Repubblica del Design, l'ultimo distretto di Milano dura un anno - CTD
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Paolo Casicci

20 marzo 2019

Repubblica del Design, l’ultimo arrivato al Fuorisalone è un distretto per tutto l’anno

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Il curatore Davide Crippa: tra Bovisa e Dergano un progetto di rigenerazione nel quartiere di creativi e artigiani

Il Fuorisalone oltre il Fuorisalone, la Design Week come mezzo e non come fine. C’è una bella sorpresa, nel cartellone bulimico della settimana milanese al via il prossimo 9 aprile: un distretto nuovo che promette di servire sul piatto temi raramente al centro della rassegna, almeno con questa forza.

Parliamo di temi come i diritti sociali, la rigenerazione urbana, il design for all. Soprattutto, il distretto promette di farceli restare a lungo, questi temi, oltre gli happening e le installazioni dei sei sfavillanti giorni della festa. “Mentre nelle altre zone inizieranno a disallestire, noi cominceremo a lavorare al Festival della Creatività che a ottobre sarà la naturale prosecuzione di quanto faremo in una parte del nostro Fuorisalone” spiega Davide Crippa di Ghigos, docente alla scuola di design del Politecnico di Milano e autore e organizzatore con Ada – Associazione designer anonimi e Ideas Bit Factory della Repubblica del Design di Bovisa e Dergano.

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Art-72 Rooms di Ghigos

LA REPUBBLICA DEL DESIGN

La Repubblica del Design è un distretto atipico, di periferia, “e dunque ruvido, senza nessuna vocazione glamour o tanto meno commerciale”, sorride Crippa. Un distretto che ha scelto come logo un paio di occhiali che ricordano quelli di Alessandro Mendini e ha aggiunto sulle lenti due punti esclamativi. Un distretto che in qualche modo dovrebbe essere il più scontato, “visto che Bovisa è il quartiere più comodo per chi va in Fiera in auto e Dergano dista dodici minuti di metropolitana dal Duomo. Inoltre è questa la zona degli artigiani, dei ceramisti, di chi produce i mobili e i pezzi che ammiriamo nei giorni del Salone, ma anche di Sidera, l’incubatore di startup più grande del mondo, aperto da una società mista, di proprietà cinese e del Politecnico, e del più grande makerspace d’Italia, Makers Hub e Ideas Bit Factory“. Qui, per dire, fino a qualche giorno fa ha avuto lo studio per ventidue anni Andrea Branzi. “E qui un designer può prendere in affitto uno spazio di grandi dimensioni a prezzi impensabili in centro”.

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Art-72 Rooms di Ghigos

DAI SOGNI DEI BIMBI ALLE CASE PER AUTISTICI

Ma procediamo con ordine. La Repubblica del Design, che è anche un manifesto in fieri e in corso di sottoscrizione da parte di designer italiani quotati, è l’occasione per parlare di energie sostenibili (con i disegni dei bambini del quartiere che allestiranno un muro in collaborazione con Enea e Gse), per ridefinire contorni e sostanza del design indipendente (con Carlo Contin), per prendersi un po’ meno sul serio portando i creativi e i loro prodotti in una bocciofila o al bar degli anziani, per percorrere vie e luoghi istituzionali della zona, incluso il Politecnico, apprezzando una serie di installazioni e artwork di writer concepiti per attivare un processo di rigenerazione tra parcheggi, scuole, cortili, marciapiedi e sedi di onlus.

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Progetto KDZENERGY, i disegni dei bambini del quartiere immaginano un futuro energetico sostenibile

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Progetto KDZENERGY, i disegni dei bambini del quartiere immaginano un futuro energetico sostenibile

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Il design in bocciofila, sezione Play del Fuorisalone in zona Bovisa

E, ancora, è l’occasione per rivedere in mostra – dopo il debutto due anni fa in Triennale – la collezione di cinque oggetti progettati da Claudio Larcher, Ghigos, Lorenzo Damiani e Alessandro Guerriero pensando agli autistici ma buoni per chiunque, in una logica di design for all. “Prodotti – tiene a precisare Crippa – che non sono soltanto un esercizio di stile, ma oggetti entrati in produzione e su cui dunque le aziende hanno deciso di scommettere”.

Per molti aspetti è più che normale che il Fuorisalone arrivi qui: questo è il quartiere del più grande makerspace d’Italia, la zona degli artigiani che costruiscono i mobili e gli oggetti che apprezziamo in Fiera. E siamo a dodici minuti di metropolitana dal Duomo

A Bovisa si esploreranno anche ventidue progetti di casa per persone affette da autismo, mentre l’incubatore di idee per l’abbattimento delle barriere architettoniche Scivola creerà (anche in zona Tortona) una check list dei luoghi destinati ad allestimenti temporanei come il Fuorisalone a misura di disabile e il progetto Prospettive variabili farà vivere ai normodotati un’esperienza di disabilità con l’obiettivo di generare empatia verso il prossimo.

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Prospettiva variabili, in zona Bovisa, è il percorso per normodotati che simula i disagi dei disabili nella vita di tutti i giorni

LA CASA D’ARTE-ALBERGO

Non mancherà un focus sulla multiculturalità. Anzi, Multiculture è uno dei temi principali della Repubblica del Design, oltre che quello ad aver dato la stura a tutto il distretto e alla Repubblica stessa. Questa storia inizia infatti due anni fa, quando Crippa progetta con Ghigos Ideas il Design Hostel – A letto con il Design, l’ostello pop-up per designer nato nel Makers Hub di Bovisa, per il Fuorisalone. “Quella location, a metà tra albergo e residenza artistica, ebbe molto successo tra gli stranieri perché era comodo alloggiarvi per poi andare in Fiera”, racconta Crippa. “Due anni dopo si è trasformata in Art-72Rooms: Weicheng Zhong, curatore cinese, lo ha portato a Shanghai dove ha selezionato 72 inquilini cosmopoliti, di ottima cultura e di buon reddito. Noi ora riportiamo il format a Milano e Zhong ha selezionato sei residenti su 72. Il risultato è una sorta di carotaggio della vita in un condominio sofisticato, multiculturale appunto, tra La vita istruzioni per l’uso di Perec e la commedia tradizionale cinese”.

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Davide Crippa di Ghigos all’Art-72Rooms, zona Bovisa

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L’aRt-72Rooms, zona Bovisa

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Il progetto di Mirco Facchinelli all’Art-72Rooms in zona Bovisa

LA PERIFERIA COME NUOVO CENTRO

Ma perché portare la Design Week in periferia? “Semplicemente perché ce ne è bisogno”, spiega Crippa. “Non ci interessava creare l’ennesimo distretto per la Milan Design Week, il nostro è un obiettivo più ampio e a lungo termine: rilanciare le aree periferiche come territorio di attività innovative, inclusive e collaborative, luoghi in cui sperimentare nuove e diverse centralità. La Repubblica del Design nasce come progetto collettivo, e i luoghi che la ospitano sono spazi urbani intermedi, locali caratteristici che tramandano la storia del territorio, ma anche edifici post-industriali oggi cuori pulsanti del design milanese, che accolgono l’impegno all’educazione dei giovani progettisti e la sfida della diffusione della cultura del buon progetto, condotta quotidianamente dai vari studi professionali che qui si sono stanziati negli anni, alcuni dei quali, tra l’altro, apriranno le porte ai visitatori per mostrare il dietro le quinte del design milanese”.

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L’ambasciata della Repubblica del Design, zona Bovisa

LE INSTALLAZIONI INSTAGRAMMABILI

Insomma, non si andrà alla Bovisa per cercare installazioni patinate. In compenso abbonderà l’ironia (e l’instagrammabilità, per chi la cerca), come nei progetti di Ada Le carceri del design e Il quarto stato. Sono due installazioni basate su anamorfosi e giochi prospettici: la prima (in via Andreoli) “rinchiude” dentro celle su strada ventitré progetti accusati di avere asservito la funzione all’estetica, l’altra, all’ingresso del Politecnico in via Verità, schiera “l’esercito del design”, una collezione di oggetti storici e funzionali che si materializzano davanti al visitatore come nel celebre quadro il Quarto stato di Pelizza da Volpedo.

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Il quarto stato del design, l’anamorfosi di ADA per la Repubblica del Design, zona Bovisa

“La Repubblica del Design ha un po’ lo spirito del Fuorisalone a Lambrate di qualche anno fa” aggiunge Crippa. “Qui non affittiamo spazi ai designer, ma li coinvolgiamo se riteniamo che il loro lavoro va nella direzione che ci interessa. Abbiamo messo insieme realtà e professionisti già attivi nel quartiere: il nostro compito è stato semplicemente raccogliere queste esperienze e indirizzarle. Piuttosto, lo sforzo è stato convincere le aziende a sponsorizzare la rassegna, ma non è stato difficile proprio perché non abbiamo proposto di investire in qualcosa di dimostrativo o di estemporaneo, ma in un progetto di lungo periodo: un buon esempio di marketing territoriale che non a caso ha avuto nella municipalità un interlocutore collaborativo”.

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CTRLZAK, Hybrid composition

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L’azienda S.Martino festeggia ottant’anni con una budinata il 10 aprile, distretto Bovisa

Che cosa deve accadere perché i fondatori della Repubblica dicano che il loro esperimento è riuscito? “Se il pubblico dirà: ma perché tutto questo design non era mai stato esposto prima al Fuorisalone?, be’ allora vorrà dire che ce l’avremo fatta”.

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Art-72 Rooms di Ghigos