Siamo tornati al Medioevo? Allora impacchettiamolo! - CTD
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Paolo Casicci

5 aprile 2019

Siamo tornati al Medioevo? Allora impacchettiamolo!

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I nastri adesivi a tema gotico di Monica Casu e Gianfranco Setzu. Da trovare in giro per il Fuorisalone e usare per sfogare la rabbia con ironia

Siamo tornati al Medioevo? Che lo pensiamo o no – e le occasioni per crederlo purtroppo non mancano – il design può interpretare con un filo di ironia, anche amara, il sentimento di inquietudine di chi non si rispecchia in questi anni. E allora, piuttosto che intristirsi, meglio andare in giro per il Fuorisalone impacchettando e decorando con un nastro adesivo d’ispirazione medievale quel che si trova in giro: oggetti, collezioni, perché no eventi.

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Lo scheletro e la mela con cui decorare oggetti ed eventi del Fuorisalone. Di Gianfranco Setzu e Monica Casu

Il progetto Gotichae Cogitationes di Cosette, alias Monica Casu e Gianfranco Setzu, racconta i pensieri gotici derivanti dallo stato d’animo di inadeguatezza e inquietudine che aleggia nel nostro tempo, richiamando l’oscurantismo e la libertà negata del Medioevo. Proprio il Medioevo nella sua declinazione gotica ha influenzato i motivi grafici dei due designer, semplici e diretti, che con sarcasmo e ironia evocano l’idea più o meno esplicita della caducità della vita. Motivi grafici che potranno essere intercettati in giro dal pubblico del Fuorisalone sotto forma di Washi tape, il nastro adesivo di carta giapponese, da utilizzare per decorare suppellettili, mobili e pareti: con il semplice gesto di apporre un segno nuovo a oggetti già esistenti, si palesa la volontà di rigenerare il senso di ciò che abbiamo intorno, mentre ci facciamo delle domande sul nostro presente. “Gli oggetti veicolano così una narrazione altra e un motivo culturale redivivo” spiegano Casu e Setzu.

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Gotichae cogitationes, di Gianfranco Setzu e Monica Casu

Nel dettaglio, la Chorea Machabaerum, danza macabra, ovvero uno scheletro, ci riporta al classico tema medievale in cui  i viventi danzavano con i morti. In questo caso i morti danzano con i morti, in una sorta di simbolico e sarcastico apocalisse che dileggia e quasi si compiace delle disgrazie terrene. Un tema potente in un oggetto semplice, che si presta ironicamente a molteplici livelli di lettura.

Malum per diem, una Mela al Giorno, evoca apparentemente la semplicità del vivere quotidiano, e gioca in sostanza con la simbologia ambigua e molteplice della mela e della sua traduzione latina. Simbolo di vita eterna, fecondità, ebbrezza, peccato, e simulacro di perfezione intriso di veleno assassino per Biancaneve. Un invito a consumare la propria mela quotidiana, integra o bacata, una dopo l’altra, ingoiare e andare avanti, come metafora della vita.

Il progetto di Casu e Setzu prevede un’incursione dei due designer da Jannelli&Volpi, in via Melzo, giovedì 11.