Il Salone di Milano in cinque pezzi facili | CieloTerraDesign
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Il Salone di Milano in cinque pezzi facili

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Cucine pop up e mobili dalle mille funzioni. La fiera al via domani

Apre domani il Salone del Mobile di Milano, la più importante fiera al mondo per la casa e l’arredamento. Se leggete Cieloterra, non avrete bisogno di spiegazioni sull’importanza di questo evento, che trasforma una volta l’anno Milano – e l’Italia – nell’epicentro di tutto quanto è o fa arredamento nel mondo.

Ma anche se siete design addicted, di sicuro avrete bisogno di un fil rouge per orientarvi tra pezzi inediti, rivisitazioni e tendenze. Quel filo proviamo a darvelo qui noi, attraverso cinque mobili che troverete al Salone del Mobile e che riassumono la cifra di questi anni in cui anche i grandi brand si trovano a dover assecondare la richiesta di pezzi duttili, smontabili, in grado se è il caso addirittura di scomparire o di cambiare pelle diventando altro. Buon viaggio!

Eden – il divano-letto

E’ il divano-letto  realizzato da Antonio Citterio per Flexform. Un progetto che genera un letto ampio e comodo, disponibile in tre misure. Disponibile anche nella versione chaise lounge. Il particolare della testata è in metallo rivestita in cuoio con cuciture in evidenza, la base a doghe di legno ha un cornice anch’essa rivestita in cuoio. La testata e la base possono anche essere rivestite in tessuto. Il funzionamento di Eden è molto semplice: si estrae la base e si apre il materasso a libro. Poi si aprono le due ali laterali dei braccioli che diventano l’ampia testata del letto, pronta ad accogliere lateralmente anche due piccoli bedside table. Ultima chicca estremamente funzionale: i quattro cuscini in dotazione al divano diventano rispettivamente due guanciali più due cuscinoni al cui interno sono inseriti i piumini per la notte.

Cucina Air – il tavolo-cucina

La cucina Air di Lago mette al centro lo scambio fra persone: la forma rotonda del piano di lavoro favorisce il dialogo diretto tra il cuoco e i commensali che partecipano alla ritualità della preparazione del cibo. Ma soprattutto il tavolo contiene i piani cottura – a induzione – e, sopra, una cappa lampadario Summilux di Elica. Tre funzioni in un solo oggetto.

Slice – il pouf-divano

Slice disegnato da Pierre Charpin per Ligne Roset ha quasi 20 anni: è stato ideato nel 1998. È costituito da una struttura in legno e schiuma, rivestita in lana vergine sfoderabile. La sua peculiarità è la possibilità di aggiungere un numero infinito di sedute colorate. Ligne Roset ha deciso di rivisitare Slice in una versione dal comfort più moderno e più in sintonia con le intenzioni originarie del progetto, cioè proporre una seduta accessibile, di forma classica, al tempo stesso di utilizzo attuale, grazie all’aggiunta di pouf che permettono di variare le dimensioni della seduta anche all’infinito.

Tivalì – la cucina pop up

La cucina disegnata da Dante Bonuccelli nel 2005 per Dada. Ante a libro che si aprono e si nascondono nella struttura. Si richiudono per nascondere tutti i segreti dello chef. Oppure si aprono a metà, per lasciare in vista il piano di lavoro estraibile, in acciaio inox. Per contenere tutto in modo funzionale, due basi sotto il piano si aprono ad estrazione. Tivalì è un mobile-cucina progettato per i piccoli grandi spazi delle case. Ci sono anche una comoda dispensa e una colonna aperta, a battente, attrezzata con cassetti e ripiani posizionabili.

Hub – lo studio-scatola

Il progetto Hub di Matteo Ragni per Fantoni è nato dall’esigenza di ricreare uno spazio fisico e mentale all’interno di un luogo di lavoro abitato da diversi individui. Uno spazio che fosse al tempo stesso aperto e favorisse la condivisione e lo scambio di idee, ma anche un luogo per la riflessione e il lavoro individuale. Una sorta di scatola senza pareti che favorisse una dimensione osmotica del relazionarsi con lo spazio e le persone. Una postazione di lavoro personalizzabile e configurabile sulle proprie esigenze, figlia di quell’abitacolo che Bruno Munari aveva immaginato per coniugare e scandire le attività della giornata di un adolescente, riposo/gioco/studio/relazioni. E’ proprio dall’utilizzo di un semplice tavolo quadrato di ampie dimensioni che è nata l’idea di creare un ‘tavolo a baldacchino’, un mini loft dove lavorare, riposare, nutrirsi di idee, relazioni e buon cibo, in una parola vivere uno spazio. Così questo piccolo mondo cubico di lato 160cm diventa una postazione ideale per le nostre esigenze relazionali, una sorta di portale che ci permette di collaborare con colleghi vicini e lontani.