Studiomartino.5, il design che piega il marmo | CieloTerraDesign
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Studiomartino.5, il design che piega il marmo

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Texture raffinate negli arredi in pietra dello studio romano

Catasta, un originale lavabo freestanding in lastre di marmo sovrapposte, è una delle ultime creazioni di Studiomartino.5.

Per questa opera, come per le precedenti, l’eleganza e la ricercatezza del made in Italy, a metà strada tra il classico, il moderno e la sperimentazione vengono reinterpretate con uno sguardo personalissimo.

Facciamo un passo indietro. Studiomartino.5 viene fondato a Roma nel 2004 da Carlo Martino con l’intento di dare vita ad un polo creativo che parli il linguaggio del design in tutte le sue sfumature, dal product design, alla grafica, dalla realizzazione di allestimenti per mostre e fiere, alla comunicazione. Lo studio si configura, infatti, ad oggi, come un network di creativi con competenze multidisciplinari, caratteristica questa che ha permesso al team di sviluppare progetti articolati e di curare la direzione artistica di alcuni grandi brand italiani, come Catalano, Gsi e Inova. 

Una vasta produzione quella che dall’idea del prodotto arriva fino alla comunicazione, in un lavoro integrato, sotto la regia di Martino.

È così che 10 anni fa nasce Otto il lavabo a semincasso in pietra rosso solare, disegnato per I Conci, che vince l’IF product design award. Il rigore della forma geometrica ripetuta per il catino come per il piano della rubinetteria fa della circolarità la sua cifra stilistica.

Il cerchio, che da sempre è la forma che più si associa all’acqua, qui diventa simbolo dell’infinito. La pulitezza delle linee e il rosso della pietra riportano alla natura, per rappresentare il continuo trasformarsi della materia, il suo originarsi nell’acqua per arrivare alla terra. Il tema del cerchio è poi trasferito sulla texture che connota il rivestimento, in cui domina il gioco bicromatico.

Nello stesso anno e sempre dietro commissione di I Conci, viene progettato il lavabo asimmetrico, freestanding Piega in un unico blocco di marmo statuario bianco, ultrachiaro, in cui il catino viene angolato sia verticalmente che orizzontalmente.

Una piega per accogliere l’acqua e per incanalarla, ma anche una piega sfaccettata, che si presta a giochi di luce e che fa esprimere al meglio la pietra, con le sue irregolarità e la naturalità della sua materia.

Tuttavia qui il marmo perde la sua caratteristica durezza, per piegarsi a ospitare l’acqua e la sua massa, per diventare oggetto dinamico, che reagisce alla luce con innumerevoli giochi di contrasto.

In un costante incontro tra ricerca dell’originalità e cura dell’armonia, Studiomartino.5 non dimentica mai il fruitore e il contesto.

Così nasce Corbis, un elegante fontanile per esterno, commissionato dall’azienda pugliese Smetwork, che prende le mosse dalla tradizione agricola, a partire dal concept fino al suo nome, dal momento che la parola latina corbis indica la cesta ancora in uso nelle campagne pugliesi.

Proprio dal rapporto con il territorio e con la sua storia nasce l’opera che presenta un catino a forma di canestro, realizzato in pietra pugliese Biancone di Minervino, e una panca in rovere. Quest’ultima, trattata per un’esposizione in outdoor, non è solo superficie di appoggio del lavabo, ma diventa anche seduta o base di supporto per utensili, con l’intento di regalare un momento di ristoro, un’oasi nell’assolata campagna pugliese.

La ricerca estetica e la sperimentazione tecnica convergono nella creazione di Catasta, un lavabo che Carlo Martino firma insieme a Stefano Roscini per Alfa Marmi.

39 lastre di marmo nuove e di scarto, di diversa provenienza e con sfumature differenti vengono sovrapposte, formandone la struttura, solidissima e al tempo stesso dinamica e multiforme.

Variegata nei colori: le lastre di marmo hanno nuances che dal bianco virano lentamente al grigio chiaro, che colpite dalla luce, creano un complesso gioco di chiaroscuri.

L’irregolarità diventa metodo:  le lastre impilate sono di diversa natura, di spessore e dimensione variabile, rifinite con bordature differenti – filo sega, bocciardatura, stondatura – con aggetti e rientranze mai uguali, ed è proprio la multiforme fisicità che crea una texture complessa e suggestiva.

Le lamine a volte cedono alla massa delle “cataste” superiori, deformandosi con bordature tondeggianti, altre volte rimangono dure, rigide, altre ancora hanno superfici graffiate o sbeccate e portano i segni delle storie che le hanno precedute, che ne hanno forgiato la personalità.

Ogni elemento è mantenuto nella sua unicità e forma il ritmo della struttura, il profondo cratere centrale orchestra e fa da trait-d’union con la sua superficie levigata.

L’infinito riprodursi delle linee, il loro incessante stratificarsi genera composizioni visive, rapporti aritmetici, accordi, che contribuiscono alla creazione di un’armonia a cui il design non dovrebbe mai mancare di ispirarsi.