Valentine, il Sessantotto di Olivetti e Sottsass in una macchina da scrivere - CTD
menu
Silvia Cosentino

8 settembre 2019

Cinquant’anni di Valentine, l’icona di Sottsass che oggi ci spiega il senso della parola rétro

Share:

Progettata quando in ufficio iniziavano a farsi largo i computer, ha allungato la vita alla macchina da scrivere. Come i suoi epigoni che da allora provano a riportare in vita oggetti del passato

Nel 1969 l’elettronica sta progressivamente conquistando gli uffici, e nelle aziende inizia a esserci meno posto per le macchine da scrivere. Fuori, nelle strade, preme la contestazione giovanile, una rivoluzione culturale e di costume fatta di idee, ma anche di grafica, di manifesti, di forme completamente inedite.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

Da quella marea montante di rivolgimenti sociali ed artistici emerge Valentine, diva della scrittura, nata dal bisogno di ridare un futuro al passato e dall’intuizione di farlo guardando al presente che tutti avevano sotto gli occhi, nelle strade, nelle università e negli altri luoghi della contestazione.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

Progettata per Olivetti l’anno prima da Ettore Sottsass Jr in collaborazione con Albert Leclerc e Perry King ed entrata in produzione nel 1969, Valentine è segnata fin dalla nascita da un destino felice, che appena un anno dopo le porterà in dote il Compasso d’Oro e nel 1971 l’ingresso al MoMa di New York.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

Quest’anno la rossa portatile compie mezzo secolo, se consideriamo l’arrivo sul mercato e non l’anno di progettazione. Da allora la bellezza di Valentine è intatta, al punto da continuare a spingere i suoi epigoni a proporre ciclicamente prodotti rétro nel tentativo, riuscito a Sottsass, di perpetuare nell’uso un oggetto come la macchina da scrivere destinato già allora a sparire più o meno lentamente. Vista oggi, Valentine è un po’ all’origine del gusto rétro in nome del quale ogni anno spuntano modelli di tastiere per computer ispirati proprio alle macchine da scrivere: linee d’antan e tecnologia contemporanea, a riprova della difficoltà di sganciarsi da quello che è quasi un archetipo e che Valentine ha rinnovato a suo tempo.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

Con la sua scocca lucida e fiammante, attraente come un’automobile nuova, la maniglia incorporata che la rende ancora più semplice da trasportare dei modelli Olivetti precedenti, Valentine è pensata dalla mente brillante di Ettore Sottsass come un oggetto versatile, da portare con leggerezza del corpo e della mente. Una leggerezza che vale per i materiali come per la comunicazione. Per questo Sottsass pensa innanzitutto alla plastica e con questa sostituisce l’alluminio della scocca e il cuoio e il legno della valigetta che la incorpora.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

Il designer spiegava così il progetto:

“La portatile, oggi, diventa un oggetto che uno si porta dietro come si porta dietro la giacca, le scarpe, il cappello, voglio dire queste cose alle quali si bada e non si bada, queste cose che vanno e vengono, queste cose che tendiamo a smitizzare sempre di più, perché non andiamo più a farci fare i vestiti in Bond Street e in fondo neanche dal sarto sotto casa, ma abbiamo la forte tendenza ad andarli a cercare fra i residuati di eserciti più o meno in disarmo e ad ogni modo abbiamo la forte tendenza a comperarli in posti dove si fa presto, dove i gesti diventano sempre più scorrevoli e sganciati, dove ci sentiamo sempre meno condizionati forse per lasciare che poi l’impegno o gli impegni si dirigano verso altre zone o altri problemi”. 

Mezzo secolo dopo, il modello portatile rosso fiammante di Olivetti ispirato al Sessantotto può essere considerata l’alba del gusto rétro. All’epoca il futuro era rappresentato dai computer, non certo dalle macchine da scrivere

E ancora:

“La Valentine l’abbiamo disegnata pensando un po’ a queste cose e pensando che una biro, un cappello, una giacca, una portatile possono anche far parte, ad un certo punto, di un tipo di ritmo, di un catalogo di valori, di una misura di spazi o di ambienti che non siano inevitabilmente quelli della proprietà, del sussiego, della continuità, della definizione e tutte queste cose, ma possono anche essere gli ambienti, gli spazi, i ritmi, le dimensioni e i valori di una continua creatività, della permanente sconfessione e ricreazione dei linguaggi, di un permanente spostamento degli equilibri e alla fine di una specie di permanente gioco di strizzatine d’occhio, di strette di mano, di passaggi di idee, di proposte”.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

La comunicazione è l’altro segreto del successo di Valentine, che ha contribuito a farne mezzo secolo dopo la sua nascita un’icona. Con una serie di campagne pubblicitarie e manifesti, alcuni dei quali diventati celeberrimi, Olivetti e Sottsass – che coordina anche quest’aspetto – riescono nell’impresa di creare intorno a un prodotto vecchio, destinato a sparire, un’immagine nuova, contemporanea, completando il lavoro più strettamente legato al design del prodotto, iniziato con l’intuizione della plastica e della maniglia. Nell’operazione sono arruolati, oltre a Sottsass, Ballmer, Glaser, Pieraccini, Isaka, Marchi, Van Der Elst, e poi Gianni Giudici che nel doppio ruolo di poeta e dirigente Olivetti darà forse la miglior definizione di Valentine: “Una Lettera 32 travestita da sessantottina”.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

Con la Valentine, Olivetti fu disposta a dare vita a campagne che, come spiegano le parole dello stesso piano di comunicazione qui sotto, dovevano definire un’immagine tale da “prevalere anche su quella globale” dell’azienda.

Un prodotto “totale” in cui design e comunicazione si saldano perfettamente, andando incontro a un pubblico nuovo attraverso una campagna pubblicitaria, anche questa seguita da Sottsass, talmente forte da far passare in secondo piano l’azienda produttrice

“Il discorso pubblicitario destinato ad accompagnare sui diversi mercati il lancio della nuova portatile Valentine è stato concepito in termini il più possibile correnti con 1) le caratteristiche obiettive della macchina e 2) il tipo dei suoi possibili acquirenti. Il tono scherzoso dei testi e la grafica dei bozzetti, destinati ad inserzioni per periodici, vogliono infatti corrispondere in qualche modo al design e al colore stesso della macchina e, insieme, al gusto presumibile in quelle persone che dovrebbero, anche sulla base di precisi sondaggi , preferire una portatile come la Valentine a una portatile più tradizionale: persone giovani o di sensibilità giovanile, aperte all’appello del nuovo e della moda. A questo fine si è ritenuto opportuno orientarsi verso un messaggio soft-selling che è giustificato anche dalla necessità di puntare, più che sulle meccaniche e d’uso, sull’immagine generale del prodotto. Si è voluto, insomma, creare soprattutto un’immagine Valentine, che prevalesse anche sull’immagine globale della Olivetti”.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

E infatti aggiungeva Sottsass:

“Forse tutta la grafica con la quale abbiamo annunciato la Valentine, non è perfetta: forse si scosta molto dalla antica, famosa, favolosa, classica impostazione della Olivetti, ma spero ci sarà perdonata la presunzione — che certo non è irriverenza — per aver tentato un’apertura verso i nuovi tempi e anche verso la nuova struttura dei programmi dell’industria che affronta ogni giorno responsabilità più vaste e società più coscienti”.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

Olivetti lancia così un oggetto bello, intelligente, che vuole essere indossato e posseduto da tutti, dall’eleganza e dal fascino che sovrastano in maniera sapiente e rivoluzionaria l’ansioso vincolo dell’elaborazione di un’estetica prettamente tecnica e meccanica. Con Valentine lo strumento di scrittura si schioda dalla scrivania, si smitizza, e “come l’ombrello e il cappotto”, per usare le parole dello stesso Sottsass, compare nell’outfit di giornalisti e scrittori. La rivoluzione di Valentine è su più livelli: materica, essendo progettata in coerenza con i progressi tecnologici propri del periodo storico, e sociale, andando a ribaltare i paradigmi assoluti di un oggetto pesante e statico.

Valentineò-ettore_sottsass-olivetti-design-anniversario

Valentine ha svincolato la vita del giornalista dalla relazione con gli ambienti chiusi, pieni di fumo e chiassosi scanditi dalla tempesta dei ticchettii dei tasti. Se vogliamo, Valentine ha anticipato il laptot, visto che può essere usata poggiandola sulle gambe, a differenza di altre macchine da scrivere precedenti.

Ogni anno nascono marchi e prodotti che, come Valentine, provano a riportare in vita il passato ispirandosi alla lezione di Sottsass, alimentando l’industria della nostalgia

Esposta al MoMa di New York, al centro ciclicamente di mostre e celebrazioni, nel 2019 Valentine è ancora amata, desiderata e riconosciuta universalmente tra le icone che hanno segnato la storia del design. Ed è per questo che l’industria della nostalgia guarda indietro, alla macchina da scrivere di Sottsass, provando a replicare il miracolo del grande designer di allungare di cinquant’anni la vita di un oggetto destinato a essere sostituito dal computer. Ne è un esempio il prototipo Hemingwrite, pensato per la scrittura digitale dagli americani Adam Leeb e Patrick Paul ma svincolato dalle restanti funzioni del tipico computer, che rappresentano un invito alla distrazione dalla scrittura. L’attualizzazione sul piano tecnologico di questo oggetto risiede invece nel display retroilluminato e antiriflesso, nella batteria interna a lunga durata e nella connessione wi-fi.

Anche la startup newyorkese Lofree e l’azienda californiana Azio propongono due modelli in cui estetica e funzionalità si pongono a cavallo tra tradizione e innovazione, rispettivamente con la macchina Lofree Keyboard, dalle forme morbide ed essenziali, e la Retrò Classic, tastiera meccanica per computer, la cui cura del dettaglio e l’attenzione nella scelta dei materiali ne fanno la cifra stilistica. Ma nessuno, finora, è riuscito a riportare in vita il passato come Sottsass con la Valentine.

retro_classic-tastiera-meccanica-design

Retro Classic. tastiera digitale ispirata alle macchine da scrivere a inchiostro

retro_classic-tastiera-meccanica-design