Dall'antica Roma a Apple, la storia del colore in venti pezzi di design - CTD
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9 agosto 2018

Dall’antica Roma a Apple, la storia del colore in venti pezzi di design

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In una mostra al Cooper Hewitt Museum di New York, duemila anni di teoria e pratica tra arredamento e moda

C’è il Signature Princess Telephone rosa pallido, disegnato nel 1959 da Henry Dreyfus Associates puntando sul colore per attirare un pubblico nuovo di consumatori appena scoperto dal mercato: adolescenti e giovani donne. C’è l’iMac Computer progettato da Jonathan Ive nel 1999-2000 e diventato il pc più venduto negli Stati Uniti con la sua custodia luminosa e traslucida disponibile in cinque colori ispirati alla frutta. Ci sono edizioni originali di testi fondamentali come Opticks di Isaac Newton del 1704, La teoria dei colori di Johann Wolfgang von Goethe del 1810 e un volume rarissimo del 1725, Coloritto di Jacob Christophe Le Blon, il primo libro a documentare la miscelazione dei colori primari per creare colori secondari e che è diventato il ​​fondamento della moderna stampa a colori. Ci sono, ancora, le opere di innovatori come Louis Comfort Tiffany, Massimo Vignelli e Hella Jongerius, pezzi di design e poster che dimostrano la continua ricerca sul design di nuovi materiali, tecnologie e tecniche.

Filosofia, scienza e vita di tutti i giorni

Il mondo del colore nella storia dell’uomo e del design – ma anche della scienza e della filosofia – è esplorato in una mostra al Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York, allestita fino al 13 gennaio prossimo. Saturated, the Allure and Science of Color è l’occasione perfetta per scoprire come dalla moda alla cosmesi fino all’interior e al product design il colore è stato studiato e usato, con quali premesse e obiettivi. In mostra ci sono centonovanta oggetti che spaziano dall’antichità ai nostri giorni: “Il colore è stato studiato per secoli, eppure c’è ancora molto da imparare sulle sue proprietà”, dice Caroline Baumann, direttore del museo. Saturated indaga anche la relazione del colore con la musica, il camouflage e i progressi nella riproduzione dei colori, evidenziando la sua importanza per tutto, dalla filosofia alla comunicazione di massa.

Il libro delle tendenze

La mostra è anche l’occasione, per chi non lo conoscesse, di sfogliare il Color Trend Book di Peclers Paris, l’agenzia francese di trend scouting che da quarant’anni pubblica quest’opera che è un collage di foto evocative e materiali campione. Per la mostra, l’edizione primavera-estate 2018 si può “sfogliare” tramite un display elettronico interattivo che permette di personalizzare la consultazione. Ecco qui una selezione di venti oggetti in mostra per scoprire il design attraverso il colore.

Aryballos, III-IV secolo

È un vaso del III-IV secolo, in vetro soffiato e trafilato. Il vetro è una miscela di soda, silice e calce e può essere colorato attraverso l’aggiunta di metalli o altri materiali. I vetrai dell’antica Roma sapevano ottenere il blu acquamarina aggiungendo rame e cobalto.

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Vaso Aryballos, III-IV secolo

Imac Apple, 1999

Computer con tastiera e mouse progettato da Jonathan Ive e Apple Industrial Design Team e prodotto da Apple Computer nel 1999. È in plastica, gomma, vetro, metallo e componenti elettronici. Intuitivo da usare, punta su una gamma di colori per il rivestimento simili a quelli di caramelle alla frutta: mirtillo, mandarino, fragola, uva o lime per distinguersi dai prodotti concorrenti. Steve Jobs sosteneva che “per la maggior parte dei consumatori, il colore è più importante di megahertz, gigabyte e altri termini senza senso associati all’acquisto di un pc tipico”.

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IMac, Jonathan Ive e Apple, 1999

Lampada Butterfly, 2011

Lampada a sospensione progettata da Axel Schmid e Ingo Maurer e prodotta da Ingo Maurer GmbH nel 2011. Realizzata con vetro soffiato a bocca, materiale plastico stampato a mano (flessibile e a forma libera), ottone e luce alogena. Ingo Maurer è uno dei lighting designer contemporanei più creativi e stimati. Negli anni 60 è stato un pioniere nell’uso di nuove tecnologie di illuminazione e tecniche di produzione per indagare le qualità “magiche e mistiche” della luce. La lampada J. B. Schmetterling (farfalla in tedesco) unisce a una semplice lampadina il richiamo della natura e nasce aggiungendo alla lampadina del modello Johnny B. Good  otto repliche altamente realistiche di insetti volanti. Farfalle colorate iridescenti, falene e libellule attaccate a lunghi spilli vengono applicate alla fascia traslucida attorno alla lampadina. L’effetto è che gli insetti sembrano aggirarsi pericolosamente attorno alla luce.

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Lampada di Ingo Maurer, 2011

Flyknit Racer, 2009

Scarpa da corsa per lunghe distanze, progettata da Ben Shaffer e prodotta da Nike nel 2009. Realizzata in poliestere, kevlar e lavorata a maglia. Filati e tessuti sono progettati con estrema precisione e previsti solo dove necessario, in modo che la scarpa sia leggerissima e simile a un calzino. Tutta la struttura e il supporto sono lavorati a maglia nella tomaia. L’intera scarpa è il 19 per cento più leggera delle Nike calzate dagli atleti fino ai campionati del mondo di Atletica del 2011. È stata largamente usata alle Olimpiadi del 2012. L’estrema precisione del modello è frutto di anni di ricerca ingegneristica. Il progetto ha richiesto team di programmatori, ingegneri e designer per creare la tecnologia della tomaia in maglia.

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Ben Shaffer per Nike, 2009, scarpe da running

Posate da pic nic, 1985

Progettate e realizzate da David Tisdale nel 1985, sono in alluminio anodizzato. Per questo servizio dalle forme geometriche e i colori dell’arcobaleno, il designer ha vinto il Pantone Color Award nel 1988. Il colore si deposita sotto forma di sali metallici nei pori del metallo anodizzato facendo passare la corrente elettrica per un bagno di tintura.

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Posate da pic nic di David Tisdale

Campione di  Panton, 1969

Progettato da Verner Panton e prodotto da Mira-X International Furnishings nel 1969, ha un supporto in cotone e la sua tecnica è serigrafata su un cumulo di ordito supplementare in velluto. Panton riteneva che il colore avesse un ruolo più importante della forma nel design. In ciascun disegno, il colore appare in otto gradi di saturazione, dal 15 per cento al 100 per cento. La profondità graduata del colore contribuisce a dare il senso della tridimensionalità.

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Studio del colore, Verner Panton

Vaso di Salviati & Company, 1960

Realizzato da Salviati & Company intorno al 1960 in vetro soffiato con la tecnica antica dei vetrai di Murano che permette di dare la forma organica alla creazione. Aree di denso blu e viola sembrano galleggiare in un vaso di vetro incolore.

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Vaso Salviati in vetro di Murano, anni Sessanta

Alta Green Bloom Urne, 2012

Urna disegnata da Michael Eden nel 2012. Il supporto è in nylon stampato in 3D. Eden è un importante ceramista britannico che ha dedicato vent’anni della sua attività alla creazione di forme ceramiche tradizionali, prevalentemente in terracotta pressofusa, rivolgendo poi la sua attenzione alla prototipazione in 3D. Per il designer, questo pezzo è l’esempio di “un nuovo linguaggio ceramico, dove l’artigianato preindustriale incontra la manifattura post-industriale”. Eden crea intenzionalmente strutture complesse dai colori vivaci che sarebbe impossibile produrre con tecniche e materiali ceramici tradizionali.

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Vaso di Michael Eden, 2012

Signature Princess Telephone, 1959 e 1993

Progettato da Henry Dreyfuss Associates e prodotto da AT & T Global Information Systems. È datato 1993 e realizzato in plastica e metallo. Il modella originale cui si ispira è del 1959 e doveva attirare un nuovo pubblico, quelle delle giovani donne. La riedizione del 1993 presenta pulsanti a sfioramento illuminati al posto del selettore rotativo originale. I modelli dai colori pastello sono stati i più popolari tra quelli in cui il telefono è stato prodotto.

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Il telefono rosa pallido di Henry Dreyfuss, 1959

Sample plate, 1920

Piastra per campioni di colore del 1920 circa, in terracotta smaltata, proveniente da Chantilly, città francese famosa per le ceramiche dal XVIII secolo. La disposizione a ruota dei campioni di colore a forma di cuneo (ognuno con i nomi corrispondenti sul bordo del cerchio) e l’ampia fascia circolare di smalto danno l’illusione ottica di campi di colore traslucidi e sovrapposti. La disposizione e le armonie di colore ricordano le teorie del colore della designer e artista tessile francese Sonia Delauney. La piastra per campioni è stata ampiamente utilizzata dalle aziende per aiutare i consumatori a scegliere la giusta combinazione di colore, design e materiali per prodotti che vanno dai tessuti alle tinture da interni ed esterni. Questi prodotti sono anche bellissimi manufatti, non soltanto strumenti di vendita e marketing.

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Sample plate, Francia, anni Venti del Novecento

Poster Knoll International, 1967

Disegnato da Massimo Vignelli e realizzato per Knoll Textiles nel 1967 su carta bianca con litografia offset. Massimo e Lella Vignelli sono tra i designer più influenti del Ventesimo secolo, la loro estetica ha ispirato mobili e soprattutto la grafica. Il “canone” di Vignelli, nel 2009, fissa i parametri di atemporalità, disciplina, chiarezza, eleganza intellettuale, economia dei mezzi e struttura. Vignelli riteneva che i poster fossero uno strumento fondamentale di affermazione dell’identità aziendale, nonostante la proliferazione di altri media. Il suo monumentale poster per Knoll International utilizza lettere trasparenti e sovrapposte ed esemplifica il suo approccio al design nitido e audace. Il retro mostra i disegni della linea di mobili Knoll, che da quel momento ha ottenuto grande visibilità recapitando l’artwork via posta.

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Poster di Massimo Vignelli per Knoll, 1967

Poster Modular Sofa Group, 1976

Nel 1976 Stephen Frykohlm realizzò questo poster per il brand Herman Miller. Soprannominati chiclet, dal nome della gomma da masticare, i componenti di questo gruppo di divani componibili potevano essere smontati, riorganizzati, intervallati da pezzi di tavoli e riavvitati usando una semplice chiave a brugola. In questo poster, l’arcobaleno di colori aiuta i clienti a scegliere la tinta preferita. In realtà, questi arredi imbottiti sono stati disponibili in una gamma ancora più ampia di tessuti e colori rispetto a quelli mostrati nel poster, inclusa l’opzione per i clienti di specificare il proprio tessuto tailor made.

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Poster per Herman Miller di Stephen Frykholm, 1976

Poster Blues Project, 1967

Progettato da Victor Moscoso e stampato da Neon Rose nel 1967, litografia offset su carta bianca. Moscoso ha nel grande Josef Albers, suo professore a Yale, il mentore per l’uso di colori vibranti. Sebbene gli inchiostri Day-Glo o fluorescenti fossero ampiamente disponibili negli anni 60, il designer non volle usarli, affidandosi invece alle giustapposizioni cromatiche per replicare le illusioni di colori iper-saturi associati all’uso di droghe allucinogene.

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Poster di Victor Moscoso, 1967

Vaso Tiffany, 1901

Prodotto da Tiffany Glass e Decorating Company e Tiffany and Co. sotto la direzione di Louis Comfort Tiffany. È datato intorno al 1901, in vetro soffiato a stampo e iridato. Il vetro Favrile brevettato da Louis Comfort Tiffany, prodotto presso la Tiffany Furnaces di New York, presenta superfici luccicanti di iridescenza, che ricordano antichi tesori di vetro. I vasi Peacock riflettono l’interesse di Tiffany per le lunghe linee sinuose dello stile Art Nouveau e il suo fascino per le forme organiche.

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Vaso Tiffany da pavimento, 1901

Mappa della metropolitana di New York, 1974

Ancora un progetto di Massimo Vignelli, realizzato per la New York Transit Authority. È datato 1974, si tratta di una litografia offset su carta bianca. Vignelli utilizzò una tavolozza di otto colori per comunicare il sistema complesso della subway, assegnando a ciascuna linea un colore specifico. I critici hanno trovato il piano schematico troppo astratto, ma molti aspetti del progetto, inclusa la codifica a colori delle linee, sono stati mantenuti più in là, anche altrove nel mondo per mappe con lo stesso obiettivo.

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Poster della metropolitana di New York, Massimo Vignelli, 1974

Poster Specimen, 2008

Di Fanette Mellier, 2008, litografia offset su carta. Particolarmente interessante è il modo in cui l’angolo in basso a destra è ripiegato per rivelare il testo del poster che pubblicizza una serie di mostre sul design editoriale tenutesi nel 2008 nella città di Chaumont, in Francia. A un osservatore non specializzato, il modello non ripetitivo di segni geometrici colorati sembra assomigliare al diagramma di un microchip. Per il grafico, tuttavia, questi simboli sono immediatamente riconoscibili come segni di controllo delle stampanti. Mellier ha collocato il testo sul retro del poster per evitare di interrompere il disegno, simile a un arazzo, ma lo ha fatto in una posizione che consente a chi legge di accedere facilmente alle informazioni senza piegare la carta.

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Poster di Fanette_Mellier, 2008

Ventaglio, Ottocento

Datato tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, è fatto con bastoncini di avorio intagliato e traforato, piume di pavone, inseriti di metallo dorato e nappe di seta. Gli splendidi colori iridescenti delle penne della coda di un pavone sono creati senza l’uso di alcuna vera pigmentazione e dovuti alle interferenze luminose, un fenomeno ottico prodotto da microstrutture della piuma che fa rifrangere o piegare la luce.

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Ventaglio pavone

Quadrato di Joseph Albers, 1965

Stampa di Albers datata 1965, serigrafia su carta bianca. Con la serie Omaggio al quadrato, il grande Joseph Albers svela il modo in cui i colori si influenzano a vicenda applicando un’ampia varietà di tinte a una singola composizione di quadrati all’interno di quadrati. In questo esempio, la brillante tonalità viola attenua la brillantezza dei toni rossi, in modo che viola e rosso sembrino retrocedere e avanzare nello spazio.

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Quadrato di Josef Albers, 1965

Ipod nano, 2009

Progettato da Apple Industrial Design Team e prodotto da Apple Computer, Inc., capo del dipartimento design Jonathan Ive. Prodotto nel 2009 in plastica e resina di policarbonato, acciaio inossidabile lucidato e alluminio. Un’icona del nuovo millennio, per la quale Apple ha creato uno spettro cromatico che riflette il gusto contemporaneo. Basandosi sulla tecnologia e il successo dell’iPod, Apple ha introdotto la prima delle sue varianti più piccole, l’iPod Mini, nel 2004. La Mini presentava un corpo rettangolare più piccolo, più sottile, animato dal colore. Nel 2005, tuttavia, Apple sostituì Mini con il Nano, disponibile solo in bianco o nero, facendo eco alla forma originale dell’iPod e alla combinazione di colori minima.

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Ipod nano, Jonathan Ive e Apple, 2009

Sunflower, 1972

La data di produzione è il 1972, ma il motivo risale alla sterminata produzione di William Morris, il padre del movimento Arts & Crafts. Che, forse, sarebbe rimasto sorpreso nel vedere questa versione del suo pattern originale datato 1887, Sunflower, pensato con colori naturali e pastosi. In questa riedizione è evidente infatti l’influenza della psichedelia.

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William Morris & Co., 1972

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