Vito Nesta: al Salone metto al muro le emozioni | CieloTerraDesign
menu

Vito Nesta: al Salone metto al muro le emozioni

Share:

La Design week del creativo pugliese che con le sue carte da parati ha conquistato un marchio dopo l’altro

Un anno decisivo per Vito Nesta, il designer pugliese (ce ne eravamo occupati qui qualche tempo fa) dalla cifra stilistica unica, capace di coniugare tradizione, artigianato e modernità. Quest’anno i suoi pattern per carte da parati hanno conquistato più di un brand importante. Ecco come sarà il suo Salone.

Che cosa porti alla Design week?

“Durante questo Salone espongo una collezione di carte da parati per Devon&Devon, un’altra per Roche Bobois, un’altra ancora per Texturae wallpapers, due specchi per Secondome Gallery in collaborazione con Effetto Vetro, una collezione di porcellane di Capodimonte per Fratelli Majello, due tappeti per Les-Ottomans, una collezione di porcellane per My Home Collection, una capsule collection per IMARIKA e infine la reinterpretazione di un piatto per il ristorante Rigolo in collaborazione con We R Food“.

Che cosa ti aspetti da questa edizione della rassegna, non solo per quanto riguarda te, ma in generale da quello che andrà in scena?

“In generale mi aspetto che emergano progetti con un valore aggiunto, non legati strettamente al prodotto e alla sua funzione, ma che abbiano anche una storia da raccontare, delle emozioni da suscitare. Per quanto riguarda il mio lavoro, questo è stato un anno importante per me. Sono nate collaborazioni con realtà artigianali molto affascinanti come Fratelli Majello ed Effetto Vetro, mi aspetto che i miei progetti con loro suscitino interesse e che la loro storia faccia affascinare come ha affascinato me”.

Salone o Fuorisalone, dove non mancare assolutamente?

“Il Fuorisalone riserva sempre luoghi unici da scoprire con mostre interessanti. Penso sia assolutamente da non perdere una visita presso la mostra Ladies and Gentlemen in via Cesare Correnti n14”.

Due nomi da seguire?

“Senz’altro Elena Salmistraro e Matteo Cibic“.

Descrivici la tua giornata tipo alla Design week: sveglia a che ora, pasti, a letto quando…

“Durante il Salone le mie giornate sono super intense come credo per tutti, d’altronde. Non ho orari ben precisi perché non amo fare cose metodiche, mangerò in giro ma l’unico obiettivo sarà vedere quanto più possibile. Il Salone del mobile per me è come fare una grande abbuffata, mi serve per capire in che direzione questo lavoro sta andando e magari per conoscere qualche realtà interessante che prima magari ignoravo”.

Due locali che consigli ai visitatori per colazione, aperitivo, cena?

“Per la colazione consiglio tutto l’anno, e non solo in questi giorni, San Gregorio. I suoi cornetti sono davvero biblici. Per l’aperitivo ci sono tantissimi posti validi a Milano, ma in questo momento frequento luoghi che mi sono particolarmente cari, e dunque consiglio Rita. Per la cena senz’altro va fatto un salto da Rigolo”.

La più grande scoperta, anche umana, che hai fatto al Salone e al Fuorisalone?

“Durante il Salone ho fatto sempre dei bellissimi incontri sotto l’aspetto umano, tipo quando ho conosciuto Ivan Baj di Arcade Paris o quando ho incontrato Claudia Pignatale di Secondome Gallery. Il Salone è un bellissimo concentrato di energie ed è facile imbattersi nella persona o nell’occasione giusta”.