The Cube, il Sessantotto è un'illusione ottica | CTD
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2 maggio 2018

The Cube, il Sessantotto è un’illusione ottica

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L’anamorfosi di AtelierYokYok tra politica e gioco

L’obiettivo era dare vita a un’opera creativa a metà tra un mobile e un’installazione, che quest’opera fosse coinvolgente e ricordasse, in qualche modo, il Maggio francese di cui ricorrono i cinquant’anni. Il risultato si chiama The Cube ed è l’anamorfosi con cui Atelier Yok Yok – di questo giovane e brillante collettivo d’Oltralpe ci siamo già occupati qui e qui – ha partecipato alla mostra 100 contestations possibles (100 contestazioni possibili) al museo Les Abattoirs  di Tolosa.

L’anamorfosi è un genere in cui si sono cimentati grandi artisti come Georges Rousse e Felice Varini e di cui Atelier YokYok è specialista. In questo caso l’illusione ottica è esercitata da e su questo insieme di cubi che, osservati dalla giusta prospettiva, si uniscono per formare un unico blocco e, al contrario, si disaggregano quando ci si allontana dal punto di osservazione definito. I volumi sono disegnati a misura d’uomo e sono veri e propri mobili sui quali è possibile sedere.

Posizionate a diverse distanze dall’osservatore, le persone sedute sui volumi di The Cube appaiono quindi nella prospettiva del cubo simulato e vengono percepite su scale diverse. The Cube cambia così il fattore di scala tra i suoi utenti e funziona, nell’idea di Atelier YokYok, come “un oggetto che sfida la realtà”, perché “disturba sensibilmente le percezioni, invita a un’esperienza e lascia immaginare nuove prospettive”.

Il rimando alla contestazione del Sessantotto avviene attraverso il colore rosso e l’invito a prendere possesso dei cubi per sedervisi: “I partecipanti sono invitati a occupare lo spazio e ognuno può trovare in esso un posto. La diversità dei moduli che compongono il Cubo trova un’eco nella singolarità di ogni individuo che può unirsi con gli altri e rivelare un elemento di contestazione comune”.

Senza voler essere un pezzo d’arte politico, The Cube gioca con i simboli della contestazione in maniera brillante.