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Roberto Clever

12 marzo 2019

Stile vintage: che cosa è, come usarlo per arredare

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Guida alla casa perfetta che viene dal passato

Cosa vuol dire stile vintage

La prima cosa che viene da pensare quando sentiamo qualcuno esprimere il desiderio di arredare una casa in stile vintage è: “Ancora?”. Quella di ripescare indietro negli anni atmosfere ed emozioni attraverso l’arredamento è una tendenza che imperversa da tempo, al punto da sembrare di avere fatto… il suo tempo. Eppure questa moda di ricorrere a pezzi che abbiano almeno vent’anni di vita non accenna a segnare il passo. Lo stile vintage è praticamente ovunque: nei ristoranti alla moda e negli interni di lusso, negli alberghi quotati e nelle gallerie di design. Alzi la mano chi non ha mai pensato di arredare anche solo un angolo di casa con un objet trouvé, espressione che in francese indica ciò che si recupera tra mercatini delle pulci e negozi specializzati. Di richiami vintage si nutrono le riviste glamour che propongono interni alla moda. Di mobili vintage sono piene le case di designer, creativi e celebrities.

Sedia Thonet: arredamento in stile vintage

Sedia Thonet

Questo fenomeno ha indubbie motivazioni psicologiche. La patina del tempo, nell’arredamento come nella moda, aggiunge valore alle cose: è quell’effetto nostalgia che porta a riscoprire oggetti e mobili iconici, diventati di culto, che spinge a frequentare mercatini dell’usato e a far crescere il fenomeno del brocantage, altra parola francese che indica il commerciare in oggetti antichi. La stessa parola vintage deriva dal francese antico vendenge, ovvero vendemmia: vintage dunque come il vino d’annata, che per definizione è quello più pregiato.

arredamento in stile vintage: credenza

Credenza e sedia per una cucina vintage

Prima di pensare di arredare la propria casa in stile vintage, conviene però sapere che non basta lasciarsi andare alle proprie passioni: il gusto va guidato, per evitare di ritrovarsi la casa piena di oggetti acchiappapolvere e di nessun valore e per scongiurare accostamenti sbagliati. Perché lo stile vintage ha senso se si ha la consapevolezza di vivere nel proprio tempo e non in una favola. Il passato deve essere un valore e un’opportunità, non una gabbia.

Differenza tra stile rétro e stile vintage

Innanzitutto vintage non vuol dire antico, anzi. E neanche contemporaneo in stile d’epoca. E soprattutto non vuol dire vecchio: un bel mobile vintage è un mobile collocabile in un passato prossimo o remoto ma non remotissimo: deve avere almeno vent’anni di vita ma essere comunque un pezzo del secolo scorso, altrimenti sconfineremmo nell’antiquariato. Inoltre, il pezzo deve ancora mantenere intatte le sue qualità e la sua buona fattura. I segni di trasandatezza volutamente apportati lo rendono shabby, che è uno stile ancora diverso. Soprattutto, bisogna fare attenzione a non confondere vintage con rétro: quest’ultimo, infatti, indica lo stile di oggetti contemporanei che imitano le linee, le forme e i colori di altri risalenti nel tempo. Per esempio, è ré un piatto per suonare i dischi in vinile fabbricato di recente, mentre è vintage lo stesso piatto originale degli anni Sessanta.

arredamento in stile vintage: giradischi

Giradischi d’epoca

Mobili in stile vintage: quali sono, come riconoscerli, dove trovarli

Considerando che un mobile vintage deve avere almeno vent’anni di vita, non li troverete in negozi di arredo contemporaneo, ma in store specializzati, anche on line. In genere, si tratta di negozi che trattano modernariato, parola che può essere considerata con buona approssimazione un sinonimo di vintage. Anche i mercatini delle pulci possono essere il luogo ideale dove trovare un buon pezzo, anche se bisogna stare attenti a non confondere un mobile recente con uno spacciato per vintage, come abbiamo scritto sopra.

In genere, è sempre opportuno rivolgersi a esperti e rivenditori specializzati, ma perché non iniziare ad allenare l’occhio e a fare esperienza da soli? La prima cosa da valutare sono i materiali. Un vero mobile vintage in legno, per esempio, può avere (anzi, il bello sta proprio qui) fratture e imperfezioni che, oltre a dargli fascino, aiutano a capire la sua datazione: per esempio, un graffio più chiaro del resto della superficie indica che quel graffio è recente ed è stato apportato per dare un effetto di invecchiamento. La vernice, poi, deve avere una patina: se la patina non c’è, il mobile è stato ridipinto. Un mobile vintage bianco non ridipinto tende al giallo, uno colorato al grigio. Altro consiglio: controllare giunture, chiodi e viti: più le giunture sono complesse, più il mobile è datato. Idem se i chiodi sono grossolani e diversi tra di loro. Anche le viti sono un’ottima cartina al tornasole dell’autenticità di un mobile: introdotte negli anni Cinquanta, se sono originali saranno certamente arrugginite. Altrimenti, il mobile è stato ritoccato.

arredamento in stile vintage: poltroncine

Poltroncine vintage

 

Arredare casa in stile vintage: cosa comporta, quali dettami seguire

Diciamolo subito: il vintage migliore è quello che non vive da solo, ma spicca nel contrasto con il contemporaneo. “Oggi il nuovo e il vecchio, scovato nei bauli di famiglia o nei mercatini dell’usato, convivono e affermano qualcosa di diverso dalla semplice somma delle parti”, scrive Cinzia Pagni nel suo (bel) libro L’ornamento non è più un delitto, edito da Franco Angeli. “Vince la trasversalità, la capacità di attingere apponendo la propria firma sul risultato finale”.

Dunque, la prima regola da seguire se si vuole arredare una casa in stile vintage è predisporsi al giusto mix di passato e presente. Il mix, infatti, garantisce il contrasto e il contrasto, quando è ben realizzato, valorizza l’insieme e i singoli elementi. Una regola generale è che ciascun pezzo deve aggiungere valore al tutto e non alimentare il caos. Per questo, per esempio, varrà la pena collocare il mobile vintage in uno spazio abbastanza ampio, che in qualche modo permetta di incorniciarlo e di dargli il giusto respiro, evitando l’effetto di affastellamento che si ha in una fiera di modernariato. Una casa in stile vintage deve restare una casa e non somigliare a una bancarella!

cucina in stile vintage

Cucina in stile vintage

Un’altra regola fondamentale per procedere con equilibrio è seguire un filo temporale, individuando un’epoca di riferimento senza discostarsene ed evitando di sovrapporre oggetti di anni e periodi troppo diversi tra di loro. L’oggetto vintage deve spiccare su uno sfondo omogeneo, altrimenti non sarà notato e alimenterà la confusione.
Carte da parati, piastrelle e complementi di arredo sono il modo migliore per ricreare la scena coerente con lo stile datato che abbiamo scelto. Il segreto è non tappezzare l’intera stanza con una carta d’epoca, ma soltanto una parete, con un pattern grafico tipico del periodo, facendo attenzione che si adatti al colore delle altre pareti. Come diceva la grande Florence Knoll, nell’arredamento non contano solo la carne, ma anche le patate. Per cui, prevedete oggetti a tema sulle madie, le credenze, i tavoli, le librerie e le mensole, ma non in quantità esagerata. Ricordate che una casa in stile vintage è come un set per il cinema: tutto deve avere un senso e non essere collocato a caso o soltanto perché piace.

Ambienti in stile vintage: cucina, bagno, soggiorno

Ogni stanza in stile vintage ha le sue regole. Se in un soggiorno tutto, dalle sedie ai tavoli, passando per le mensole, le librerie e l’illuminazione, può essere risalente nel tempo, in cucina bisognerà fare dei compromessi con gli elettrodomestici. L’ideale, da accostare alle credenze “della nonna” e ai piani di lavoro in legno, sono i frigoriferi bombati contemporanei in stile. La credenza della nonna, oltre che perfetta per evocare il passato, è molto funzionale, piena come è di cassetti per provviste e stoviglie. I colori da preferire sono quelli pastello, oppure si può optare per un gioco di contrasti bianco/nero. Date poi spazio alle grafiche optical.

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Piastrelle optical

Il bagno è il luogo in cui scatenare la fantasia. Innanzitutto, si può avere la fortuna di ritrovarsi con sanitari e piastrelle d’epoca e originali, e dunque, dopo averne valutato lo stato, decidere di tenerli e di far ruotare intorno a loro il resto dell’arredamento. Per esempio, si può usare la struttura di una macchina da cucire per incastonare il lavabo, mentre lo specchio può essere collocato al centro di una cornice d’epoca o in teak anni Sessanta o essere esso stesso uno specchio di modernariato. Può essere molto raffinata la combinazione di lavabi di recupero con piastrelle d’epoca e rubinetterie contemporanee.

cucina e credenza in stile vintage e frigorifero Smeg rétro

Cucina vintage con credenza d’epoca e frigorifero Smeg rétro

Lo stile industriale vintage

Quello industrial è uno stile che ha preso largamente piede negli ultimi anni in ristoranti, alberghi e case private. E’ lo stile di chi ama muri scrostati, mattoni a vista, il metallo e la ruggine per i tavoli e l’illuminazione, i materiali grezzi e le poltrone in pelle. E’ lo stile di molti loft, non a caso si esprime al meglio nelle metrature più ampie che evocano vecchie fabbriche o sono proprio ricavati all’interno di stabilimenti dismessi. Anche qui esiste uno stile industrial contemporaneo e uno vintage. In questo secondo caso, non potrete non amare le cassettiere in ferro per archivi, le scaffalature, gli sgabelli e, per l’illuminazione, lampade grandi come fari, sia da terra sia da soffitto. L’idea dell’industrial vintage è di rendere più caldo e raffinato l’ambiente rispetto a come sarebbe se lo stile fosse puramente industrial. Quindi, ricorrete a poltrone dalle forme avvolgenti e a grandi stampe da appoggiare a terra, tra una vetrata e l’altra.

soggiorno in stile industrial vintage

Legno, ferro, lampade da soffitto della grandezza di fari: è lo stile industrial vintage