La zip a Tortona di Alex Chinneck, un illusionista al Fuorisalone - CTD
menu

A Tortona Rocks la zip di Alex Chinneck, un illusionista al Fuorisalone

Share:
alex_chinneck-installazione-artist3-min

Chi è l’urban artist inglese che porta all’Opificio 31 un’installazione ironica e surreale

Chi cerca al Fuorisalone l’effetto meraviglia delle installazioni, ma allo stesso tempo apprezza l’ironia e una creatività surreale che invita a riflettere senza prendersi troppo sul serio, dovrà andare in zona Tortona a misurarsi con Iqos World, l’opera dell’urban artist britannico Alex Chinneck che ha scelto la Design Week milanese per il suo debutto in Italia.

IQOS_WORLD-Alex-Chinneck-tortona-fuorisalone-min

Iqos World revelaled by Alex Chinneck, al Fuorisalone di Tortona Rocks, Opificio 31

Chinneck, classe 1984, è celebre in Inghilterra per le sue installazioni urbane sopra le righe che lo hanno fatto definire dal Guardian “master of architectural illusion”: tralicci dell’elettricità obliqui come mossi dal vento, facciate di edifici che “scivolano” fino alla strada o che si spaccano in due, le colonne del Covent Garden Market di Londra spezzate e il palazzo che dovrebbero sostenere lasciato a sfidare la gravità. E, ancora, un ex edificio industriale prossimo alla demolizione che si rivela al pubblico su una strada del Kent con due enormi zip.

IQOS_WORLD-Alex-Chinneck-tortona-fuorisalone2-min

Iqos World revelaled by Alex Chinneck, al Fuorisalone di Tortona Rocks, Opificio 31

Proprio la zip, che dallo scorso agosto con l’opera Open to the public è diventata quasi un landmark per Chinneck, arriva a Milano, pronta a coprire e a svelare Opificio 31, location storica del Fuorisalone in zona Tortona.

Il progetto di Chinnek porta il nome di Iqos, il prodotto smoke free ultimo ritrovato della tecnologia di Philip Morris International. Chinneck ricreerà, all’interno di Opificio 31, un ambiente multidimensionale, realizzando una serie di interventi scultorei che trasformano radicalmente gli spazi, offrendo prospettive inaspettate di indagine e scoperta.

alex_chinneck-installazione-artist4-min

La zip di Chinneck che svela un edificio abbandonato nel Kent

Il progetto è un intervento ambientale site specific che vede protagonista l’architettura degli edifici frontali all’entrata dell’ex area manifatturiera dove la facciata – che richiama l’estetica della tradizionale architettura milanese – sembra “aprirsi” in una delle sue estremità attraverso la zip che lascia intravedere l’interno dell’edificio. Internamente, invece, gli spazi saranno interessati da “aperture” inaspettate, nel pavimento in cemento e nelle pareti in pietra, che trasformeranno radicalmente la loro percezione.

alex_chinneck-installazione-artist2-min

Tralicci “piegati” dal vento nell’installazione di Alex Chinneck

Attraverso la zip, l’artista dà origine a una serie di aperture surreali da cui fuoriesce una luce impalpabile che coinvolgerà il pubblico in un’esperienza immersiva. Le superfici dello spazio sono pensate così da Chinneck come metafore di un ideale processo di trasformazione: “aperture” fisiche capaci di creare nel suo pubblico una nuova immaginaria narrativa.

alex_chinneck-installazione-artist-min

La facciata di Alex Chinneck che “scivola” sulla strada

“Cerco di rendere straordinario il mondo di tutti i giorni e di confondere ciò che è familiare con quel che è fantastico”, spiega Chinneck, che da giovane aveva studiato pittura, salvo abbandonarla quando capì di essere interessato a una dimensione multidisciplinare che includesse architettura, ingegneria, design e studio dei materiali. “Penso che troppo spesso l’arte dimentichi di avere delle responsabilità verso il pubblico. Creo illusioni perché amo distorcere la percezione del mondo fisico che ci circonda e perché arte vuol dire re-interpretare, re-immaginare e ri-presentare”.