Quando la Fiat disse di no a Gio Ponti - CTD
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10 agosto 2018

Quando la Fiat disse di no a Gio Ponti

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Il prototipo di Linea Diamante bocciato nel 1953 realizzato ed esposto a Grand Basel

Il genio di Gio Ponti si misurò anche con l’automotive. Era il 1953 quando l’architetto disegnò Linea Diamante, l’automobile che fu ritenuta troppo radicale per i suoi tempi, ma quell’ìdea a distanza di anni si è dimostrata fondamentale per la realizzazione di modelli successivi. Linea Diamante sarà esposta all’evento di inaugurazione di Grand Basel – il primo salone a presentare le auto in un contesto fortemente caratterizzato da richiami all’arte, al design e all’architettura, dal 6 al 9 settembre a Basilea – per celebrare, appunto, la lungimiranza e la genialità di Ponti.

Nel 1953, Ponti – con l’aiuto del collega Alberto Rosselli – concepì un’auto sviluppata secondo principi del design non ancora applicati nell’industria automobilistica. Punto di partenza del progetto era una sagoma aerodinamica a forma di lacrima, ma ben presto si sviluppò nella più spigolosa Linea Diamante.

Una rivoluzione necessaria

Ponti considerava il suo nuovo design come una necessaria reazione allo stile automobilistico dell’epoca che riteneva datato, caratterizzato da forme grandi e gonfie con piccoli finestrini e interni scuri. La sua visione lo portava a voler realizzare un’auto più “architettonica” con pannelli e finestre a forma piatta e una notevole parte vetrata che inondava l’interno dell’abitacolo di luce.

Il packaging intelligente avrebbe migliorato l’aspetto utilitaristico dell’auto, con la possibilità di avere un interno generoso e proporzionato e un bagagliaio spazioso. Inoltre, la grande innovazione di un paraurti in gomma che percorre tutta la circonferenza della vettura, con “tamponi” montati a molla nella parte anteriore e posteriore, avrebbe significato la realizzazione di una collaborazione speciale con l’azienda di pneumatici Pirelli.

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L’auto di Gio Ponti a Grand Basel

 

Il no di Torino e il riscatto postumo

Originariamente concepito per essere montato sulla carrozzeria di una berlina Alfa Romeo 1900, Ponti realizzò dapprima una partnership con la Carrozzeria Touring di Milano e poi si rivolse alla Fiat per la produzione di un modello compatto, ma il design fu respinto. Due decenni dopo, molte auto sarebbero state costruite secondo i principi di design dell’automobile di Ponti, evidenziando il suo genio e la sua lungimiranza. Fino ad oggi, l’auto di Ponti non era mai stata portata oltre i modelli in scala 1:10.

L’auto di Ponti è stata realizzata nel 2018, sessantacinque anni dopo la sua prima ideazione, grazie agli sforzi del progetto The Automobile by Ponti e sarà presentata a Grand Basel per la prima volta a grandezza naturale. Realizzata da un team di designer diretto da Roberto Giolito, Direttore di FCA Heritage, presenta specifiche tecniche realizzate sulla base dei disegni originali del grande architetto. Nel 1953, Pirelli fornì pneumatici d’epoca che presentavano le specifiche di un’Alfa Romeo 1900.

“Siamo molto entusiasti di esibire per la prima volta a Grand Basel il modello a grandezza naturale dell’auto. Questo è esattamente il tipo di salone che abbiamo promesso ai nostri visitatori – qualcosa di inaspettato che non è mai stato visto prima d’ora”, spiega Mark Backé, global sirector di Grand Basel.

Salvatore Licitra, rappresentate dell’Archivio Gio Ponti e nipote dell’architetto, aggiunge che “vedere questo progetto prendere vita per la prima volta dopo sessantacinque anni dalla creazione dei primi disegni, sarà davvero indimenticabile. All’epoca si pensava che l’auto fosse troppo radicale, ma molte delle sue caratteristiche si sono dimostrate fondamentali nei due decenni di progettazione seguenti”.