Vito Nesta: il mio libro dei sogni fatto di gobelin | CieloTerraDesign
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Paolo Casicci

12 aprile 2018

Vito Nesta: il mio libro dei sogni fatto di gobelin

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Il designer al Fuorisalone con una collezione di parati nata dall’archivio di Limonta

 

Ha smesso da un po’ di essere una promessa del design italiano per diventare una bella realtà internazionale. Vito Nesta arriva alla Design week milanese tre mesi dopo avere tenuto a battesimo, all’ultimo Maison et Objet di Parigi, il nuovo brand Grand Tour, collezioni di oggetti e accessori tenuti assieme da un fil rouge di decor che viaggia tra una suggestione e l’altra in giro per il mondo. Al Fuorisalone, Vito Nesta si concentrerà sui parati firmati per Limonta e che presenta a Palazzo Litta, nel grande contenitore di Litta Variations.

Per Limonta hai rielaborato e attualizzato antichi tessuti gobelin d’archivio: sembra proprio il lavoro perfetto per te. Come vi siete incontrati con l’azienda?

“Ho conosciuto un anno e mezzo fa circa Stefano Sette, attuale managing director di Limonta Italian Wall Couture, del tutto casualmente. Abbiamo amici in comune e non appena abbiamo scambiato qualche parola c’è stato subito feeling. Stefano ha presto inteso qual è il mio approccio progettuale e dopo esser stato ospite alla presentazione di Wallpapers collection per Devon&Devon durante lo scorso Salone Del Mobile mi ha proposto di collaborare al progetto Heritage”.

Come avete scelto i tessuti e quanta disponibilità d’archivio c’era? Conoscevi già le possibilità che dà il gobelin?

“L’archivio dell’azienda è un vero capolavoro, quando ci sono entrato la prima volta non credevo ai miei occhi per quanto materiale è contenuto all’interno. La scelta di lavorare sul gobelin è stata consigliata da Limonta, nessuno aveva mai reinterpretato prima questa tipologia di tessuti e l’archivio conserva reperti meravigliosi. Non appena mi è stato proposto, mi sono subito entusiasmato, perché avevo una discreta conoscenza di questi tessuti così polverosi e ricchi di storia”.

L’allestimento ha tutto un lato sensoriale (poter toccare le carte da parati) che per te è inedito. Potrebbe essere un’idea anche per i tuoi allestimenti futuri?

“Non ho mai amato le cose statiche, quando vedo qualcosa che mi attrae ho sempre l’istinto di toccare, per entrare in contatto con ciò che sto vedendo. Per l’allestimento di Heritage ho voluto che il pubblico entrasse in sintonia con le carte, le toccasse, le potesse abbassare e riavvolgere da questi rulli su cui sono poste creando un rapporto con questi che io definisco ‘nonni’, conoscendone la loro storia e il loro carattere”.

Arrivi a questo Fuorisalone tre mesi dopo avere lanciato Grand Tour. Facciamo un primissimo bilancio?

“L’anno scorso è stato sicuramente un anno importante per me, in molti hanno potuto conoscere il mio lavoro a seguito di collaborazioni importanti come quelle con Les-Ottomans, Roche Bobois e Devon&Devon. Quest’anno mi son voluto concentrare solo sul progetto Heritage, non credo sia cambiato nulla a livello di qualità, perché ho sempre dato a tutti i miei progetti la stessa attenzione ed entusiasmo. Sicuramente questo progetto mi ha coinvolto particolarmente e ho deciso di dedicarmici totalmente”.

L’ultima tappa del Grand Tour che suggestione ti ha portato in dote?

“Per Maison et Objet di settembre sto lavorando a una collezione dedicata alle donne egiziane e a un’altra sulla Tunisia. Nel frattempo vediamo cos’altro può nascere…”.

Quale sarà la prossima tappa subito dopo il Fuorisalone?

“Lavorare al M&O di settembre. Il Grand Tour è per me un bambino che ha bisogno di cure e attenzioni”.

Un nome da seguire quest’anno?

“Sara Ricciardi, la sua creatività e i suoi colori mi catturano ogni qual volta vedo i suoi progetti. Inoltre, passando molto tempo con giovani universitari e magari accompagnandoli nel loro progetto di tesi, per giri diversi ho conosciuto Mattia Meneghini dopo aver visto casualmente i suoi progetti pubblicati su Instagram. E’ un giovane appena uscito dallo Ied, ancora in erba. Credo che abbia un gran talento, un utilizzo del colore davvero sorprendente. Son sicuro che tra qualche tempo ne sentiremo parlare”.

Un posto dove proverai a rilassarti durante la settimana?

“Nella veranda di casa mia in compagnia di amici”.