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Settant’anni di Ferrari al Design Museum di Londra

Under the Skin, la mostra che svela il design di Maranello

 

La Ferrari sbarca al Design Museum di Londra. Dal 15 novembre, Under the Skin sarà la mostra allestita nel museo londinese per esplorare la storia e il design delle Rosse di Maranello. E, insieme, celebrare settant’anni di creatività d’eccellenza, iniziati con il lancio della prima vettura, la 125 S, nel 1947.

Ingegneria e memorabilia

La mostra punta su materiali provenienti da collezioni private e raramente visibili, mettendo in luce sia la precisione ingegneristica sia gli aspetti più glamour (inclusi i più celebri acquirenti) del marchio. Si tratta di un allestimento ambizioso, perché il primo di questo genere al di fuori del Museo Ferrari di Maranello. Un allestimento che riunisce modelli, disegni, lettere personali e memorabilia, nonché alcune delle più famose vetture concepite per la strada o per le gare. Materiali che, tutti insieme, permettono una visione totale sulla storia del marchio Ferrari e sul design automobilistico in generale. Come dice Andrew Nahum, co-curatore della mostra: “Ferrari è un caso di scuola nel mondo dell’industria e del design. E questa mostra offre una panoramica che è un dietro le quinte”.

La vita di Enzo Ferrari e i modelli originali

Una parte della mostra è dedicata alla vita di Enzo Ferrari, un’altra al design delle vetture e alle innovazioni tecniche. Nel secondo Dopoguerra, Ferrari e il suo piccolo ma competente team decidono di dare vita a un veicolo dalle prestazioni di élite. Sono gli stessi anni durante i quali la maggior parte degli industriali di settore pensa a fabbricare veicoli economici e scooter. Si potrà vedere la patente di guida di Ferrari, disegni originali e una replica esatta della 125 S – la prima Ferrari a vedere la luce – e documenti autografi del patron del marchio. La mostra offre ai visitatori uno sguardo dietro le quinte del mondo segreto del design dell’auto, con schizzi ed elaborati originali, accostati a modelli in legno o più avanzati, che mostrano l’evoluzione del rapporto tra forma e funzione, rivelando il passaggio verso il design finale delle vetture. Un punto di forza della mostra è il modello in argilla, realizzato in maniera assolutamente artigianale, della J50.

I vip, da Miles alla Bardot

E poi c’è la storia del rapporto tra la Ferrari e i suoi clienti più celebri, tutti esigenti, che hanno contribuito al prestigio del marchio. Si va dagli appunti di Miles Davis alle foto di attori e divi con le loro vetture: Clint Eastwood e Sammy Davis Jr, Brigitte Bardot e Peter Sellers. Il pezzo centrale della sezione è un 250 GT Cabriolet del 1957 di Peter Collins, uno dei piloti britannici più famosi di tutti i tempi. Spazio anche a una F40 del 1988 appartenente al batterista dei Pink Floyd Nick Mason e una 166 MM del 1950 guidata da Gianni Agnelli. E ancora i caschi indossati da Alberto Ascari, Mike Hawthorn, Michael Schumacher e Kimi Räikkönen. Il trofeo del vincitore del British GP del 1952 e una selezione di abiti da corsa famosi sono anche in mostra.

L’evoluzione del design delle auto da corsa è rappresentata dalla Ferrari 500 F2 del 1952, che Alberto Ascari portò alla vittoria nel campionato F1 nel 1952 e nel 1953 e la Ferrari F1-2000 di Michael Schumacher. Questa sezione culmina con il design contemporaneo con LaFerrari Aperta di proprietà di Gordon Ramsay, il modello più tecnologicamente avanzato, ibrido, accompagnato da schizzi e studi sul motore.

Dice Sir Terence Conran, fondatore del Design Museum: “Il marchio Ferrari è diventato un simbolo mondiale del successo nella progettazione, sia su strada che per la competizione. E l’emozione che suscitano questi modelli va ben oltre l’aspetto estetico. Mi esalta la rara opportunità di vedere dietro le quinte e di sperimentare, con questa mostra, il rapporto tra ingegneria, produzione e design”.

 

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