The Creative Dot, la creatività digitale fa il punto al Sud | CTD
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23 maggio 2018

The Creative Dot, la creatività digitale fa il punto al Sud

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Al via a Catania la quarta edizione della rassegna diventata un riferimento per tutto il Meridione

 

Il 25 e il 26 maggio ritorna a Catania The Creative Dot, la rassegna che da quattro anni riunisce davanti a un pubblico qualificato alcuni tra i principali esperti italiani e internazionali di grafica, creatività e cultura digitale. Il programma è articolato in workshop e talk. Domenico Sellaro, fondatore e ceo di The Creative Dot, racconta come è nata questa scommessa che in breve è diventata un punto di riferimento per i creativi del Sud Italia.

di Domenico Sellaro, fondatore e ceo The Creative Dot

“È difficile cambiare le cose qui al Sud”, mi dicevano praticamente tutti quando raccontavo il mio progetto. Un progetto che oggi, a quattro anni dalla nascita, è considerato da molti uno degli eventi sulla creatività più interessanti del Sud e, perché no, di tutta Italia. Era il 9 novembre del 2014 quando decisi di iniziare a sviluppare quell’idea/follia che mi affascinava e tormentava da tempo: mettere su una realtà che fosse un punto di riferimento per la comunità dei creativi digitali a 360 gradi. Ero spaventato all’idea di dovermi mettere in gioco, ma sentivo un bisogno assoluto di farlo, anche perché sapevo che se non avessi fatto io il primo passo, difficilmente avrei potuto realizzare quelle ambizioni grazie a qualcun altro.

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The Creative Dot

La prima riunione al bar

Decisi che era arrivato il momento di formare un gruppo compatto e contattai alcuni miei colleghi del corso di Graphic design dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Sembrava quasi un film. Avevo analizzato singolarmente ogni profilo e puntato su chi aveva le potenzialità giuste per mettere insieme un team compatto, vario e vincente. C’era Enzo Triolo, un illustratore geniale, capace di trovare la soluzione giusta nel minor tempo possibile. C’erano Enrico Miuccio, Tommaso Russo ed Eugenio Sammito, esperti di graphic design, branding e comunicazione visiva. C’erano, ancora, Mauro Privitera, altro graphic designer ed esperto di fotografia, Dario Iannì e Luigi Romano, anche loro professionisti della grafica e con in più grandi abilità anche nel campo dell’audio e del video. Gianluca Santoro, invece, era una matricola del corso di graphic design, io lo chiamavo “il pr” per la sua bravura nel padroneggiare il mondo dei social network e il social marketing. Carmelo Guarino, poi, era l’uomo del web design. E per finire c’ero io, Domenico Sellaro, studente con un forte interesse verso la digital art e gli effetti speciali per film e videogames, campo che oggi è diventato per me un vero e proprio lavoro.

I punti riuniti della creatività

Tutti insieme, pensavo, avevamo le qualità giuste per una squadra di successo. Il 9 novembre ci riunimmo da Scardaci, uno storico bar di Catania. Spiegai a tutti perché eravamo lì e qual era la mia idea. I feedback furono tutti positivi e ci mettemmo a studiare il nome. “Dobbiamo fare in modo che sia un punto d’incontro per tutti i creativi”, pensammo. In breve, avevamo partorito il nome: The Creative Dot.

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The Creative Dots

Il concept e la location

L’obiettivo ora era quello di organizzare insieme un evento che avrebbe portato a Catania e al Sud un nuovo modo di vedere il mondo della grafica, del web, delle arti, insomma della creatività. Una serie di workshop e di mini conference in un’unica location. Le prime settimane furono quelle più dure, anche perché oltre alla pianificazione dell’evento, dovevamo capire come riuscire a coinvolgere un grosso numero di interessati e scegliere il posto giusto. Chiedemmo una mano a Gianni Latino, professore del corso di Graphic design, che insieme a Virgilio Piccari, direttore dell’Accademie di Belle Arti di Catania, ci diede una mano a trovare la location adatta. Era il 3 febbraio del 2015, quando tutto divenne ufficiale sui nostri canali social: “The Creative Dot: prima edizione 9 e 10 aprile 2015, presso Palazzo Platamone”. Sapevamo benissimo a cosa potevamo andare incontro. E sapevamo anche che se avessimo sbagliato la “prima”, difficilmente avremmo avuto una seconda opportunità.

La community e i primi sponsor

La prima edizione, a ingresso gratuito, fu una sorta di presentazione del team, ognuno di noi aveva un ruolo ben preciso da ricoprire per tenere sotto controllo ogni minimo dettaglio. Per le conferenze decidemmo di coinvolgere docenti dell’Accademia e di invitare ospiti d’eccezione come Massimo Nava, esperto nel social marketing e nel visual storytelling. Io invece parlai di matte painting e fotomanipolazione. Ero emozionato ma riuscii a fare del mio meglio per quell’intervento di due ore. In tutto coinvolgemmo quasi duecento persone tra studenti e lavoratori. A quel punto la strada era aperta: le due edizioni successive sono state un grande successo, coronato dall’arrivo di collaborazioni con grandi aziende internazionali come Adobe e Wacom, partner che hanno fatto fare a The Creative Dot un bel salto di qualità. Nel 2016 abbiamo toccato quota 290 partecipanti, cresciuti a 400 l’anno scorso grazie anche a ospiti come Italo Sannino, Fabio Timpanaro, Fabio Consoli, Cinzia Marotta e molti altri.

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The Creative Dots, la quarta edizione

La quarta edizione al via

Stavamo creando un pubblico e una community, che arrivava non dalla sola Sicilia ma anche da altre regioni d’Italia. Da lì l’idea di organizzare mini-workshop di due giorni tra il mese di ottobre e di novembre, per colmare il vuoto che c’era tra un’edizione e l’altra dell’evento. Chiamammo questa serie Season Dot, prevedendo un numero chiuso per venticinque iscritti e una quota di partecipazione. Oggi, dopo avere tagliato lo staff (da dieci a cinque persone), siamo alla nostra quarta edizione, in programma il 25 e il 26 maggio a Zo Centro Culturale Contemporaneo. Il concept principale di quest’anno è Improve Your Experience, perché i partecipanti avranno la possibilità di confrontarsi in modo diretto con ospiti specialisti di discipline particolari. Si va da Tomáš Müller a Luca Barcellona, da Van Orton Design a Stefania Quattropani, da Alessandro Mazzù a Frank Rapacciuolo, da Nicola Felaco a Francesco Siddi. E poi Sybren Stüvel, Luca Pitoni e Renato Fontana. Quest’anno abbiamo ridotto il numero massimo di partecipanti (duecento) e previsto una quota di ingresso, con l’obiettivo di far crescere ancora di più l’affluenza professionale, qualificata. Accanto ai workshop abbiamo previsto dei veri e propri talk. Qualcuno ha scritto che finora al Sud non era mai stato realizzato un evento di questo calibro dedicato alla creatività in senso lato. E, prima ancora, c’era chi riteneva impossibile cambiare le cose qui, ma noi di The Creative Dot, con determinazione e umiltà, stiamo in qualche dimostrando che, invece, è possibile.

Info su www.thecreativedot.it