La Plastic Chair degli Eames, la plastica bella, buona e democratica - CTD
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Silvia Cosentino

6 ottobre 2019

Le icone di plastica a cui non rinunceremmo mai: la Plastic Chair degli Eames

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Il design democratico della coppia di progettisti che per primi introdussero l’adattabilità

Seconda puntata della serie sulle icone di plastica che forse non avrebbero visto la luce se alla loro epoca la chimica fosse già stata il nemico giurato dell’ambiente.

Gambe lunghe e slanciate, curve sinuose, superficie liscia, satinata. Provando a immaginare una sedia in plastica, se chiudiamo gli occhi, vediamo lei: è la Eames Plastic Chair

Classe 1950, la sedia nasce in occasione del concorso Low Cost Furniture Design, indetto nel 1948 dal MoMA di New York, in cui si piazzerà seconda. 

Charles & Ray Eames “parthenos”, prodotta in massa, per la massa, questo straordinario prodotto rivoluzionerà il mondo della produzione industriale nel campo del furniture design. 

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Charles Eames

Pensata per essere un oggetto low cost, ma non di scarsa qualità, nella moderna accezione del termine. Durante il Dopoguerra emerge infatti la necessità di “democratizzare” i prodotti, per essere accessibili alla società di massa. Esigenza che si concretizza nella rivalutazione dei processi di produzione industriale, così come nella sperimentazione dei nuovi materiali nati dalle ultime scoperte scientifiche

Da questi input nasce la Plastic Chair. Disegnata dai coniugi Eames per Hermann Miller, questo pezzo è un apripista, nel senso che è la prima sedia in plastica a essere prodotta industrialmente. Un prodotto durevole, di qualità, accessibile a tutti, la perfetta risposta alle esigenze del mercato degli anni Cinquanta. “Getting the most of the best to the greatest number of people for the least”.

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Charles e Ray Eames

La personalità eclettica degli Eames, unita ai loro interessi multidisciplinari, portano così a una vera e propria rivoluzione nel campo della produzione. 

Charles Eames si forma come architetto e designer. Collabora con Eliel ed Eero Saarinen, E insieme a sua moglie Ray è tra i primi progettisti a dedicarsi all’utilizzo di nuovi materiali industriali. 

Le felici intuizioni di Eames mutuano dai profondi interessi che il progettista nutre nei confronti delle tecnologie e del loro rapporto con il quotidiano. La sua attitudine nel creare relazioni con figure professionali di varia natura (da specialisti di fibre a registi) lo porta a estrapolare informazioni determinanti nella genesi di una nuova metodologia di progetto. La sua filosofia: partire da reali necessità

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Il disegno della DSW (Dining Height Side Chair Wood Base) inizia nel 1948. Partendo da sperimentazioni in compensato e fogli di alluminio, la prima versione viene realizzata con una struttura in metallo stampato, e successivamente in fibra di vetro, materiale di svolta per il consumo di massa. L’idea geniale risiede nella concezione produttiva di un “guscio unico”, stampato, che andasse ad accogliere le geometrie del corpo umano, sperimentazione che avviene per la prima volta nella realizzazione di una seduta. 

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La Plastic Armchair

All’innovazione tecnologica, si aggiunge quella tipologica, data la versatilità nella configurazione del piano seduta con basi differenti per scopi diversi. Già nel 1950, Charles e Ray Eames presentarono una serie di basi che consentivano varie posizioni di seduta. Un modello particolarmente celebre è la cosiddetta base Torre Eiffel, un disegno intricato e grazioso in filo di acciaio che combina sapientemente forme leggere ed eleganti e resistenza strutturale.

La costante ricerca nei materiali con l’obiettivo dell’ottimizzazione in termini produttivi e di consumo di massa porta poi i designer a sostituire la fibra di vetro con il polipropilene, materiale con cui la Plastic Chair è ancora oggi realizzata. 

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L’intuizione di unire plastica, compensato curvato e tubolari in acciaio determina la formazione di nuovi linguaggi espressivi. Grazie a tali caratteristiche, questo pezzo diventa simbolo di una società in mutamento, icona di nuovi stili di vita

La produzione degli Eames segna in maniera indelebile e irreversibile la nascita di un nuovo linguaggio espressivo, irrorato dagli influssi dei maestri del moderno, plasmato da geometrie dalle forme organiche e rotonde, realizzate tramite lo stampaggio in curva, destinato a diventare cifra stilistica della produzione dell’azienda. 

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Oggi la seduta degli Eames è prodotta da Vitra Plastic in polipropilene. Tra le basi e i colori della scocca, la scelta è vasta. Per alcuni modelli, ci sono opzioni in tappezzeria. 

Tale versatilità consente ai clienti di scegliere innumerevoli combinazioni da adattare in base ai vari ambienti: dalle sale da pranzo ai salotti, dagli home office alle aree di lavoro degli uffici e alle sale conferenze; da ristoranti e caffetterie alle aree di attesa, auditorium, terrazze e giardini

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Nel 2016, Vitra ha aggiunto circa 20 mm all’altezza di base delle sedie in plastica Eames, adattando di conseguenza la geometria del sedile. Queste revisioni, che sono esteticamente quasi impercettibili, ne aumentano il comfort, soprattutto in combinazione con tavoli contemporanei.

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