagna bianca di sale perfettamente in sintonia con gli archi ogivali delle aperture poste a fianco. Il candore del bianco si contrappone al tema terribile scelto dall’artista, che trasfigura nella sua opera la leggenda degli Africani volanti ridotti in schiavitù e che non mangiavano il sale per poter diventare tanto leggeri da provare a volar via per tornare alla terra natìa. L’opera coinvolge i visitatori in prima persona, invitandoli a raccogliere un po’ del sale esposto. A disposizione del pubblico ci sono sacchetti di carta e palette, il sale servirà poi a compiere un rito dissolvendolo, per simboleggiare il dolore del passato che si scioglie. Palazzo Forcella De Seta ospita anche le opere di Kader Attia, Forensic Oceanography, John Gerrard, Patricia Kaersenhout, Erkan Özgen, Peng! Collective e Laura Poitras.

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The Soul of Salt di Patricia Kaersenhout

Videomobile

Grande successo hanno avuto anche i Masbedo, il duo artistico costituito da Nicolò Massazza e Jacopo Bedoni con Videomobile. L’opera si compone di due parti, una temporanea su Vittorio De Seta che è stata una fra le opere più fotografate e apprezzate di Manifesta 12, ed una fissa, ancora visibile a Palazzo Costantino. Videomobile è un vecchio furgone trasformato per l’occasione, che accoglie schermi su cui è possibile ripercorrere i luoghi di set cinematografici a Palermo. Il senso del lavoro del duo Masbedo era effettuare una ricerca sulla memoria del cinema che ha attraversato la città e le persone che hanno vissuto il cinema palermitano e che sono, ancora oggi, portatori di quella memoria.

Diventare una spia con The Peng Collective

Ma a Manifesta ci si può anche prendere una pausa per sorridere, scegliendo tra varie opere interattive quella che permette di telefonare a una spia, di trasformarsi per qualche minuto in agente segreto. Nel cortile di Palazzo Ajutamicristo, Call-A-Spy del Peng Collective vi permetterà di effettuare una chiamata anonima a un funzionario dei servizi segreti.

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L’installazione di Peng Collective a Manifesta 12

Se vi resta del tempo, scegliete nel Film Programme con gli eventi ancora disponibili consultabili sul sito e ricordate di prenotare in anticipo il tour guidato per Pizzo Sella o per l’Orto botanico dove è possibile ammirare la mostra Palermo Herbal di Malin Franzén, l’artista svedese che rielabora la “stampa naturale” del botanico palermitano Paolo Silvio Boccone, attualizzandolo e trasferendo su carta le stampe di piante autoctone capaci di convivere con sostanze tossiche.