Your Place, la mostra che racconta il senso del design e dei creativi per un territorio - CTD
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Your Place, la mostra che racconta il senso del design e della creatività per un territorio

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Le scelte dietro la giornata che racconta il posto e il ruolo del design e della creatività in un territorio complesso

Sabato 30 novembre a Roma va in scena Your Place, Think and Make, all’interno del festival Videocittà nelle ex caserme di via Guido Reni. Si tratta di un’intera giornata per raccontare, attraverso una serie di videointerviste, una mostra di manufatti, un workshop e una maratona di talk ispirazionali una selezione di progettisti e creativi che più di altri hanno saputo imporre un segno nel territorio. Pubblichiamo il testo con cui i curatori, Paolo Casicci e Davide Paterna, spiegano perché Your Place, il filo seguito nella selezione dei diciassette progetti e dei progettisti in mostra attraverso le videointerviste e i propri manufatti e il workshop.

di Paolo Casicci e Davide Paterna

Mai come in questo momento storico l’uomo è stato sollecitato a prendere una posizione in un contesto mutevole e dai confini labili, quasi impalpabili, dove lo status e il ruolo di ognuno, dalla famiglia al lavoro, sono in continuo e velocissimo divenire. Le coscienze e il senso di responsabilità personale sono messe costantemente di fronte alla necessità di misurarsi con contenuti e informazioni che si rincorrono a un ritmo parossistico, spesso in contraddizione aperta tra di loro.

Trovare il proprio posto nel mondo significa allora innanzitutto riflettere, analizzare e governare questo flusso di coordinate precarie (think), per poi riuscire a esercitare un ruolo concreto (make). Quale contributo possono dare il progetto e i creativi alla comunità? E come gli stessi creativi decidono il proprio posto nel mondo? Your Place, Think and Make prova a rispondere svolgendo un filo che parte dal territorio, quello di Roma e del Lazio, e che con tutte le singolarità del caso può diventare un modello descrittivo valido per uno scenario più ampio.

Come rilevato da Fondazione Symbola, il Lazio è la seconda regione in Italia per valore aggiunto creato dal sistema produttivo culturale e creativo (15,5 miliardi nel 2018), che rappresenta il 16% della ricchezza prodotta dalla cultura e dalla creatività in Italia. Il Lazio è primo in Italia per valore aggiunto generato sul totale dell’economia regionale (8,8% contro una media regioni 6,1%) e primo anche nella componente core: 6,1%, seguita dalla Lombardia con il 5,1%. La cultura è quindi una specializzazione regionale con una filiera di 212.200 addetti. Roma è la seconda provincia d’Italia per specializzazione culturale e creativa. Qui il sistema produttivo dei due settori raggiunge una quota pari al 9,9% del valore aggiunto generato dalla filiera sul totale del valore aggiunto provinciale, preceduta solo da Milano (10,1%).

#YourPlaceNon solo #InspiratonalMarathon all'evento più atteso di #Videocittà19. Sabato 30 Novembre ci sarà una mostra a cura di MOTOREFISICO, il duo romano Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, guiderà il visitatore all'interno degli spazi delle Ex Caserme unendo la tape art con le più recenti tecniche di applicazione artistica dell'intelligenza artificiale. Protagoniste le creazioni e i prodotti di diciassette realtà del design, dell'arte, dell'architettura e della moda del Lazio: Marta Mucciante, Greg Jager, Twm Factory, Orizzontale, Ossì – Fanzine Erotica, SBAGLIATO, Millim Studio, Gruppo Jobel, Zero Video, Michele Cirillo, ROBOCOOP, Plato Design. Manufatto, Duilio Secondo Studio, deltastudio ,Etaion Shrdlu Studio e MOTOREFISICO.#IlFestivalDellaVisioneCredits video: sator video

Pubblicato da Videocittà su Lunedì 25 novembre 2019

 

Eppure, la percezione diffusa è che creativi e progettisti si muovano sulla scena romana e laziale non soltanto tra mille difficoltà logistiche e senza il supporto di un tessuto industriale meno sviluppato rispetto a quello di altre regioni d’Italia, ma spesso senza neanche un riconoscimento e l’incoraggiamento formale a operare, ancor meno in una cornice di pianificazione coerente che li esalti e spinga a fornire le proprie risposte e un contributo. A Roma e nel Lazio, più che altrove, l’autorappresentazione della classe creativa è quella di chi è riuscito a conquistare un posto nel mondo con un supplemento di sforzi dovuto al fatto di appartenere a un territorio complesso.

Con Your Place. Think and Make abbiamo preso atto di questa contraddizione aperta tra i dati economici dell’industria creativa e la sua autopercezione e ideato un palinsesto per la giornata della creatività – promossa e sostenuta dalla Regione Lazio e prodotta dal festival Videocittà diretto da Francesco Dobrovich – con le storie di chi ha scelto e continua a scommettere su Roma e il Lazio. Storie come quella di Manufatto, di Duilio Secondo, di Millim Studio, di Plato, di Etaoin Shrdlu, di Pina, di Ossì, di Zerovideo, studi e gruppi che avrebbero potuto coltivare le proprie ambizioni in territori dalla più spiccata vocazione al product, al fashion, al graphic design e  invece hanno scelto Roma e il Lazio come terra d’elezione.

Nello svolgere questo filo, abbiamo attinto per la mostra e le videointerviste al database di creativi costruito negli ultimi tre anni dal programma regionale Lazio Creativo della Regione, squadernato in una serie di volumi che rappresentano uno dei rari censimenti istituzionali disponibili e dunque un punto di partenza possibile. Abbiamo ri-selezionato i progettisti sulla base di una varietà geografica e disciplinare, dal design alla moda, dalla fotografia al teatro fino ai graffiti, aree spesso intrecciate in una progettualità obliqua, con la trasversalità come valore aggiunto (Gruppo Jobel), premiando chi affronta quella che uno dei protagonisti intervistati, il collettivo Orizzontale, definisce “sindrome del palco vuoto”: il rischio, tanto più presente in una città come Roma, di una bellezza fine a se stessa, che punta sul contenitore e non anche sul contenuto, ovvero quella socialità di cui il buon progettare deve farsi carico.

Sviluppare questa socialità è l’impegno di deltastudio, collettivo di architettura attivo dal Viterbese in tutta Italia, come anche, in maniera diversa, del fotografo Michele Cirillo, che da Roma parte per esplorare i conflitti mondiali con la missione, per nulla scontata al tempo dei social network, di considerare il reportage non uno specchio (di sé), ma una finestra (sull’altro). Di questo stesso bisogno di socialità si fanno carico tutti i giorni i giovani di Roma Smistamento, che definiscono la propria identità nel dare una casa ai creativi della Capitale, facendolo in uno scenario complesso di periferia contiguo a un ex scalo merci. Anche nelle opere di Sbagliato e Robocoop, partiti dall’architettura – come molte delle realtà in mostra – si avverte un bisogno di socializzare il contributo del progetto sul territorio, arrivando a una forma d’arte muraria che usa la città come una scena su cui spalancare visioni, estrarre possibilità, produrre nuovo senso.

Workshop con Stefano Converso e Devoto Design

Abbiamo tentato di restituire la fotografia il più fedele possibile di una realtà creativa che si mostra non tanto come un tessuto visibile in superficie, quanto come una filigrana da apprezzare in controluce. Una progettualità poco esibita e più ricercata, underground nel senso letterale del termine prima ancora che metaforico.

Per legare queste storie, volevamo un allestimento che fosse esso stesso frutto di una progettualità del territorio legata a una forma espressiva di cui Roma è riconosciuta capitale mondiale. Lo abbiamo trovato in Motorefisico, duo romano di tape art, genere ascrivibile al campo vastissimo della urban art (rappresentata in mostra anche da Greg Jager), di cui rappresenta un’evoluzione in chiave astratta. Un’arte che mette al bando il figurativismo e ricorre a trame optical per mettersi al servizio dello spazio, trasformandolo.

Una creatività che più che a un tessuto in superficie somiglia a una filigrana da cogliere in controluce. Spesso underground nel senso letterale del termine prima ancora che metaforico

Infine, volevamo che Your Place restituisse l’immagine di un territorio ricco di fab-lab (con una rete diffusa di laboratori promossa dalla Regione attraverso Lazio Innova) e makers: Roma è la città della Maker Faire European Edition e il mondo della manifattura digitale doveva trovare posto in questa giornata. Ci siamo rivolti a Stefano Converso, docente e progettista dalla lunga esperienza e con un curriculum che lo pone alla convergenza tra ricerca tecnologica e pratica progettuale, e a un’eccellenza come Devoto Design, per un workshop aperto a chi abbia voglia e curiosità di avvicinarsi alla manifattura.

Your Place esplora un sentiero costellato di storie esemplari, ma che per sua natura non può essere esaustivo. Ci siamo assunti la responsabilità di una selezione, sperando che chi non vi ha trovato posto possa ritrovare in quella degli altri la stessa tensione progettuale, la stessa passione, le stesse ambizioni.

Le videointerviste sono di Sator International Group. Le foto dell’allestimento con i maxischermi alle ex caserme sono di Mauro Palma.