Richard "Archistar" Meier vs NY - CieloTerraDesign
menu
Paolo Casicci

13 dicembre 2016

Il piccone di Richard Meier sul nuovo skyline di New York

Share:
Foto di BIG - Bjarke Ingels Group & Glessner Group

L’archistar contro i colleghi Viñoly e Bjarke Ingels: “I loro grattacieli un’offesa alla città”

Il nuovo skyline di New York non piace a Richard Meier. Uno dei più celebri architetti contemporanei non lo manda a dire. E, in una intervista esclusiva al magazine Dezeen, ha parole di fuoco per due dei grattacieli che hanno contribuito negli ultimi due anni a ridefinire il paesaggio urbano della Grande Mela.

La prima stilettata di Meier, il più giovane architetto ad aver mai vinto il Pritzker Prize, il Nobel dell’architettura, nel 1984, quando aveva 49 anni, è per Robert Viñoly, padre del 432 Park Avenue, da un anno il grattacielo più alto della città (se si considerano le guglie, superato solo dallo One World Trade Center e dall’Empire State Building). Ebbene, per Meier quel fuso di 96 piani conficcato nel cuore di Manhattan è “fuori scala”, “ridicolo”. “Se vuoi andare a comprare un litro di latte, impieghi mezzora soltanto per scendere e salire”, dice. “Non capisco proprio perché la gente decida di andare a vivere lì”.

Completamente diverso dall’opera di Viñoly è il grattacielo “a piramide” di Studio Big, accolto dagli addetti ai lavori come la grande novità architettonica degli ultimi anni: un pezzo di urbanistica europea (Studio Big è danese) innestato negli Usa. Ma Meier non riesce a digerire neanche quello. Anzi: “Un mese fa, a un convegno, mi è capitato di sedere accanto a Bjarke Ingels (uno dei due titolari di Big, ndr). Non lo avevo mai incontrato prima. Dal pubblico mi hanno chiesto se ci fosse un edificio che non mi piacesse, ho risposto che uno che odio davvero è quello di Big. Ho aggiunto di non avere nulla di personale contro Ingels, ma la sua opera è del tutto inappropriata alla città”. Ad Anna Winston, l’intervistatrice, Meier spiega poi che l’edificio è a suo parere “aggressivo” e spezza lo schema a griglia con cui è edificata New York.

Più in generale, l’accusa di Meier è rivolta a tutto quanto, oggi, nella Grande Mela sia fuori scala o fuori contesto. “L’Empire State Building” spiega Meier “è altissimo, eppure percepisci che intorno vi è un contesto, che ciò che lo circonda è correlato. Il Rockfeller Center, poi, include uno spazio all’aperto, per fortuna. C’è una scala, a New York, come c’è a Londra, ed è quello che fa grande una città. Ciò che sta accadendo oggi è una sfida a chi fa il grattacielo più alto, e questo è offensivo. Non siamo a Kuala Lumpur”.