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Un network per censire i talenti

Mestieri d’arte, a Roma la rete delle fondazioni

 

Valorizzare il sapere artigiano e promuovere i talenti della manifattura, questo l’obiettivo del progetto “Repertorio dei talenti” presentato a Roma il 30 novembre. Una proposta che riporta alla ribalta quella che per lungo tempo è stata prerogativa esclusiva del prodotto italiano e che ancora oggi determina gran parte del valore del made in Italy e la sua unicità nel mondo.

 

Gli enti coinvolti

Sono due le istituzioni che siglano l’impegno. Da un lato la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte con sede a Milano, che opera dal 1995 per sostenere e favorire l’artigianato d’arte italiano e per far luce sulle eccellenze. Le iniziative dell’ente, finalizzate a un «nuovo Rinascimento» dei mestieri d’arte, si rivolgono soprattutto ai giovani: formare nuove generazioni di Maestri d’Arte, salvando le attività di alta manifattura dal rischio di scomparsa che le minaccia, è infatti uno degli obiettivi che la Fondazione persegue.

Dall’altro lato a siglare la partnership c’è la Fondazione Exclusiva, con sede a Roma, impegnata dal 2015 nel promuovere la creatività e la cultura del bello soprattutto nel campo della decorazione e dell’interior design.

 

Un network di eccellenze

Il progetto nasce dalla volontà di far emergere e mettere in relazione fra loro i maestri d’arte, legandoli alle aziende. Per questo “Repertorio dei Talenti” prevede la creazione di una rete in cui ogni azienda potrà proporre un artigiano da conoscere e studiare. La Fondazione Exclusiva metterà a disposizione le sue competenze per analizzare il suo saper fare, per mettere in luce le radici culturali e geografiche della sua maestria, per valorizzare la sua capacità di innovazione, dando vita, poi, ad una collana di e-book multimediali che da un lato svelano le caratteristiche del talento, dall’altro lo promuovono e lo raccontano come esempio di eccellenza italiana professionale.

 

Scouting dei giovani talenti

La piattaforma avrà come obiettivo il fare scouting delle eccellenze del made in Italy, specialmente nel campo delle arti applicate e del design, creare rete e diffusione, ma sarà anche finalizzata alla condivisione di buone pratiche, attraverso azioni di digital storytelling.

Per dirlo con le parole di Stefano Micelli, autore di Futuro artigiano “L’artigiano contemporaneo deve saper coniugare tecnica, tradizione e nuove tecnologie per vendere, comunicare, produrre. Porta con sé cultura del prodotto, servizio, rapporto con il cliente che noi italiani siamo in grado di esprimere”.

 

A bottega dai maestri

Per i talenti coinvolti, però, non c’è solo diffusione e condivisione, ma anche concrete chance di essere formati e avviati alla professione, grazie alle borse di studio per tirocini formativi attraverso i quali offrire la possibilità a giovani neodiplomati o neolaureati nel settore dell’artigianato artistico di svolgere un’attività formativa extra-curricolare in bottega per sei mesi, fianco a fianco con un grande maestro artigiano. In questo modo si salvaguarda il patrimonio tangibile e intangibile dei mestieri artigiani promuovendoli anche come scelte professionali future per i giovani.

 

 

Il valore della manualità per i giovanissimi

Molti anche i progetti di innovazione sociale nelle scuole per promuovere attraverso i cantieri creativi la cultura dei lavori pensati e fatti “con le mani”, per recuperare il valore della manualità nella scuola primaria e nel primo biennio delle elementari, facilitare l’orientamento e la scoperta delle capacità e inclinazioni dei ragazzi accompagnandoli nella scoperta di percorsi formativi anche non convenzionali.

Se è importante parlare di arti applicate come possibilità professionale, tanto più è di rilievo per i giovanissimi, nelle scuole, cominciare a parlare dei lavori fatti “con le mani” anche prima che appaia la necessità di fare una scelta di indirizzo professionale.

Bisogna recuperare il valore della manualità: nella scuola primaria e nel primo biennio delle elementari la didattica insiste molto sullo sviluppo di questo tipo di abilità come elemento necessario al completo sviluppo psico-fisico del bambino, ma negli anni successivi l’attenzione pedagogica viene spostata sulle abilità logico cognitive.

 

La cultura è nelle nostre mani

Riportare la qualità artigianale al centro del progettazione di design è anche una via possibile per produrre oggetti che toccano il cuore delle persone e per tornare a riappropriarci del made in Italy, del messaggio che veicola, delle fantasie che evoca. Citando Franco Cologni “non occorre investire soltanto sulla produzione, ma lavorare sugli immaginari perché in tutto il mondo c’è ancora la voglia di vivere, vestirsi, mangiare come gli italiani.”

 

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