The roof chair di Spalvieri & Del Ciotto per Magis: anche con un giocattolo si può fare innovazione - CTD
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Federica Mentasti

8 Luglio 2020

L’intelligenza del design #3: The roof chair, anche un giocattolo può fare innovazione

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Un po’ casetta, un po’ scivolo, un po’ fortino: così Spalvieri & Del Ciotto hanno realizzato per Magis un pezzo di grande complessità tecnologica, ma immediato e divertente

Se non è intelligente, non è un oggetto di design. Sembra scontato, eppure esistono manufatti che, a parità di bellezza e funzionalità, risultano più intelligenti di altri. Sono quelli con certe caratteristiche che accendono una luce in chi li usa, perché risolvono una piccola frustrazione quotidiana, per esempio. O perché aggiungono un tassello alla storia di un prodotto. Alcune volte l’oggetto di design intelligente è l’uovo di Colombo a cui nessuno aveva pensato prima. Altre, un modo nuovo di dar vita all’ennesima variante di qualcosa che l’industria continua a replicare all’infinito. Al design intelligente dedichiamo una serie di pezzi, uno per ogni oggetto che, secondo noi, lo rende diverso da quello dello stesso tipo che lo ha preceduto.  

Gioco, divertimento, attenzione per i bambini, innovazione, tecnologia non esibita ma funzionale e discreta. C’è tutto quello che vorremmo chiedere al design nella Roof chair di Spalvieri & Del Ciotto per Magis. Un pezzo realizzato nel 2018 e destinato ai più piccoli, un tuffo del miglior design made in Italy in un mondo spesso negletto come quello del gioco e del giocattolo.  

Come suggerisce il nome, The roof chair nasce come seduta. Una seduta per i più piccoli che si presta a molteplici usi: sedia, scivolo, tenda, tunnel. Un piccolo mondo ludico che spalanca possibilità diverse senza richiamare un oggetto predefinito. 

L’input per il progetto arriva da Magis, che voleva realizzare un nuovo design per la collezione Me Too, dedicata proprio ai più piccoli.

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La sfida è stata raccolta dallo studio Spalvieri & Del Ciotto, che già collaboravano con l’azienda. Con The roof chair i designer si sono trovati a lavorare su un brief insolito: realizzare un prodotto per bambini con tecnologie di avanguardia.

Il progetto si sviluppa come una riflessione sulle esigenze e sulle fantasie dei bambini e da questa riflessione nasce l’idea di una forma a casetta.

«I disegni dei bambini contengono sempre alcuni elementi familiari: la mamma, l’albero, la casa. Da qui il triangolo, che è diventato, appunto, una casa. E il richiamo ai fortini costruiti con coperte e cuscini. Il sopra è diventato una seduta, il sotto un tunnel».

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La conferma che la strada intrapresa fosse giusta, è arrivata dall’esperimento di portare i primi prototipi in un asilo.«È stata un’esplosione d gioia! I bambini si arrampicavano, si sedevano, lo usavano come scivolo. La forma dell’oggetto si rimodellava quando loro si sedevano. È stato in quel momento che si è deciso di portare avanti l’esperimento».

Un oggetto godibile, dalla forma che richiama gli elementi che ricorrono nei disegni dei più piccoli

La capacità di coinvolgere i bambini rappresenta proprio uno dei punti di forza di The roof chair. «Non è un’oggetto da Amazon o da Instagram» spiega Simone Spalvieri. Al contrario, è un pezzo discreto, da scoprire e sperimentare. Rivela appieno la propria qualità al tatto e il potenziale con l’uso.

La conferma che il prototipo era vincente è arrivata quando è stato portato in un asilo: un’esplosione di gioia. Non è un oggetto da Instagram, è discreto, tutto da scoprire e sperimentare.

Il progetto abbraccia il design industriale e l’entusiasmo per i nuovi materiali, e cerca di spingersi ancora oltre. Il materiale in questione è il poliestere e la tecnologia la tessitura 3D che permette di elaborare da plotter una trama continua, senza cuciture né interruzioni. Uno degli aspetti più interessanti del materiale è la possibilità di ottenere performance diverse grazie a una diversa gestione di ordito e trama. Così, tramite la programmazione del software di stampa, è possibile rendere alcune zone più robuste e altre più elastiche.

The roof chair è un prodotto di design sofisticato, che utilizza la tessitura 3D, ma la sua complessità tecnologica è risolta dai designer senza che la ricerca sia esibita.

«È il materiale che dà forma al progetto. Partire dall’idea e poi scegliere il tessuto è come progettare al contrario» racconta Spalvieri. A uno sguardo attento, si può distinguere il gioco di ordito e trama nell’ovale che caratterizza la seduta. La parte superiore è morbida così che la sagoma si adatti quando il bimbo si siede, mentre la parte inferiore rimane più rigida.

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The roof chart, Spalvieri & Del Ciotto per Magis

In realtà queste caratteristiche non sono nuove nel mondo del design, ma le destinazioni d’uso sono prevalentemente maglieria e calzature sportive o sedute per uffici. Nel mondo dei bambini, i passeggini. In questo caso la ricercatezza tecnica e progettuale dell’oggetto rimane nascosta da una forma semplice, lineare, che non tradisce minimamente la complessità costruttiva che c’è dietro. «L’idea era di sfruttare le prestazioni del materiale per creare gioco e magia. Per questo abbiamo nascosto la tecnologia e la complessità del prodotto. Il nostro obbiettivo è aiutare il pubblico a capire le novità. Cerchiamo di umanizzare la tecnologia», racconta Spalvieri. «Sì, The roof chair è senza dubbio tra i progetti più complessi mai elaborati dal nostro studio».

È un’etica di progetto che si ritrova anche nelle altre realizzazioni dello studio e che non punta sulla spettacolarità o sull’effetto sorpresa. «Il materiale detta potenzialità e limiti, ti dice cosa fare. Poi il resto arriva».

Foto: Max Rommel

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