Un neon di bellezza | CieloTerraDesign
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Paolo Casicci

3 maggio 2015

Un neon di bellezza

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Classico o audace? L’arte per la casa si illumina

“Nel 1912, mentre Apolinnaire, Duchamp, Tzara e Breton misurano a grandi passi le vie di Parigi andando incontro al proprio destino, una piccola insegna di barbiere s’illumina al numero 14 del Boulevard Montmartre“. Sono la parole dello storico Luis de Miranda per raccontare l’irruzione del neon, poco più di un secolo fa, nell’illuminazione. E, fatalmente, di lì a poco, anche nel mondo dell’arte. Tantissimi maestri, nel tempo, si sono misurati col neon, da Dan Flavin a Joseph Kosuth, da Mario Merz a Maurizio Cattelan fino a Alfredo Jaar e Pierre Bismuth.

Fonte di luce, dunque, ma anche – e soprattutto – di arte e design, potete usarlo per le vostre case in forma di numeri e lettere con i caratteri – ormai un classico – di Seletti. Per la francese Séries Limitées, invece, ecco le opere di Piotr Barsony: Femme Ideale e 642, versione maschile. “A seconda dei colori e della forma, Femme Ideale rimanda a diverse immagini e idee della donna: contemporanea o industriale. L’opera è disponibile in versione neon blu su metallo arrugginito, oppure in Alucobond bianco su Alucobond bianco e rosso su fondo Alucobond nero. Può essere realizzata su misura. La versione maschile, 642, è anch’essa opera d’arte e fonte di luce: “La linea poetica è arricchita da un bordo d’illuminazione rosso, più o meno luminoso grazie al controllo dell’intensità”.

Imperdibili, poi, gli specchi con cornice al neon di Leclettico, al secolo Claudio Loria, designer milanese. “Specchio infinito attraente e misterioso, con i suoi giochi di riflessi e trasparenze tipici degli anni ‘60. Tubi al neon soffiati e lavorati da artigiani esperti. Ogni neon prodotto non è mai uguale all’altro proprio perché viene prodotto manualmente ogni singolo elemento. Gli specchi sono numerati e firmati Produzione Leclettico”.

Non può mancare l’America, che delle luci al neon ha fatto un suo marchio di fabbrica, e non solo per le insegne delle grandi città. Todd Sanders è l’artista (www.roadhouserelics.com) che utilizza il neon per vere opere e installazioni molto apprezzate. Un suo Mercury, per esempio, è stato acquistato dall’attore Johnny Depp.

La prima versione era stata commissionata da Steve Wertheimer per il suo locale, il celebre Continental Club ad Austin. Infine, se passate da Miami, vale una visita al Perez Art Museum Sun di Mark Handforth, artista classe ’69 nato a Hong Kong, cresciuto a Londra e, da tempo, di stanza a Miami. Più cosmopolita di così…