Sergei Tchoban, l'architettura tra Piranesi e le metropoli del futuro - CTD
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1 ottobre 2018

Sergei Tchoban, tra Piranesi e le metropoli del futuro

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I disegni del grande architetto russo in mostra alla Galleria Antonia Jannone a Milano

A Sergei Tchoban è stato assegnato due giorni fa ad Atene l’European Prize for Architecture, il premio di architettura più importante del continente istituito dall’European Centre for Architecture and The Chicago Athenaeum. Al visionario architetto russo, nato a San Pietroburgo nel 1962, è dedicata una mostra che lo porterà in Italia, a Milano, alla Galleria Antonia Jannone. Si tratta di Den-City Urban Landscape, dal 3 ottobre al 16 novembre, una raccolta di disegni che rivelano la poetica di Tchoban.

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What we see and what we design

Tchoban ha studiato all’Accademia di Belle Arti a San Pietroburgo prima di trasferirsi in Germania nel 1991. Le sue opere più famose sono The Federation Tower a Mosca, la Benois House a San Pietroburgo, il Jewish Cultural Center e la sinagoga Chabad Lubavitch e il NHow hotel a Berlino. Nel 2013, Tchoban ha fondato a Berlino The Museum for Architectural Drawing, luogo dedicato all’arte del disegno architettonico.

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The modernistic city landscape I, 2016

Den-city – Urban Landscape segna il ritorno in Italia dell’architetto dopo quasi dieci anni dalla sua prima sole exhibition, proprio nella Galleria Antonia Jannone. I disegni in mostra si concentrano su un tema dominante nella produzione artistica dell’architetto: la sua profusione pittorica narrativa e l’architettura costruita della città.

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View in the fog on the Shanghai TV Tower, 2016-min

Appassionato collezionista di disegni di edifici e città, all’architettura su carta Tchoban ha dedicato un museo, la Tchoban Foundation a Berlino, che sulle facciate riporta a graffito, incisi nel cemento, una serie di frammenti ingigantiti di alcuni dei primi disegni acquisiti per la propria collezione: due schizzi di Pietro di Gottardo Gonzaga (1751-1831) e un disegno di Angelo Toselli (1765-1827), artisti italiani attivi in Russia.

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Hong Kong by night, 2016

L’opera di Tchoban include schizzi a pastello che traggono ispirazione dai suoi viaggi in Asia e che catturano la densità della struttura urbana e l’inevitabile commistione delle scene urbane in continuo cambiamento. Utilizzando acquerelli, inchiostro di china e di seppia su carta, l’artista esprime l’unicità di un luogo, includendone anche la storia culturale tra passato, presente e futuro. Una passione, quella di Tchoban per il disegno, che si traduce anche negli schizzi iniziali e negli elaborati grafici di ogni suo progetto e nei quali si miscelano memorie classiche, non solo della sua città, e si innestano analogie figurative e tematiche tese all’ascolto di ogni passato, sempre rapportato al presente o ad un vicino, immaginato, futuro. Un modo di progettare che trasforma una ‘fantasia compositiva’, raffigurata sulla carta ad acquerello, tempera o china, in strumento di riflessione operativa per l’architettura costruita.

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Grand Tour I, waterfall, 2016

Scrive il curatore della mostra, Matteo Vercelloni: “Qual è il futuro di una città densamente popolata? Come può un paesaggio urbano cambiare il modo in cui percepiamo l’architettura e il suo linguaggio artistico? La mostra Den-City Urban Landscape affronta il tema della rappresentazione della scena urbana e la sua densità unendo storia e contemporaneità, visioni architettoniche e scenari, per un possibile vicino futuro. I disegni di architettura, i ‘capricci’, le felici fantasie di Sergei Tchoban, raffigurano paesaggi urbani dove Piranesi si incontra con architetture sospese chiamate a sovrapporsi, per addizione stilistica e temporale, alle scene della città storica. La sovrapposizione, il contrappunto, la stratificazione di linguaggi e volumi, caratterizzano la serie di visioni urbane rappresentate dalla selezione delle opere in mostra. È un atteggiamento, quello di Tchoban, consapevole del confronto con il passato costruito che ogni nuova architettura deve necessariamente prevedere. Den-City rappresenta allora l’opera pittorica di un architetto costruttore, che trova in questa forma di espressione lo strumento per comunicarci l’oggettiva condizione in cui operare come architetti; costruire per layers sovrapposti piuttosto che sposare la strada della tabula rasa di stampo tardo modernista”.

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Chicago, 2010

Ancora Vercelloni: “L’addizione di architetture e il loro confronto, raffigurate nella serie di questi disegni di fantasia, trova poi riscontro e analogia nella città reale: i ‘ritratti’ di Macau e Shanghai, di Bangkok, Delhi e Tokyo, istantanee di paesaggi urbani del nostro presente trovano nella stratificazione di segni e architetture, insegne e immagini, la loro affinità tematica”.