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Paolo Casicci

12 aprile 2019

Sara Ricciardi: per parlare di ambiente vi porto su un’isola che sembra un fumetto

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L’Ile de Serge alla 5Vie, un’oasi coloratissima di relax in materiale riciclabile che vuol fare pensare agli atolli di plastica negli oceani

Immaginate una fabbrica dove ogni giorno si producono quintali di materiali compositi flessibili, rivestimenti per l’architettura e la nautica, l’industria e l’arredamento. Una fabbrica contemporanea che ha scelto la via della sostenibilità, dove si parte dal polimero per arrivare al tessuto finito passando per il filo. Immaginate gli odori e i rumori di questa fabbrica.

Ile de Serge, Sara Ricciardi in via Santa Marta 21

Immaginate adesso una giovane designer apprezzata per le sue installazioni giocose e leggere, che sembrano uscite da un fumetto. Provate a mettere insieme la fabbrica e la designer: il risultato è l’Ile de Serge, l’installazione che Serge Ferrari, azienda francese specializzata in rivestimenti per l’architettura, ha commissionato a Sara Ricciardi nel distretto delle 5Vie per questo Fuorisalone.

Ile de Serge, Sara Ricciardi in via Santa Marta 21

Il progetto è iniziato lo scorso dicembre, con una visita di Sara Ricciardi in azienda durata tre giorni, “durante i quali” racconta la designer “ho letteralmente tirato fuori tutto quanto c’era da sapere di Serge Ferrari, dalle proprietà dei materiali, riciclabili, alle palette passando per i rumori dello stabilimento“. Rumori che sono diventati parte integrante del progetto, trasformati da Alfredo Donisi in colonna sonora dell’installazione.

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Ile de Serge, Sara Ricciardi in via Santa Marta 21

Dallo studio all’installazione, lo sforzo di Sara è stato di cogliere l’identità dell’azienda e di rappresentarla con un allestimento che fosse colorato, soffice, un’oasi di pace e relax, ma che allo stesso tempo invitasse a riflettere. L’isola di Serge, infatti, non è soltanto un’immaginaria isola da sogno nell’oceano, ma anche l’occasione per pensare agli enormi atolli di plastica (che qui diventa materiale sostenibile) che inquinano i nostri mari.

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Ile de Serge, Sara Ricciardi in via Santa Marta 21

E’ insomma un altro modo, più leggero ma non per questo superficiale, di esplorare il rapporto tra natura ed essere umano. Un approccio che troviamo in tante altre installazioni e prodotti di questa settimana milanese del design. “L’Ile de Serge” spiega la designer “può anche essere un modo per riflettere sui consumi e su certi paradossi. Ricordo benissimo il giorno in cui a lezione in Accademia un docente ci chiese se fosse più impattante una penna in materiale riciclabile o una penna a sfera di alta gamma. Apparentemente una penna riciclabile impatta di meno sull’ambiente, ma è anche un pretesto per continuare a puntare sulla quantità anziché su cose che durino il più a lungo possibile”.

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Ile de Serge, Sara Ricciardi in via Santa Marta 21

L’isola è realizzata con i materiali sostenibili attraverso cui Serge Ferrari dà corpo ogni giorno alle architetture di tutto il mondo, ed è un luogo di relax dai colori pastello che sarà di certo apprezzato da chi ama Sara Ricciardi e i suoi lavori.

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Ile de Serge, Sara Ricciardi in via Santa Marta 21

Il racconto prosegue in digitale, visto che è possibile fotografare l’installazione e instagrammarla popolandone il mare di pesci, balene e piante tropicali come sarebbe nella realtà.