Roma com'è e come può essere, torna Open House | CTD
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7 maggio 2018

Roma com’è e come può essere, torna Open House

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Il 12 e il 13 maggio duecento luoghi aperti al pubblico, un’occasione per vivere l’architettura

di Davide Paterna, direttore di Open House Roma

Ci sono tanti modi di avvicinarsi all’architettura. Il più immediato è quello di farlo, letteralmente. Avvicinarsi, muoversi verso l’architettura, ogni architettura, misurarsi con essa attraverso il proprio corpo. Invaderne gli spazi, sperimentarne i percorsi, sentire la materia, scoprirne i dettagli.

Open House è l’invito a sentire l’architettura vicina. È l’evento che la città costruita offre per mostrarsi ai suoi abitanti, senza veli. È l’occasione per esporre la migliore produzione architettonica, frutto del talento tecnico e artistico di tutte le epoche, dall’antichità ai nostri giorni.

La declinazione romana di questo progetto internazionale, nato a Londra nel 1992 e diffusosi da allora in ventuno Paesi nei cinque continenti, arriva il 12 e 13 maggio alla sua settima edizione, rinnovata nella sua immagine, nella sua linea editoriale, nel suo programma infine, che può contare su 184 luoghi aperti con visite guidate, diciotto tour tematici, 63 eventi speciali che amplificano la narrazione architettonica aprendosi al dialogo con le altre arti ed espressioni culturali.

Un invito ad avvicinarsi all’architettura, a sentirla vicina, a misurarsi con essa attraverso il proprio corpo. E a invaderne gli spazi

Per assaporare il frutto di questa nuova impresa, che ha coinvolto al lavoro un team di dieci persone tra architetti e comunicatori, non si deve far altro che munirsi di una delle 70 mila mappe distribuite in 600 luoghi di Roma o acquistare la Guida ufficiale alla Libreria Touring di Piazza Ss.Apostoli, oppure navigando sul nuovo portale openhouseroma.org dove da quest’anno ci si potrà registrare e salvare un bookmark con l’itinerario personalizzato.

In generale, il programma è suddiviso in cinque sezioni che offrono un accesso tematico e “guidato” alla scoperta del patrimonio selezionato nel 2018.

Abitare

Le case, grandi, piccole, lussuose o minimal, sono architetture-abiti, fatte su misura, dove ogni giorno compiamo centinaia di gesti, dove ci svegliamo e ci addormentiamo, dove ci sentiamo protetti, dove archiviamo la nostra vita sotto forma di libri, oggetti, documenti, souvenir.

Architettura del quotidiano

Lo spazio pubblico, la piazza, il parco di quartiere, il centro sportivo, l’ufficio postale, la stazione dei treni, i luoghi che danno significato alla nostra vita democratica, raccontati per la prima volta dai progettisti, dai restauratori, da chi se ne prende cura, ogni giorno.

Città della conoscenza

Quei luoghi, pubblici e privati, che sono paradigmatici per la costruzione della cultura, per la contaminazione delle idee, per l’espressione artistica e per la ricerca scientifica, che insieme costituiscono una delle tante calviniane città nella città.

Attraversare la storia

La Roma antica, quella Rinascimentale e Barocca, la Roma immersa nel tempo e in una patina che tutto avvolge e tutto rallenta. La Storia qui è presente nei cantieri di scavo, nei saloni dei Palazzi nobiliari, nelle stratificazioni sotterranee delle chiese e delle case, nel volto di una città che affascina milioni di turisti.

Patrimonio creativo

Sono tante nella Capitale le scuole e gli istituti che insegnano a progettare, tanti gli atelier, gli studi e i laboratori da cui nascono talenti del design e dell’architettura. E poi gli spazi di sinergia, gli hub, i coworking, le officine digitali che ci restituiscono una città che sta prendendo coscienza di essere creativa.

Tutto questo è la città, o almeno la città che ci immaginiamo e che vorremmo fosse. La città progettata con cura, desiderata dai suoi esecutori e partecipata dai suoi abitanti. La città che Roma sa di poter essere.

Il programma di Open House Roma 2018 è qui.