Quando il parco giochi dei vostri bimbi era in cemento | CieloTerraDesign
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Paolo Casicci

14 gennaio 2017

Quando il parco giochi dei vostri bimbi era in cemento

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Al Vitra Museum la mostra sui playground del brutalismo inglese

 

Per capire la mostra The Brutalist Playground (lo spazio giochi del brutalismo) che s’inaugura oggi al Vitra Museum di Weil am Rhein, in Svizzera, bisogna tornare indietro di due anni. Al 2015, quando ad aggiudicarsi il prestigioso Turner Prize, organizzato dall’inglese Tate Gallery e destinato ad artisti angolosassoni delle arti visive al di sotto dei 50 anni, è, per la prima volta nella storia del premio, non un artista singolo, ma un collettivo.

Si tratta del gruppo londinese di architettura Assemble, candidato al premio con il suo progetto di riqualificazione urbana di un sobborgo di Liverpool, Toxteth. Assemble è formato da giovani tra i 26 e i 29 anni: i vincitori più giovani che abbiano mai ricevuto il Turner Prize. Il loro progetto ricorreva all’arte e al design per migliorare le condizioni abitative e la qualità di vita nel complesso di case a schiera di Granby Four Streets, appunto a Liverpool. Per il Turner Prize, Assemble aveva creato uno showroom con oggetti ottenuti reimpiegando rifiuti dell’edilizia e realizzati da un’impresa sociale istituita appositamente dal gruppo, arruolando nove residenti del quartiere.

Adesso, insieme all’artista Simon Terrill, Assemble ha lavorato sulle suggestioni del Brutalismo ricavando grazie all’archivio storico del Royal Institute of British Architects le immagini dalle quali ricreare gli spazi giochi brutalisti, dando vita a una installazione ibrida tutta da esplorare. I bambini possono giocare e liberare la loro vitalità, gli adulti, invece, reimmergersi negli ambienti, oggi surreali, che rievocano lo stile controverso nato in Inghilterra nel 1954 e noto per avere puntato tutto sull’utilizzo a vista del cemento, il béton brut che quattro anni prima, nel 1950, aveva caratterizzato l’Unité d’Habitation di Le Corbusier a Marsiglia.

Colori pastello e materie prime morbide caratterizzano il playground ricostruito per la mostra, già allestita a Londra nel 2015: tutt’altra cosa rispetto al cemento utilizzato in origine anche se si trattava di spazi riservati, appunto, ai giochi dei più piccoli. Oggi, la maggior parte di questi playground non esistono più, essendo stati demoliti negli anni. Ne restano pochi, a parte, ovviamente, le loro immagini d’archivio che hanno fatto da modello per Assemble e Simon Terrill.