Il set da tavola di Joe Colombo per un addio di design ad Alitalia - CTD
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Il servizio da tavola di Joe Colombo per un perfetto addio di design ad Alitalia

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Quando il genio milanese eliminò i lembi dei piatti per contenerne l’ingombro sul  vassoio di bordo

Settantacinque anni di storia di Alitalia sono anche settantacinque anni di storia del design italiano. Le divise delle hostess firmate Mila Schon – e poi Armani, all’inizio degli anni Novanta – gli interni degli aeromobili disegnati da Ignazio Gardella e impreziositi dalle opere di Guttuso, Santomaso, Mirko, Cagli. La sede di Parigi progettata da Leo Calini, Eugenio Montuori e Cesare Ligini, il palazzo uffici all’Eur di Roma di Fabio Dinelli e il terminal milanese di Gio Ponti.

Se dovessimo scegliere un solo pezzo, per ricordare come la compagna di bandiera che ormai appartiene al nostro passato sia stata anche un potente volano del made in Italy, punteremmo sul servizio da tavola Linea 72 firmato da Joe Colombo. Piatti piccoli, medi, grandi, fondi, zuppiere, tazze, tazzine, ciotoline, saliera, pepiera e posate in acciaio inox disegnate dal grande progettista e prodotte all’inizio degli anni Settanta da Manifattura Richard Ginori.

Anche in questo caso, come in tutta la sua produzione, Joe Colombo porta un lampo di genio nel progetto: l’eliminazione dei lembi dei piatti per diminuire l’ingombro del servizio e appoggiarlo sul vassoio comodamente.

Un servizio ancora attuale, bello e funzionale. Colombo progettò per Alitalia anche le posate in plastica monouso, di cui ancora quindici anni fa raccontava felice Paolo Boffi (l’azienda di famiglia aveva prodotto nel 1963 la Minikitchen di Colombo poi finita nella collezione del MoMa): “Venti giorni fa venivo a casa da Londra, sul Londra-Milano, volo Alitalia: ci sono ancora le posate in plastica Joe Colombo, e funzionano perfettamente. In genere il design è destinato dopo un po’ a esaurirsi; invece il progetto di Joe resiste e funziona, è perfetto sul piano funzionale. Joe era straordinario, ti seduceva. Parlava, parlava, sempre con un foglio davanti… Disegnava, aveva dei tratti continui della mano. Parlava con te e intanto, magari, disegnava una poltrona, ma non era distratto. Ti seguiva e intanto disegnava”.

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