Street art senza street: Gummy Gue, lavoro in digitale sognando una passeggiata - Cieloterradesign
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Street art senza street: Gummy Gue, lavoro in digitale sognando una passeggiata

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Andrea e Marco Mangione: più tempo per progettare al computer, ma manca il respiro della città

Come cambia il lavoro di un urban artist al tempo della quarantena? Che cosa immagina o disegna un creativo abituato a misurarsi con lo spazio pubblico e con luoghi aperti alla socialità? Pensa a riconvertirsi o aspetta che tutto torni come prima del lockdown? Lo abbiamo chiesto a una serie di designer partiti dalla strada e che ancora hanno nella dimensione urbana il loro playground preferito. Dopo Motorefisico e Giulio Vesprini, tocca a Gummy Gue

Credo che la street art sia l’espressione di una pulsione urbana che ti circonda, ti coinvolge con i suoi ritmi e le sue molteplici sollecitazioni.

In uno scenario muto e deserto, come quello che si sta vivendo in questi giorni, la cosa che ti manca di più è il respiro collettivo della città, il suo fluire, il sentire di esserne parte. 

Per queste ragioni, le grandi dimensioni di una superficie da dipingere, l’agibilità di uno spazio aperto sul quale intervenire, non possono prescindere da tutto questo.

Un artista che interviene in un contesto simile, viene così privato del suo habitat, della sua condizione naturale.

Nonostante quello che sta accadendo, la giornata da passare in casa può diventare un’occasione per affrontare con più calma lo sviluppo delle idee, sentire che il tempo che si ha a disposizione può diventare un’opportunità e non perdere di vista gli orizzonti del nostro quotidiano.

Il consequenziale rallentamento dei ritmi frenetici, delle scadenze a breve termine, aiutano a gestire meglio tutti quegli aspetti stressanti del lavoro, di poter allungare i tempi progettuali e gustarsi meglio gli sviluppi che ne derivano.

Attualmente abbiamo diversi progetti di opere pubbliche in Italia e all’estero, questo ci dà uno stimolo in più a non fermarci.

La quarantena non ci ha causato un blocco totale delle attività, perché siamo abituati a lavorare anche in studio, dando sempre molta importanza alla fase progettuale che precede ogni realizzazione.

Dedichiamo molto tempo a disegnare, sfogliare immagini, leggere e approfondire argomenti. Passiamo molte ore davanti al computer, che oltre ad essere una finestra su tutto è uno strumento indispensabile, un compagno di lavoro che ci aiuta a dare forma e sviluppo alle idee di partenza.

Tornando alla strada, in questo momento ci basterebbe percorrerla con una lunga passeggiata. 

PRIMA PUNTATA: MOTOREFISICO

SECONDA PUNTATA: GIULIO VESPRINI