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Roberto Clever

19 giugno 2017

Visual art, la sorpresa della provincia

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Le infografiche di Italianism: così la creatività è diffusa in tutto il Paese

La creatività italiana? Presente in (quasi) tutto il Paese, con picchi nelle grandi aree metropolitane e qualche zona buia distribuita in modo omogeneo da Nord a Sud. Grafica e visual art non sono, insomma, prerogativa di Roma e Milano, ma mondi coi quali ci si cimenta tantissimo anche in provincia, in aree meno provviste di scuole d’arte, risorse e occasioni, ma dove – forse proprio per questo – è forte la voglia di emergere.

La mappa arriva da Italianism, la quarta conferenza creativa ideata da Renato Fontana e di cui abbiamo già parlato qui. La rassegna – il 15 giugno scorso a Roma, tra la Farnesina e la sede di Architettura de La Sapienza a Valle Giulia – prevedeva non soltanto l’intervento di dieci relatori, pescati nel mare del design e della comunicazione italiana, ma anche un contest riservato ai creativi di ogni età, chiamati a illustrare con la fotografia, il digital painting e, ancora, con gif, video, paper art, collage… dieci parole chiave scelte per questa edizione dall’Adi, l’Associazione per il disegno industriale.

La call per gli artwork era partita alla fine di marzo, la scadenza per partecipare era il 15 maggio. I quasi seicento lavori arrivati in un mese e mezzo sono risultati distribuiti sul territorio come elaborato nelle infografiche realizzate per Italianism da Mistaker (Martina Tariciotti e Riccardo Casinelli). Dalle aree di Roma, Torino, Milano e Treviso sono partite oltre trenta candidature ciascuna, mentre tra gli undici e i trenta lavori sono giunti da una decina di province distribuite omogeneamente in tutta Italia. Poche, invece, le zone che non hanno prodotto artwork, anche queste sparse in modo uniforme in tutto il Paese, dal Piemonte alle Isole. Ventuno opere sono arrivate dall’estero e cinque da San Marino. “Se usiamo Italianism come un osservatorio” commenta Renato Fontana “possiamo dire che la creatività non è un’esclusiva dei grandi centri, anzi: la provincia gioca un ruolo importante nelle forme e nei modi coi quali il Paese si rimette in gioco e, spesso, lo fa sorprendendo”.

Se, invece, si vuole fotografare la partecipazione in base all’età, si scopre che sono i più giovani ad avere risposto meglio. Il gruppo di candidati più numeroso è infatti quello di chi ha tra i 18 e i 24 anni (quasi il 40 per cento), seguito da quello di chi ne ha tra i 25 e i 29 (31 per cento), tra i 30 e i 35 (15 per cento), tra i 36 e i 45 (8,5 per cento), tra 46 e 54 (3,7 per cento). C’è stato anche un 2,7 per cento di candidati over 55, segno che la voglia di mettersi in gioco non ha limiti anagrafici.

Fotografie di Pierluigi Amato, infografiche di Mistaker