La Detroit di Philip Jarmain, fatta dall'architettura e disfatta dalle grandi depressioni - CTD
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Claudia Coppa

8 Novembre 2020

La Detroit sospesa di Philip Jarmain, fatta dall’architettura e disfatta dalle depressioni

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Deco, neoclassica, “Parigi del Midwest” e capitale dei motori colpita dalla crisi. Gli scatti del fotografo ne documentano le mille anime

Da Parigi del Midwest a città degradata vittima del crollo economico. Detroit, conosciuta come capitale automobilistica degli Stati Uniti d’America, ha vissuto molti cambiamenti nella sua storia e l’architettura ne è stata testimone e artefice.

Ricchi e seducenti edifici simili a quelli di NewYork e Chicago, costruiti nel periodo precedente la Grande Depressione del 1929 in stile neoclassico e art decò, sono stati abbandonati, demoliti e incendiati, spazzando via l’immagine della città solida e fiorente dove Henry Ford decise di costruire la sua prima automobile.

Woodward Presbyterian

Saint Agnes

Ma il ricordo di quell’architettura e di quell’epopea non poteva finire cancellato del tutto, ed è per questo che il fotografo canadese con origini proprio a Detroit Philip Jarmain, ha deciso di catturare, attraverso il suo obiettivo, gli affascinanti frammenti di città ancora esistenti prima che venissero cancellati per sempre dalla seconda depressione, quella del 2013.

Book Cadillac

Belle Isle Acquarium, Lee Plaza Hotel, Eastown Theatre e Saint Agnes Church sono solo alcuni dei numerosi luoghi fotografati. Il più singolare e straordinario è senz’altro il Michigan Theatre, dove il soffitto ornato dei primi del ‘900 resta sospeso a mezz’aria sul parcheggio multipiano in cemento di nuova realizzazione.

Lee Plaza

Lee Plaza

Le immagini raccolte sono state esposte in occasione di una mostra a San Francisco del 2013 in formato 1,5 metri per due, per permettere agli spettatori di ammirare ogni dettaglio, dai soffitti decorati e dipinti a mano alle facciate ornate.

Per ottenere una così grande risoluzione il fotografo ha utilizzato una fotocamera tecnica Cambo con un dorso digitale Phase One e obiettivi Schneider, ideale per immortalare i dettagli di architettura. Questo apparecchio consente infatti di correggere la prospettiva “in camera” in modo che le linee rimangano parallele e
non si verifichi convergenza, di ottenere una risoluzione di 100 megapixel e anche di far scorrere il sensore meccanicamente in modo da poter unire le immagini per grandi file fino a 200 o 300 megapixel.

Mackenzie High School

Greyhound Lines

Tale attrezzatura, tanto performante quanto costosa, era ovviamente motivo di preoccupazione per il fotografo e la sua troupe che, trovandosi a entrare in luoghi abbandonati e poco sicuri, spesso avvisava la polizia prima di recarsi sul luogo dello shooting.

Ma Philip Jarmain è riuscito a trovare bellezza anche tra la gente di Detroit, accogliente, dallo spirito propositivo e dedito all’arte. Primo fra tutti Sean Doerr, uno storico locale che aveva soltanto 21 anni quando incontrò il fotografo. Doerr ha documentato questi edifici da quando ne aveva 13 per poi pubblicare il suo primo libro a 17.

Fisher Body Plant

Fisher Body Plant

Per Jarmain “l’architettura è la tipografia di tutte le epoche che dà una storia dello stato della società in cui è stata eretta” e per questo in seguito alla mostra ha deciso di raccontare in un libro, attraverso le sue fotografie e con l’aiuto di Doerr, la storia di Detroit, città dalle mille anime, che ora pullula di artisti e giovani imprenditori con grande voglia di rinascita.

Eastown Theatre

Belle Isle Aquarium

Nella foto grande, il Michigan Theatre. Tutte le foto sono di Philip Jarmain