Stereo di Quadro, il rubinetto che accende l'acqua (e piacerebbe a Wes Anderson) - CTD
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Silvia Cosentino

22 luglio 2019

Stereo, il rubinetto che accende l’acqua (e starebbe bene in un film di Wes Anderson)

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Il nuovo design di Quadro secondo il direttore creativo Magistro: “Chiamiamolo minimalismo barocco”

Dal minimalismo tout court al minimalismo barocco. In questo ossimoro apparente c’è l’evoluzione recentissima di Quadro Design, azienda specializzata in rubinetterie. Marchio innovativo e attento all’impatto ecologico, Quadro è uscito in questo 2019 con linee dal valore estetico più pronunciato che in passato. Ne abbiamo parlato con il direttore creativo Enrico Magistro.

STEREO_vasca_PVD Oro Nero-Quadro-Design

Stereo per vasca, finitura PVD Oro Nero. Ispirato al mood Eightees e alle manopole dei mitici hi-fi stereo, nasce da un essenziale dettaglio tecnico, il minuto segmento verticale che ne arricchisce la forma. Un segno preciso e deciso che fa di questo modello l’elemento decor del bagno contemporaneo. La perfezione della lavorazione meccanica, la purezza estetica e le nuove finiture lo rendono perfettamente riconoscibile nel vasto panorama della rubinetteria di design. Un archetipo di stile senza tempo.
Materiale: acciaio inossidabile AISI316L.

Che cosa offre Quadro di nuovo, di diverso o in più in un mondo necessario come quello delle rubinetterie dove l’offerta è già varia?

“Sicuramente il valore aggiunto della nostra rubinetteria, oltre al design, è il materiale. L’acciaio inossidabile AISI316L è un materiale duraturo, resistente alle corrosioni ambientali e marine e atossico, ma soprattutto esteticamente perfetto. Non ha bisogno di trattamenti galvanici e quindi il processo produttivo inquina meno della rubinetteria in ottone. Può essere riciclato e, se trattato con cura, non si ossida e può restare installato senza mai degradarsi. Tutto questo in funzione di un cammino che va contro le comuni strategie produttive di obsolescenza pianificata delle altre aziende – che puntano a realizzare prodotti che non durano per venderne di più – e quindi come sempre molto attento all’ecologia e all’ambiente. Tutto questo ovviamente senza dimenticare il design, che non si riduce solo a disegnare prodotti esteticamente belli, ma soprattutto funzionali e dall’installazione universale”.

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Modo, con le sue profonde scanalature a lunetta, propone un dialogo tra essenzialità e tecnica. Da una parte l’ergonomia ben studiata garantisce una precisa regolazione del flusso, dall’altra il linguaggio estetico gioca con i riflessi metallici delle finiture rame e cromo nero e veste nuove sensuali scenografie del benessere. Disponibile in due altezze e due diametri, con manopole simmetriche o asimmetriche affiancate da una semplicissima canna lineare, Modo diventa il passepartout dell’eleganza, in qualsiasi contesto. Materiale: acciaio inossidabile AISI316L.

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Il design dei modelli Stereo, Modo e HB design, progettati da Luca Papini, appare monolitico e puro, dall’essenzialità così attenta e curata che sembra evocare una sorta di minimalismo barocco. Perché rubinetti di questo tipo?

“Le motivazioni sono molteplici. Volevamo creare una serie di rubinetteria modulare, che potesse rispondere alle più disparate esigenze di installazione con svariati comandi (progressivi e tradizionali, a due o tre fori, a muro o piano) e ancora più bocche di erogazione in molte varianti dimensionali ed estetiche. Così facendo le combinazioni sono infinite per venire incontro a qualsiasi esigenza architettonica. Per quanto riguarda l’estetica, invece, la definizione di minimalismo barocco calza a pennello: sentivamo l’esigenza di creare un design con un valore intrinseco molto semplice e minimale, ma con degli accenni estetici che potessero far risaltare innanzitutto la nostra precisione e qualità produttiva, e soprattutto codificare la nostra direzione estetica e creativa”.

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Modo versione freestanding

MODO_freestanding closeup_PVD Oro-Nero-Quadro-Design

Quale scenario ideale immaginate per le vostre collezioni?

“Non esiste uno scenario estetico predefinito. Non vogliamo limitarci alle installazioni esteticamente minimali, anche se sicuramente i nostri prodotti si sposano appieno con questa direzione artistica. Dal 2019 abbiamo iniziato un percorso creativo molto più eterogeneo, prevedendo per i nostri prodotti impostazioni molto più estetizzanti e originali, che come realizzazione sono molto più complesse rispetto a quelle puramente minimali. I nostri progetti durante il Fuorisalone 2019 sono proprio uno specchio di questo percorso. Ad esempio, in Palermouno la nostra serie Stereo nella finitura oro chiaro si calava perfettamente in un bagno vintage che poteva essere disegnato da Wes Anderson, mentre la nostra rubinetteria abbinata allo spazio delle bravissime ragazze di Studiopepe in finitura oro rosa, rappresentava pienamente la versatilità della nostra proposta”.

HB_doccia_PVD-Oro-Chiaro-Quadro-Design

Hb doccia riporta alla memoria la traccia della matita sul foglio, luogo di nascita di ogni progetto. La matita è il prolungamento della mano, come il miscelatore è quello dell’acqua. Entrambi sono portatori di qualcosa di ancestrale, che da sempre definisce l’uomo e il suo rapporto col mondo. L’elegante profilo di HB riprende questo legame e lo porta nella stanza più preziosa ed intima della casa. Materiale: acciaio inossidabile AISI316L.

Quale è il rapporto che aspirate a instaurare tra i vostri prodotti e l’utenza?

“Sicuramente il vantaggio rispetto alle altre aziende è la nostra disponibilità nei confronti dell’utenza. Siamo da sempre a disposizione per realizzazioni ad hoc e su misura, e spesso i prodotti che realizziamo sono fuori listino (soprattutto le finiture). Questo ci ha sempre assicurato un’ottima percezione sul mercato, in termini di fidelizzazione e anche, perché no, di simpatia”.

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Stereo, finitura PVD oro chiaro nell’allestimento di Palermouno, Brera Milano.

Il design di Stereo ricorda le manopole di un impianto hi-fi. Perché?

“Come direttore artistico dell’azienda posso affermare che la musica è per me un elemento creativo fondamentale, sempre. Con Luca Papini condividiamo questo amore, e quando mi ha proposto il chamfer sul cilindro di Stereo, a entrambi sono venute subito in mente le manopole dei vecchi Marantz, che entrambi possedevamo da giovani. Sempre con Luca già stiamo parlando di interazioni con musica e altoparlanti bluetooth per il bagno, quindi rimanete sintonizzati”.

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Quadro a Palazzo Bovara nell’allestimento a cura di Elle Decor dedicato al Workspace, Fuorisalone 2019. Foto Luca Caizzi

Il mondo dell’arredo bagno ormai è sempre più spinto in direzione wellness, attraverso contaminazioni pronunciate con il living. Siamo alla saturazione di questa tendenza o si evolverà? E quale potrebbe essere il passaggio successivo?

“Le contaminazioni sono sempre più sulla bocca di tutti, anche per avere un modo per stupire e innovare. E’ un processo fondamentale e intrinseco alla sperimentazione, ed è dovuto. Certo è che prima che queste innovazioni diventino uso comune, possono passare decenni e chissà quali evoluzioni abitative ci riserverà il futuro. Siamo appena stati partner di un evento per Elle Decor a Palazzo Bovara a Milano durante il Fuorisalone 2019, basato proprio su questo concetto da un punto di vista del workplace. Lo spazio di lavoro che diventa abitativo, con referenze e prodotti e concetti di interior design che si contaminano e vivono coesi all’interno dello spazio. Il concetto che lo studio DWA per Elle Decor voleva portare avanti è proprio questo della sperimentazione basata su esigenze fattuali. Quindi chissà cosa ci riserverà il futuro, e soprattutto chissà quale sarà il futuro dell’acqua che per ora è scontato, ma che forse prima del previsto potrà diventare un bene di lusso. Su questo noi stiamo facendo la nostra parte, utilizzando aeratori a risparmio idrico e riducendo al minimo richiesto il flusso di erogazioni dei nostri sistemi doccia e vasca, pur tenendo in conto le esigenze di wellness dell’utente”.