Design al carbonio: ora la fibra è anche bella | CieloTerraDesign
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Union(e) Chair, ora la fibra di carbonio è anche bella

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La collezione di Matteo Parenti proietta il materiale hi-tech nel mondo del decor

Funzionalità ed estetica, artigianalità e tecnologia. Da quando ha fatto ingresso nel mondo del design, la fibra di carbonio ha dato prova di (quasi) tutte le sue virtù, saldando tecniche e finalità diverse per natura. Questo materiale naturale sbarcato nell’industria negli anni Sessanta, resistente quanto l’acciaio ma pesante quattro volte meno, è impiegato ormai in maniera universale. Nella nautica permette ai designer di sostituire materiali pesanti amplificando gli spazi e migliorando l’aerodinamica. Nell’aeronautica abbatte lo spreco energetico e nello sport rende più resistenti oggetti come racchette e mazze da baseball e capi d’abbigliamento.

La frontiera del mobile

È nell’industria del mobile che il carbonio deve ancora iniziare a brillare. Ma più che dal materiale in sé, la resa estetica è dipesa finora dallo sforzo dei creativi. Arriva ora a colmare questo gap Union(e), la collezione di sedie di design in fibra di carbonio firmata da Matteo Parenti. Conosciamo il quarantenne interior designer di origine veneziana per avere raccontato qui il suo progetto del pretend hotel Butterfly, uno degli esperimenti di interior più interessanti per le notti romane degli ultimi anni. Parenti, che non a caso si definisce anche artigiano, proietta la fibra di carbonio nel mondo del decor più raffinato producendo la collezione con l’azienda di famiglia Pro-Lite, specializzata da tempo nella lavorazione del carbonio in particolare per la nautica.

Decor raffinato ed essenziale

Union(e) è una collezione di sedie nate combinando fibre naturali e artificiali. Lo stile è essenziale e le sedute nascono dalla trasformazione di elementi bidimensionali che una volta assemblati tra loro diventano insieme struttura e funzione. “Come designer e artigiano sono molto legato alla fibra di carbonio per le sue caratteristiche meccaniche davvero incredibili, considerando che è un materiale resistente come l’acciaio ma con un peso quattro volte inferiore”, spiega Parenti. “Solitamente per rendere delle strutture rigide bisogna articolare molto le forme oppure realizzare delle nervature: le capacità meccaniche del carbonio mi hanno dato la possibilità di realizzare la seduta con superfici semplici e regolari, mantenendo gli spessori estremamente sottili. Essendo un materiale che ha memoria, è stato molto divertente sfruttare la sua elasticità per migliorare il comfort. Gli spessori sono calcolati per flettere e adagiarsi al peso e alla forma di chi si siede”.

Tecnologia e alta manifattura

A dare valore al prodotto è chiaramente anche la sua estetica: “Essendo un vero e proprio tessuto realizzato con filamenti di carbonio, la sedia genera riflessi particolari, unici”. Nonostante, poi, sia un materiale innovativo, la lavorazione del carbonio è prettamente artigianale. “Questo lo rende ancora più nobile”, spiega Parenti, “considerando che obbliga la produzione industriale a riconsiderare l’utilizzo di operatori altamente specializzati. Esattamente il contrario di quello che accade in genere con la tecnologia, che spinge ad automatizzare la produzione per abbattere tempi e costi. La mia scommessa è invece, tramite Union(e), di tornare al prestigio della manifattura italiana”. Il progetto Union(e) si estenderà a una serie di arredi che verranno presto prodotti in serie con un’ampia scelta di materiali.