Vasconcellos: dal Salone Satellite alla Cucina leggera - CieloTerraDesign
menu

25 maggio 2018

Stefano Carta Vasconcellos, dal Salone Satellite alla prova del mercato

Share:
cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos

Dopo la vittoria alla rassegna milanese, il designer a caccia di investitori lavora a una piattaforma aperta ai colleghi

Una cucina leggera, leggerissima, da assemblare con il solo incastro di sette elementi e senza viti. Una cucina customizzabile che si progetta su una piattaforma on line, viaggia dentro un file e può essere costruita anche a migliaia di chilometri di distanza. È il progetto con cui Stefano Carta Vasconcellos, designer sardo con le radici tra l’Italia e il Brasile, ha vinto il primo premio all’ultimo Salone Satellite di Milano, assegnatogli dalla giuria per “la facilità costruttiva e di assemblaggio”, la “compattezza e l’accessibilità economica”. Ma anche – o forse soprattutto – perché il progetto esprime “un approccio e una visione progettuale valida anche per il futuro”.

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos-pezzi

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

Abbiamo parlato con Stefano, che è docente allo Ied di Cagliari ed esperto in digital fabrication presso Sardegna Ricerche, per entrare nel suo mondo e capire che cosa succede a un designer under 35 e al suo progetto dopo una tappa di successo come quella milanese. L’intervista è l’occasione per ripercorrere la storia di Cucina leggera e di Celer Furniture, il progetto più ampio di cui la cucina fa parte.

La cucina si progetta su una piattaforma on line ed è customizzabile. Il progetto può viaggiare così sotto forma di file e arrivare ovunque vi sia un laboratorio con una macchina a controllo numerico in grado di produrre i mobili.  Un’idea glocal premiata anche per la visione proiettata nel futuro

cucina-leggera-da-assemblare-stefano-carta-vasconcellos

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

Dall’idea al finanziamento

“Il progetto Celer Furniture nasce indicativamente l’anno scorso, grazie alla possibilità che mi ha offerto Sardegna Ricerche, l’ente di ricerca della Regione, di entrare in un percorso di validazione delle idee di business legate a tecnologie innovative” racconta Stefano. “Il percorso mi ha permesso di dare vita alla prima produzione dei pezzi (la serie di tavoli Italo, Ito e lo sgabello Valdo), di realizzare una versione beta della piattaforma Celer e un video divulgativo del progetto. Grazie a questo finanziamento ho potuto quindi realizzare quanto fosse più vicino possibile all’idea iniziale della piattaforma. Una volta fatto il mock up, il passo successivo è stato quello di presentare il progetto al pubblico e capire il feedback sia dei possibili clienti che dei possibili produttori intenzionati a collaborare con la piattaforma, oltre che naturalmente di tutti gli addetti ai lavori”.

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos-costruzione

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

Il lancio a Milano

“Per il lancio ho scelto quindi il Salone Satellite, perché mi sembrava la migliore iniziativa per presentarlo. Non avevo (e non ho) ancora un sistema commerciale strutturato, anche perché, partecipando alla Fiera, volevo capire proprio l’interesse dei vari stakeholder verso una piattaforma incentrata su un paradigma abbastanza differente da quello canonico, basato fondamentalmente sulla personalizzazione e su un sistema produttivo votato a far ‘viaggiare’ i file e il meno possibile gli arredi. Quindi, nonostante sia fermamente convinto che la produzione glocal sia una enorme opportunità, ero anche consapevole che per i grossi produttori questo approccio per nulla tradizionale poteva risultare un po’ folle, per usare un eufemismo”.

cucina-leggera-assemblata-da-vasconcellos

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

I primi riscontri in Fiera

L’esperienza del Salone Satellite, dice Stefano, “è stata molto positiva. Da un lato ho constatato l’interesse dei possibili clienti, visto che già durante la Fiera ho ricevuto tante email di persone interessate ad acquistare i prodotti attraverso l’utilizzo della piattaforma. Dall’altro mi sono confrontato subito con alcuni di loro, soprattutto piccoli produttori stranieri, in possesso però molto spesso di tutte quelle macchine a controllo numerico necessarie per la fabbricazione e interessati a diventare produttori per i loro rispettivi paesi”.

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

La nuova sfida è commerciale

“La sfida adesso è quella di organizzare meglio la piattaforma, con l’aiuto magari di qualche investitore, che ho avuto modo di conoscere durante la Fiera, in modo da poterle dare una vera e propria struttura commerciale. Anche perché io sono un designer e non ho tutte le professionalità necessarie per seguire interamente il processo. Mi piacerebbe poi poter aprire la piattaforma ad altri designer, in modo da ampliare il numero dei prodotti, rispettando però la filosofia del progetto”.

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

La customizzazione è il tuo focus. Quanto del design del futuro passa dalla sartorialità spinta?

“Trovo che il mondo del design del prodotto, soprattutto quello del furniture, si stia per certi aspetti polarizzando. Da un lato vediamo progetti sempre più votati ad un approccio di sistema, nel quale l’utente è al centro del progetto e ha la possibilità di personalizzare sempre più profondamente il prodotto finale, grazie alle più recenti tecnologie produttive. E in questo ambito si inserisce sicuramente Celer Furniture. Dall’altro lato abbiamo progetti dove invece è sempre più marcato un approccio artistico del designer, che allontana l’oggetto dal mondo industriale e lo avvicina a quello, appunto, dell’arte. Credo perciò che sarà ogni giorno più importante indagare le direzioni verso le quali questa polarizzazione ci porterà, soprattutto per quanto riguarda le grandi aziende”.

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos-dettaglio

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

Come ti relazioni, da millennial, al design e alla produzione?

“La generazione dei millenial cerca di sfuggire sempre di più dall’omologazione, credo sia un dato abbastanza oggettivo. A partire dai social, ma anche nella ricerca sempre più diffusa di prodotti personalizzati, perché anche questo è per molti aspetti un veicolo per rappresentare la propria identità. Penso che la risposta migliore alla domanda sia in questa storia: è in corso a Venezia una mostra allestita dallo Ied: sono arredi di una collezione realizzata in collaborazione con Ikea. Come docente, ho lavorato con un gruppo di studenti che ha fondamentalmente hackerato una serie di arredi del colosso svedese. Il progetto nasce da un’osservazione che proprio Ikea ci ha fatto: i suoi clienti della sede di Cagliari acquistano spesso i loro prodotti per case vacanze o b&b, e quindi sono in cerca di mobili e oggetti che riescano a caratterizzare maggiormente gli ambienti. Evidentemente, i loro ospiti vogliono ritrovarsi in ambienti più connotati e ‘caldi’. Abbiamo deciso quindi di hackerare alcuni arredi caratterizzandoli con alcuni degli stilemi tipici dell’artigianato sardo, utilizzando sia tecniche tradizionali che digitali e il risultato è stato estremamente positivo. Tanto che durante i dieci giorni in cui i prodotti sono stati esposti nel punto vendita molti clienti li volevano acquistare preferendoli a quelli originali. Credo che l’Italia, grazie alle capacità eccezionali dei suoi piccoli produttori che hanno reso così importante il made in Italy nel mondo, abbia la capacità di customizzare inscritta nel Dna. Ogni piccolo produttore, ogni piccolo artigiano, grazie alle sua capacità e alla sua dimensione, ogni giorno ha la possibilità di aggiungere valore ad un prodotto, disegnandolo sulle esigenze di ogni suo cliente”.

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos-dettaglio-mobile

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

Quanta sensibilità trovi nei tuoi allievi ai temi che ti hanno portato a creare Cucina leggera? Sono istanze che hanno già presenti o sei più tu a veicolarle a loro?

“Domanda complessa, anche perché i temi che mi hanno portato a pensare e a disegnare Cucina Leggera sono ampi e partono da una riflessione e un percorso di ricerca personale, che in molti aspetti però trova in effetti più di un richiamo a questioni che maggiormente interessano gli studenti. Il progetto nasce dalla mia volontà di disegnare una cucina, che è per antonomasia un arredo molto radicato nella nostra cultura, quindi estremamente affascinante dal punto di vista progettuale per il sottoscritto. Per pensarla sono partito da una lettura che è stata poi fondamentale in tanti altri progetti, come lo stesso Celer Furniture tra l’altro: le Lezioni Americane di Italo Calvino. In particolare la prima, sulla Leggerezza (per questo motivo Cucina Leggera). Tra i passi che maggiormente hanno influenzato il progetto, cito quello in cui Calvino scrive che ‘la precisione per gli antichi Egizi era simboleggiata da una piuma che serviva come peso sul piatto della bilancia dove si pesano le anime. Quella piuma leggera aveva il nome di Maat, dea della bilancia’. Il mio percorso è iniziato quindi con l’intento di pensare la cucina più leggera che potessi disegnare. Leggera nei suoi componenti (solo legno, senza viti o ferramenta), leggera nella costruzione (ogni cucina viene realizzata a partire dal taglio, tramite una macchina a controllo numerico, di tre tavole di multistrato) e infine leggera nel montaggio, visto che volevo che potesse essere assemblata da chiunque in poco tempo. Se questi sono indicativamente i miei temi personali, nei miei studenti trovo invece interesse soprattutto verso la tecnologia e nello specifico la fabbricazione digitale, sulla quale il progetto di Cucina Leggera è naturalmente basato. In tutti i miei corsi visito sempre con i miei studenti un Fab Lab“.

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos-dettaglio-fornelli

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

Quest’idea di leggerezza arriva dalle Lezioni Americane di Calvino. Volevo inoltre misurarmi con un arredo che fosse molto radicato nella nostra cultura. Da qui un prodotto che chiunque può assemblare in qualsiasi parte del mondo in poco tempo

“Credo di doverli aiutare a darsi, in quanto nativi digitali, un bagaglio fondamentale, la conoscenza, il più ampia possibile, di tutte le possibili offerte della digital fabrication. Ed è molto stimolante vedere, una volta lasciate le aule e varcato il laboratorio macchine del Fab Lab, il loro entusiasmo una volta che hanno la possibilità di entrare in contatto con stampanti 3d, laser cut e cnc varie. Rimangono subito affascinati dalla facilità con cui queste macchine consentono rapidamente di dare forma ai loro progetti. Certo questa rapidità va ben gestita e soprattutto ‘educata’, non deve servire da scusa per realizzare la prima idea che arriva in testa, ma anche solo la possibilità di poterlo fare avendo accesso a macchine neanche avvicinabili fino a non troppo tempo fa è per loro di grandissimo interesse”.

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos-schema

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos

cucina-leggera-stefano-carta-vasconcellos-bozzeto

Cucina leggera, di Stefano Carta Vasconcellos