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Perché 35 anni dopo anche Helvetica cambia carattere

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Nulla è eterno, neanche nella grafica. Per questo un carattere tipografico storico come Helvetica si è appena rifatto il trucco, per tornare più funzionale ai nuovi formati, in particolar modo quelli digitali. Monotype, l'azienda titolare dello storico font inventato nel 1957 da Max Miedinger, all'epoca dipendente della fonderia svizzera Haas, ha deciso il restyling di quello che forse è il carattere più utilizzato al mondo, dopo avere riscontrato i limiti di Helvetica in particolare sul digitale. Il risultato è una nuova famiglia, Helvetica Now, che arriva trentacinque anni dopo il primo e fino a ieri unico riadattamento del font, l'Helvetica Neue del 1983. La nuova famiglia è composta dalla versione Display (per la segnaletica), da quella Micro (che dovrà risolvere i difetti di spaziatura e leggibilità nelle dimensioni più piccole) e Text, il cavallo di battaglia. L'obiettivo del nuovo Helvetica è essere più aggraziato e sofisticato del predecessore, colmando così la distanza tra la storia del carattere e i grandi marchi internazionali che, dopo averlo utilizzato per decenni, hanno preferito negli ultimi tempi, per ragioni di branding, puntare su propri tipi tailor made. E' il caso di Apple, che adotta Helvetica negli anni Ottanta prima ancora che Massimo Vignelli lo utilizzi per la segnaletica di New York. A Cupertino decidono poi di abbandonato in favore del font San Francisco, disegnato su misura. Anche Microsoft, YouTube, Google, Ibm e CocaCola, con gli anni, si sono fabbricati un proprio carattere tipografico, il che, se non ha minato il prestigio di Helvetica, percepito comunque come un font storico, rassicurante, ne ha però sgonfiato un po' la portata commerciale. Anche se, forse, il vero scotto pagato da Helvetica consiste paradossalmente nella sua stessa universalità e massima riconoscibilità: in un'epoca segnata dal predominio del web, graphic e web designer sono quasi costretti a ricercare soluzioni alternative e meno scontate di un classico con sessant'anni di vita. Tra le peculiarità del nuovo font, una "G" senza la piccola "barba" appesa al mento, una "u" senza i serif asimmetrici che pendono dal bordo destro. Ci vorrà tempo per valutare l'impatto di questo restyling, intanto Display, Text e Micro sono già in vendita sul sito MyFonts.com e uno stile è già scaricabile gratis per prove e test dal sito della casa madre.

Il paradosso dello storico font tipografico inventato nel 1957: era troppo universale. Così arriva il secondo make up dopo quello del 1983

Nulla è eterno, neanche nella grafica. Per questo un carattere tipografico storico come Helvetica si è appena rifatto il trucco, per tornare più funzionale ai nuovi formati, in particolar modo quelli digitali.

Monotype, l’azienda titolare dello storico font inventato nel 1957 da Max Miedinger, all’epoca dipendente della fonderia svizzera Haas, ha deciso il restyling di quello che forse è il carattere più utilizzato al mondo dopo avere riscontrato i limiti di Helvetica in particolare sul digitale. Il risultato è una nuova famiglia, Helvetica Now, che arriva trentacinque anni dopo il primo e fino a ieri unico riadattamento del font, l’Helvetica Neue del 1983.

Nulla è eterno, neanche nella grafica. Per questo un carattere tipografico storico come Helvetica si è appena rifatto il trucco, per tornare più funzionale ai nuovi formati, in particolar modo quelli digitali. Monotype, l'azienda titolare dello storico font inventato nel 1957 da Max Miedinger, all'epoca dipendente della fonderia svizzera Haas, ha deciso il restyling di quello che forse è il carattere più utilizzato al mondo, dopo avere riscontrato i limiti di Helvetica in particolare sul digitale. Il risultato è una nuova famiglia, Helvetica Now, che arriva trentacinque anni dopo il primo e fino a ieri unico riadattamento del font, l'Helvetica Neue del 1983. La nuova famiglia è composta dalla versione Display (per la segnaletica), da quella Micro (che dovrà risolvere i difetti di spaziatura e leggibilità nelle dimensioni più piccole) e Text, il cavallo di battaglia. L'obiettivo del nuovo Helvetica è essere più aggraziato e sofisticato del predecessore, colmando così la distanza tra la storia del carattere e i grandi marchi internazionali che, dopo averlo utilizzato per decenni, hanno preferito negli ultimi tempi, per ragioni di branding, puntare su propri tipi tailor made. E' il caso di Apple, che adotta Helvetica negli anni Ottanta prima ancora che Massimo Vignelli lo utilizzi per la segnaletica di New York. A Cupertino decidono poi di abbandonato in favore del font San Francisco, disegnato su misura. Anche Microsoft, YouTube, Google, Ibm e CocaCola, con gli anni, si sono fabbricati un proprio carattere tipografico, il che, se non ha minato il prestigio di Helvetica, percepito comunque come un font storico, rassicurante, ne ha però sgonfiato un po' la portata commerciale. Anche se, forse, il vero scotto pagato da Helvetica consiste paradossalmente nella sua stessa universalità e massima riconoscibilità: in un'epoca segnata dal predominio del web, graphic e web designer sono quasi costretti a ricercare soluzioni alternative e meno scontate di un classico con sessant'anni di vita. Tra le peculiarità del nuovo font, una "G" senza la piccola "barba" appesa al mento, una "u" senza i serif asimmetrici che pendono dal bordo destro. Ci vorrà tempo per valutare l'impatto di questo restyling, intanto Display, Text e Micro sono già in vendita sul sito MyFonts.com e uno stile è già scaricabile gratis per prove e test dal sito della casa madre.

Il nuovo Helvetica Now

La nuova famiglia è composta dalla versione Display (per la segnaletica), da quella Micro (che dovrà risolvere i difetti di spaziatura e leggibilità nelle dimensioni più piccole) e Text, il cavallo di battaglia.

Il paradosso di un carattere troppo universale, scavalcato negli ultimi anni dal bisogno di sartorialità dei grandi marchi che hanno preferito disegnarsi ognuno il proprio font

L’obiettivo del nuovo Helvetica è essere più aggraziato e sofisticato del predecessore, colmando così la distanza tra la storia del carattere e i grandi marchi internazionali che, dopo averlo utilizzato per decenni, hanno preferito negli ultimi tempi, per ragioni di branding, puntare su propri tipi tailor made. E’ il caso di Apple, che adotta Helvetica negli anni Ottanta prima ancora che Massimo Vignelli lo utilizzi per la segnaletica di New York. A Cupertino decidono poi di abbandonarlo in favore del font San Francisco, disegnato su misura.

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Confronto tra Helvetica ed Helvetica Now

Anche Microsoft, YouTube, Google, Ibm e CocaCola, con gli anni, si sono fabbricati un proprio carattere tipografico, il che, se non ha minato il prestigio di Helvetica, percepito comunque come un font storico, rassicurante, ne ha però sgonfiato un po’ la portata commerciale.

Anche se, forse, il vero scotto Helvetica lo paga paradossalmente alla sua stessa universalità: in un’epoca segnata dal predominio del web, graphic e web designer sono quasi costretti a ricercare soluzioni alternative e meno scontate di un classico massimamente riconoscibile con sessant’anni di vita.

Nulla è eterno, neanche nella grafica. Per questo un carattere tipografico storico come Helvetica si è appena rifatto il trucco, per tornare più funzionale ai nuovi formati, in particolar modo quelli digitali. Monotype, l'azienda titolare dello storico font inventato nel 1957 da Max Miedinger, all'epoca dipendente della fonderia svizzera Haas, ha deciso il restyling di quello che forse è il carattere più utilizzato al mondo, dopo avere riscontrato i limiti di Helvetica in particolare sul digitale. Il risultato è una nuova famiglia, Helvetica Now, che arriva trentacinque anni dopo il primo e fino a ieri unico riadattamento del font, l'Helvetica Neue del 1983. La nuova famiglia è composta dalla versione Display (per la segnaletica), da quella Micro (che dovrà risolvere i difetti di spaziatura e leggibilità nelle dimensioni più piccole) e Text, il cavallo di battaglia. L'obiettivo del nuovo Helvetica è essere più aggraziato e sofisticato del predecessore, colmando così la distanza tra la storia del carattere e i grandi marchi internazionali che, dopo averlo utilizzato per decenni, hanno preferito negli ultimi tempi, per ragioni di branding, puntare su propri tipi tailor made. E' il caso di Apple, che adotta Helvetica negli anni Ottanta prima ancora che Massimo Vignelli lo utilizzi per la segnaletica di New York. A Cupertino decidono poi di abbandonato in favore del font San Francisco, disegnato su misura. Anche Microsoft, YouTube, Google, Ibm e CocaCola, con gli anni, si sono fabbricati un proprio carattere tipografico, il che, se non ha minato il prestigio di Helvetica, percepito comunque come un font storico, rassicurante, ne ha però sgonfiato un po' la portata commerciale. Anche se, forse, il vero scotto pagato da Helvetica consiste paradossalmente nella sua stessa universalità e massima riconoscibilità: in un'epoca segnata dal predominio del web, graphic e web designer sono quasi costretti a ricercare soluzioni alternative e meno scontate di un classico con sessant'anni di vita. Tra le peculiarità del nuovo font, una "G" senza la piccola "barba" appesa al mento, una "u" senza i serif asimmetrici che pendono dal bordo destro. Ci vorrà tempo per valutare l'impatto di questo restyling, intanto Display, Text e Micro sono già in vendita sul sito MyFonts.com e uno stile è già scaricabile gratis per prove e test dal sito della casa madre.

Il nuovo Helvetica Now

LEGGI IL GRAPHIC DESIGN CHE NON TEME LA COMPLESSITA’

Tra le peculiarità del nuovo font, una “G” senza la piccola “barba” appesa al mento e una “u” senza i serif asimmetrici che pendono dal bordo destro.

Nulla è eterno, neanche nella grafica. Per questo un carattere tipografico storico come Helvetica si è appena rifatto il trucco, per tornare più funzionale ai nuovi formati, in particolar modo quelli digitali. Monotype, l'azienda titolare dello storico font inventato nel 1957 da Max Miedinger, all'epoca dipendente della fonderia svizzera Haas, ha deciso il restyling di quello che forse è il carattere più utilizzato al mondo, dopo avere riscontrato i limiti di Helvetica in particolare sul digitale. Il risultato è una nuova famiglia, Helvetica Now, che arriva trentacinque anni dopo il primo e fino a ieri unico riadattamento del font, l'Helvetica Neue del 1983. La nuova famiglia è composta dalla versione Display (per la segnaletica), da quella Micro (che dovrà risolvere i difetti di spaziatura e leggibilità nelle dimensioni più piccole) e Text, il cavallo di battaglia. L'obiettivo del nuovo Helvetica è essere più aggraziato e sofisticato del predecessore, colmando così la distanza tra la storia del carattere e i grandi marchi internazionali che, dopo averlo utilizzato per decenni, hanno preferito negli ultimi tempi, per ragioni di branding, puntare su propri tipi tailor made. E' il caso di Apple, che adotta Helvetica negli anni Ottanta prima ancora che Massimo Vignelli lo utilizzi per la segnaletica di New York. A Cupertino decidono poi di abbandonato in favore del font San Francisco, disegnato su misura. Anche Microsoft, YouTube, Google, Ibm e CocaCola, con gli anni, si sono fabbricati un proprio carattere tipografico, il che, se non ha minato il prestigio di Helvetica, percepito comunque come un font storico, rassicurante, ne ha però sgonfiato un po' la portata commerciale. Anche se, forse, il vero scotto pagato da Helvetica consiste paradossalmente nella sua stessa universalità e massima riconoscibilità: in un'epoca segnata dal predominio del web, graphic e web designer sono quasi costretti a ricercare soluzioni alternative e meno scontate di un classico con sessant'anni di vita. Tra le peculiarità del nuovo font, una "G" senza la piccola "barba" appesa al mento, una "u" senza i serif asimmetrici che pendono dal bordo destro. Ci vorrà tempo per valutare l'impatto di questo restyling, intanto Display, Text e Micro sono già in vendita sul sito MyFonts.com e uno stile è già scaricabile gratis per prove e test dal sito della casa madre.

Ci vorrà tempo per valutare l’impatto di questo restyling, intanto Display, Text e Micro sono già in vendita sul sito MyFonts.com e uno stile è già scaricabile gratis per prove e test dal sito della casa madre.

 

Nulla è eterno, neanche nella grafica. Per questo un carattere tipografico storico come Helvetica si è appena rifatto il trucco, per tornare più funzionale ai nuovi formati, in particolar modo quelli digitali. Monotype, l'azienda titolare dello storico font inventato nel 1957 da Max Miedinger, all'epoca dipendente della fonderia svizzera Haas, ha deciso il restyling di quello che forse è il carattere più utilizzato al mondo, dopo avere riscontrato i limiti di Helvetica in particolare sul digitale. Il risultato è una nuova famiglia, Helvetica Now, che arriva trentacinque anni dopo il primo e fino a ieri unico riadattamento del font, l'Helvetica Neue del 1983. La nuova famiglia è composta dalla versione Display (per la segnaletica), da quella Micro (che dovrà risolvere i difetti di spaziatura e leggibilità nelle dimensioni più piccole) e Text, il cavallo di battaglia. L'obiettivo del nuovo Helvetica è essere più aggraziato e sofisticato del predecessore, colmando così la distanza tra la storia del carattere e i grandi marchi internazionali che, dopo averlo utilizzato per decenni, hanno preferito negli ultimi tempi, per ragioni di branding, puntare su propri tipi tailor made. E' il caso di Apple, che adotta Helvetica negli anni Ottanta prima ancora che Massimo Vignelli lo utilizzi per la segnaletica di New York. A Cupertino decidono poi di abbandonato in favore del font San Francisco, disegnato su misura. Anche Microsoft, YouTube, Google, Ibm e CocaCola, con gli anni, si sono fabbricati un proprio carattere tipografico, il che, se non ha minato il prestigio di Helvetica, percepito comunque come un font storico, rassicurante, ne ha però sgonfiato un po' la portata commerciale. Anche se, forse, il vero scotto pagato da Helvetica consiste paradossalmente nella sua stessa universalità e massima riconoscibilità: in un'epoca segnata dal predominio del web, graphic e web designer sono quasi costretti a ricercare soluzioni alternative e meno scontate di un classico con sessant'anni di vita. Tra le peculiarità del nuovo font, una "G" senza la piccola "barba" appesa al mento, una "u" senza i serif asimmetrici che pendono dal bordo destro. Ci vorrà tempo per valutare l'impatto di questo restyling, intanto Display, Text e Micro sono già in vendita sul sito MyFonts.com e uno stile è già scaricabile gratis per prove e test dal sito della casa madre.

Il nuovo Helvetica Now