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Claudia Coppa

7 Maggio 2020

Lo studentato di design nel palazzo dell’Ottocento

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Granada, il progetto di Martin Lejarrada Oficina de Arquitectura gioca sul contrasto tra antico e contemporaneo per una residenza universitaria in un edificio tutelato

Un ricco patrimonio, ma nessuno che se ne curi. È un problema comune a un gran numero di Paesi europei, che vedono cadere in disuso molti dei propri beni architettonici storici come edifici religiosi, grandi ville e castelli. Mancanza di fondi e di soggetti interessati a fruirli in modo classico sono le principali cause di questo declino. Come risolvere allora il problema? 

La soluzione ideale potrebbe essere senz’altro trovare nuove tipologie di funzioni da insediarvi, ed è quello che ha fatto lo studio Martin Lejarraga Oficina de Arquitectura a Granada, progettando un’unica soluzione per questa emergenza e un altro grande problema, quello delle residenze studentesche.

Siamo abituati a studenti che con grande spirito di adattamento vivono in appartamenti spesso fatiscenti e arrangiati sommariamente, cercando di riorganizzare al meglio i propri effetti personali e le proprie abitudini, ma come sappiamo l’ambiente che ci circonda influisce sul nostro benessere e sulla nostra concentrazione. 

Da qui l’idea di trasformare, nel 2019, due antichi palazzi del XIX secolo in residenze universitarie sotto il nome di Loop Homes. Lo studio di Cartagena ha saputo rispettare i caratteri forti e riconoscibili della preesistenza, donando a molti studenti della città uno stile di vita moderno in spazi storici e sontuosi.

Residencia universitaria Loop Homes Palace; Calle Duquesa, 17, 18001 Granada; 18002; Granada; España; 2019; ©Mentxu Goñi

L’edificio di circa 3.000mq, è composto da due corpi collegati da una galleria e che portano grande significato culturale, storico ed architettonico. Per questo motivo il cambio di destinazione d’uso ha conservato con grande rispetto l’esistente, incorporando elementi architettonici contemporanei e mobili realizzati ad hoc. 

Il design degli arredi, giocosi e colorati, ha una forte motivazione funzionale e formale che parte dalla reinterpretazione degli elementi classici per fornire una soluzione al nuovo uso collettivo. Grazie a questo tipo di intervento e al recupero dei cortili esterni, il progetto conferisce un’immagine di insieme nuova, ma allo stesso tempo in armonia con il passato. 

Rimanendo in linea con la volontà precedentemente espressa, gli elementi spaziali specifici dell’edificio originario come saloni, cappelle e patii a doppia e tripla altezza, sono stati conservati e preservati, piuttosto che riadattati in modo artificioso e prevalente nel processo di riconfigurazione. Grazie poi all’inserimento di nuove finiture, arredi e illuminazione, gli spazi hanno acquisito configurazioni nuove ma in continuità.

Le camere si presentano in diverse soluzioni con altrettanti gradi di comfort e si dividono in singole, doppie e quadruple. Sono il risultato di una distribuzione ottimale e funzionale che riduce al minimo il partizionamento, utilizzando arredi appropriati e personalizzati.

Gli ambienti comuni risolvono sicuramente la carenza di spazio delle camere e restano un punto fondamentale di questa tipologia di alloggio collettivo, insieme al raggiungimento dell’efficienza energetica e programmatica immancabile nel XXI secolo.