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Roberto Clever

3 ottobre 2017

Sotto//Forma, visioni di architettura

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I collage di Paolo Belletti e Ariel De Boni, viaggi immaginari tra foto e disegni a matita

Prendi un fotografo padovano, attivo soprattutto a Milano e con trascorsi berlinesi, interessato a cogliere col suo lavoro le relazioni tra le persone e l’ambiente che le circonda. Fallo incontrare con un designer argentino, anche lui “adottato” da Milano, con un background elettrico-meccanico e che si occupa in particolare di progetti site specific legati all’architettura e al design. Il risultato è Sotto//Forma, un progetto originale che parte dalla realtà per arrivare a un mondo di possibilità.

Come una cartolina

Tutto inizia quando Paolo Belletti, il fotografo, e Ariel De Boni, il designer, danno vita per caso a una sorta di botta e risposta fatto di scatti fotografici e disegni a matita. Il punto di partenza sono le immagini scattate da Belletti, “una sorta di collezione dei luoghi che visito per lavoro, ma non soltanto. Mi capita poi di spedirle a mo’ di cartolina ad amici e parenti. Io davo ad Ariel i miei scatti talvolta senza specificare il luogo e lui interveniva a matita attorno alla foto istantanea”. Le fotografie sono poi completate dal segno della matita di De Boni creando architetture che a volte corrispondono alla realtà e altre volte la reinventano completamente, con un intervento che, come spiega il designer, “diventa un ingresso in una dimensione iperreale ed ipotetica. E proprio questa dimensione presunta, verosimile, invita chi guarda questi lavori a fare le proprie supposizioni sulla reale esistenza di queste architetture”.

I protagonisti

Paolo Belletti è un fotografo padovano di base a Milano. Laureato in comunicazione all’università Cattolica di Milano, ha poi studiato all’Istituto Italiano di Fotografia e presso l’International Center of Photography di New York.  Dopo una parentesi di studio e ricerca di quasi due anni a Berlino, è tornato a vivere in Italia. Ariel De Boni è un designer argentino, a Milano dal 2005. Ha un background elettrico-meccanico e da molti anni lavora in maniera trasversale partendo dalla progettualità delle cose fino alla sua realizzazione, si occupa in particolare di progetti site specific legati all’architettura e al design.

Il progetto

Sotto//Forma è un progetto che ruota attorno allo studio ideale dello spazio urbano. Un lavoro di fotografia e interventi a matita sull’architettura della città e sulle loro ipotetiche mutazioni. Si parte da un semplice sguardo urbano per poi sviluppare una dimensione ipotetica. Ed è proprio su questa sottile linea di confine tra realtà ed ipotesi che si sviluppa l’idea del lavoro. “La macchina analogica, prolungamento dell’occhio, memorizza un istante e un luogo racchiudendoli in una foto”, spiegano Belletti e De Boni. “L’immagine sfonda poi i suoi confini e si amplifica attraverso un intervento a matita.  La relazione tra immagine e schizzo è evidentemente stretta ma lascia all’osservatore un’ipotesi aperta sulla reale esistenza dei completamenti a matita molto vero-simili”.

Tra realtà e finzione

Un lavoro che getta uno sguardo sul rapporto fra realtà e finzione mostrando nella pratica come due linguaggi diversi fra loro arrivino a parlare la stessa lingua. Non si capisce mai fino in fondo se è la fotografia a rilasciare il tratto disegnato o sia piuttosto la matita che, a un certo punto, si fa da parte in favore della verità fotografica.

A Seoul

Una parte speciale di Sotto//Forma è dedicata alla Corea del Sud. Nell’estate del 2016, raccontano i due creativi, durante una residenza artistica a Seoul, “abbiamo rinvenuto alcuni vecchi registri di censimento in carta di riso dei primi anni del Novecento. I registri contengono elenchi in cinese di famiglie censite nel territorio di Seoul. È stato creato quindi un legame tra questi fogli, che sono diventati il supporto dei lavori, e le foto, scattate nei luoghi di riferimento nei registri. Successivamente attorno alla foto è stato sviluppato il disegno”.