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Un secolo di Rinascente (e 4 cose da sapere)

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A Milano la mostra sui cent’anni dei grandi magazzini

 

La Rinascente compie un secolo di vita e celebra l’anniversario con una mostra al Palazzo Reale di Milano a cura di Sandrina Bandera e Maria Canella, allestita dallo studio internazionale OMA/AMO. Il fil rouge del percorso è il contributo alla creatività italiana dato dai grandi magazzini. Un contributo consegnato agli imponenti archivi in cui, dopo due anni di catalogazione, sono confluite memorie storiche sotto forma di manifesti pubblicitari, illustrazioni, progetti grafici e architettonici di grande pregio che in questi giorni possono essere in parte ammirati dai visitatori. “La storia della Rinascente” dice Ippolito Pestellini Laparelli di OMA, “è una storia di persone: management, creativi, clienti. Persone che hanno voluto creare un legame tra arte e vita”.

Ed ecco quattro cose che probabilmente non sapete di questo marchio storico.

Aux Villes d’Italie

L’antenato de La Rinascente sono i grandi magazzini milanesi fondati dai fratelli Ferdinando e Luigi Bocconi nel 1877 con un nome, Aux Villes d’Italie appunto, che strizzava l’occhio agli omologhi centri dello shopping parigino. Fu Gabriele D’Annunzio a  scegliere il nome La Rinascente perché “chiaro, semplice e opportuno”. Al Vate si era rivolto l’amico senatore Borletti, che aveva rilevato i grandi magazzini nel 1917.

La grafica e la pubblicità

Nel secondo Dopoguerra, la Rinascente riparte da una nuova iconografia e il punto di riferimento diventano i grandi department stores americani. Max Huber crea l’iconico monogramma  con una “l” e una “R”, due caratteri tipografici differenti abbinati in maniera inedita. Carlo Pagani inventa un layout nuovo per gli spazi di vendita, come fossero tutti piccoli negozi specializzati. Albe Steiner, l’art director, completa l’opera con allestimenti scenografici. All’immagine del marchio e nell’ufficio pubblicità avrebbero lavorato anni dopo, tra gli altri, Amneris Latis, Adriana Botti Monti, Lora Lamm, Roberto Maderna, Giancarlo Iliprandi, Brunetta Mateldi, Pegge Hopper, Salvatore Gregorietti, Tomas Maldonado, Massimo Vignelli, Roberto Sambonet e Bruno Munari, Aldo e Marirosa Toscani Ballo con Serge Libis, Oliviero Toscani, Ugo Mulas e Helmut Newton per la fotografia.

Il compasso d’oro

Sapevate che il premio di design fu istituito nel 1954 da un’idea di Gio Ponti e sostenuto inizialmente proprio da  La Rinascente? Fu a partire dal 1964 che il patrocinio dei grandi magazzini  cessò e il premio passò integralmente all’Adi.

I grandi architetti

All’ufficio sviluppo della Rinascente hanno lavorato grandi nomi dell’architettura italiana, spesso prima di diventare tali. Il primo capo di questo gruppo storico, Augusto Morello, veniva da Olivetti. Ai grandi magazzini diedero il loro contributo Joe Colombo, Gae Aulenti, Mario Bellini, Enzo Mari, Richard Sapper, Bob e Ornella Noorda e Italo Lupi. L’edificio romano in piazza Fiume progettato da Franco Albini e Franca Helg è unanimemente considerato un capolavoro dell’architettura italiana.

Foto di Agostino Osio