Perché è il Living Coral il colore scelto da Pantone per il 2019 - CTD
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6 dicembre 2018

Il desiderio di un altro mondo dietro il Living Coral di Pantone

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Ecologismo e giusto mix di estetica rétro e social. Perché il brand americano scommette sull’arancione corallo per il 2019

L’immagine del mondo come lo vorremmo più che del mondo com’è, con una immancabile strizzata d’occhio all’estetica dei social network e al digitale e un’altra al gusto vintage che sembra non voler tramontare mai.

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Piatto Quel Mazzolin di Ilaria.i

Ecco l’immaginario culturale (e anche un po’ politico, nel senso nobile della parola) dietro la scelta di Pantone di proclamare colore dell’anno 16-1546, ovvero il codice nella scala cromatica che corrisponde al Living Coral, l’arancione che vira sul pesca di un corallo. Già dal nome dato alla nuance eletta regina per il 2019 è evidente il tentativo di affermare qualcosa che nella realtà è a rischio: il “corallo vivo” minacciato e stinto dal riscaldamento globale. Per questo c’è chi parla, a proposito di questa scelta, di colore “politicamente corretto”. Più semplicemente, basterebbe parlare di scelta dettata da una sensibilità ecologica.

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Wood Skin panels

Anche quest’anno, come succede dal 2000, l’azienda americana specializzata in grafica per l’industria ha scelto la tonalità su cui scommettere dopo uno scouting durato mesi e che ha impegnato un nutrito team di ricercatori. Un’indagine condotta a tutto campo tra moda, food design e consumi culturali. Dopo l’Ultraviolet dell’anno scorso e il Greenery del 2017, la “tonalità corallo piena di vitalità con un accenno dorato che infonde energia e ravviva con delicatezza”, secondo le parole con cui il Pantone Color Institute motiva la sua decisione, tira in ballo non tanto la realtà che ci circonda, ma la serenità cui aspiriamo in tempi di crisi.

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Incipit di Studio Lido

“Il colore di quest’anno dà un enorme sollievo” scrive sul Guardian Jonathan Jones, che subito dopo non lesina l’ironia: “Avremmo potuto prevedere il grigio delle fogne o forse il giallo livido dei Gilet francesi, un colore che urla angoscia come un dipinto di Edvard Munch”. Invece, Pantone punta su una tinta che è una sorta di terracotta tenue, un deserto color pastello, “il tono di terra temperato che avrebbe potuto abbellire i pavimenti e le pareti delle case californiane di Malibù prima che fossero devastate dagli incendi di novembre”.

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La tazza Pantone in Living Coral

Insomma, una scelta che è un auspicio per il futuro più che una fotografia dell’esistente. “Socievole e vivace”, sempre secondo Pantone, il Living Coral “è un colore rassicurante che si manifesta nella natura che ci circonda e che mostra al contempo una brillante presenza sui social media. Simboleggia la nostra necessità innata di ottimismo e di allegri passatempi e incarna il nostro desiderio di giocare”.

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WS&

Molto usato di recente nel fashion design, il Living Color è stato protagonista, per esempio, delle passerelle primavera-estate 2019 con Prada e Marc Jacobs. Rimanda anche a un gusto rétro in linea con l’estetica vintage di questi anni e con quella dei social network. Del resto, proprio Pantone la scorsa estate aveva lanciato una palette ispirata al digitale, Dreamscape, spiegando che “siamo così abituati a colori dinamici, fluidi e interattivi per via delle nostre esperienze nel digitale, che chiediamo ai colori del mondo fisico le stesse caratteristiche”. Guarda caso, nella palette Dreamscape c’era un Fusion Coral classificato col codice 16-1543: appena tre cifre sotto il Living Coral che è, appunto, 16-1546. La strada verso il colore del 2019 era già tracciata.

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Chemise di Studio Lido